Come funziona il bonus colonnine elettriche

Colonnine ricarica auto elettriche - Foto di Markus Distelrath da PixabayInsieme alle maggiorazioni per il bonus auto sono pronti a partire gli incentivi statali per l'installazione di colonnine di ricarica per le auto elettriche. 

Bonus auto: come funzionano gli incentivi auto 2022. Le ultime novità

Il mese di agosto ha portato con sé una serie di novità importanti per il settore automotive. Il dpcm licenziato il 5 agosto e pubblicato solo il 4 ottobre in Gazzetta ufficiale, infatti, prevede misure sia dal lato della domanda che dell’offerta. 

Lato offerta, la nota di accompagnamento al dpcm spiega che una quota del Fondo automotive sarà dedicata al finanziamento degli strumenti agevolativi per favorire lo sviluppo della filiera. Agevolazioni che tarano 50 milioni per il 2022 e 350 milioni per ciascuno degli anni 2023 e 2024 da ripartire tra i contratti di sviluppo e gli accordi per l’innovazione.

Lato domanda pure le novità non sono da poco: oltre alla maggiorazione degli incentivi per comprare auto non inquinanti per chi ha un reddito inferiore a 30mila euro, il dpcm prevede anche il cosiddetto bonus colonnine elettriche.

Il bonus colonnine elettriche

Si tratta di un incentivo diretto a coprire i costi legati all’acquisto di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici diretto a privati e condomini. 

Il contributo è pari all’80% del prezzo di acquisto e posa in opera, nel limite massimo di 1.500 euro per singolo richiedente e di 8.000 euro nel caso in cui le opere ricadano sulle parti comuni di edifici condominiali.

Il bonus colonnine elettriche tara in tutto 40 milioni, sempre a valere sulle risorse del Fondo automotive. 

“Si tratta di un ottimo risultato che finalmente arriva - sottolinea il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti - perché va nella direzione di sviluppare strumenti per la riconversione del settore alla luce degli obiettivi previsti dalla transizione ecologica”. 

Non solo bonus colonnine, c’è anche il bando PNRR per le infrastrutture di ricarica

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza stanzia poco più di 740 milioni di euro per costruire le infrastrutture necessarie per promuovere lo sviluppo della mobilità elettrica, aumentare il numero dei veicoli (pubblici e privati) a emissioni zero e ridurre l'impatto ambientale dei trasporti. 

L’obiettivo da centrare è chiaro: realizzare entro il 2026 oltre 20.000 punti di ricarica rapida in superstrade e nei centri urbani, di cui almeno 7.500 stazioni di ricarica super-veloci su strade extraurbane (autostrade escluse) e almeno 13.755 stazioni di ricarica veloci nei centri urbani.

Anticipazioni sul bando PNRR per le colonnine elettriche

Italia quinta in Europa per colonnine di ricarica, ma l'UE vuole fare di più

Al contrario di quanto si potrebbe pensare, l’Italia non è così indietro per numero di punti di ricarica per i veicoli elettrici. Secondo i dati dell’ultimo report ACEA, l’associazione europea dei costruttori di automobili, infatti, siamo al quinto posto in Europa per colonnine di ricarica, con oltre 23mila punti. 

Se messo a confronto con Olanda e Germania, il dato italiano sembra poca cosa: pur occupando appena il 10% del territorio del Vecchio Continente, nei due Paesi si concentra la metà dei punti di ricarica elettrica d’Europa (più di 90.000 colonnine in Olanda e oltre 60.000 in Germania).

Dati che non soddisfano l'UE che vorrebbe aumentare in modo consistenti le infrastrutture di ricarica su tutto il Vecchio Continente. Secondo quanto previsto nel pacchetto Fit for 55, accanto a standard più rigorosi sulle emissioni delle auto che porteranno l'UE verso lo stop alle auto diesel e benzina nei prossimi anni, occorre agire sull'infrastruttura per garantire ai conducenti di ricaricare i propri veicoli in tutta Europa.

Ricariche per le auto elettriche ogni 60 km: cosa prevede il pacchetto Fit for 55

Nella revisione del regolamento sulle infrastrutture per i combustibili alternativi incluso nel Pacchetto Fit for 55, la Commissione chiede agli Stati membri di espandere la capacità di ricarica in linea con le vendite di auto a emissioni zero e di installare punti di ricarica e rifornimento a intervalli regolari sulle principali autostrade: ogni 60 chilometri per la ricarica elettrica e ogni 150 chilometri per il rifornimento di idrogeno.

Obiettivi che il Parlamento europeo vorrebbe rendere ancor più ambiziosi. Nel testo adottato il 4 ottobre dalla commissione Trasporti e che funge da base per il negoziato con gli Stati, è previsto che le auto siano in grado di ricaricarsi ogni 60 km e rifornire di idrogeno ogni 100 km.

Più nel dettaglio l'Eurocamera chiede che entro il 2026 le stazioni di ricarica elettrica per auto siano installati almeno ogni 60 km lungo le principali strade dell'UE. Per camion e autobus, gli stessi requisiti si applicherebbero entro il 2026, ma solo sulle reti TEN-T centrali. I deputati suggeriscono inoltre di creare più stazioni di rifornimento di idrogeno lungo le principali strade dell'UE rispetto alla proposta della Commissione (ogni 100 km anziché ogni 150 km) e di farlo più velocemente (entro il 2028 anziché entro il 2031).

I deputati chiedono obiettivi nazionali minimi obbligatori per la diffusione delle infrastrutture per i combustibili alternativi e di chiedere ai paesi dell'UE di presentare i loro piani per centrare questi target entro il 2024.

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