Bandi per raccolta differenziata e riciclo: 2 miliardi dal PNRR

Bando economia circolare - Foto di SHVETS production da PexelsI decreti del Ministero della Transizione ecologica indicano i criteri di selezione dei progetti di investimento in infrastrutture a supporto della raccolta differenziata e in impianti di riciclo e i termini di presentazione delle domande di contributo.

Bandi europei 2021 per ambiente, energia e clima: quasi 600 milioni a disposizione

I provvedimenti, previsti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, puntano a centrare gli obiettivi di riciclo fissati dalla normativa europea, che prevede che al massimo il 10% dei rifiuti finisca in discarica e che il 65% venga invece riciclato.

Obiettivo che richiederà uno sforzo importante da parte del Paese, almeno stando ai dati Istat diffusi a inizio settembre: nel 2019 solo il 61,3% dei rifiuti urbani è stato soggetto a raccolta differenziata, circa la metà delle province italiane (54 su 107), quindi, non raggiunge il target del 65%.

I bandi MiTE per la raccolta differenziata e il riciclo

Per potenziare la rete di raccolta differenziata e degli impianti di trattamento e riciclo verranno finanziati - con un budget di 600 milioni di euro - progetti “faro” di economia circolare che promuovono l’utilizzo di tecnologie e processi ad alto contenuto innovativo nei settori produttivi. In particolare, verranno finanziati progetti - presentati da imprese - che favoriranno, anche attraverso l’organizzazione in forma di “distretti circolari”, una maggiore resilienza e indipendenza del sistema produttivo nazionale.

Previste quattro linee di intervento:

  • Ammodernamento (anche con ampliamento di impianti esistenti) e realizzazione di nuovi impianti per il miglioramento della raccolta, della logistica e del riciclo dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti RAEE comprese pale di turbine eoliche e pannelli fotovoltaici; 
  • Ammodernamento (anche con ampliamento di impianti esistenti) e realizzazione di nuovi impianti per il miglioramento della raccolta, della logistica e del riciclo dei rifiuti in carta e cartone;
  • Realizzazione di nuovi impianti per il riciclo dei rifiuti plastici (attraverso riciclo meccanico, chimico, "Plastic Hubs"), compresi i rifiuti di plastica in mare (marine litter);
  • Infrastrutturazione della raccolta delle frazioni di tessili pre-consumo e post consumo, ammodernamento dell’impiantistica e realizzazione di nuovi impianti di riciclo delle frazioni tessili in ottica sistemica, i cosiddetti “Textile Hubs”.

1 miliardo e mezzo viene invece stanziato per realizzare nuovi impianti di gestione dei rifiuti e l’ammodernamento di quelli esistenti.

I destinatari delle risorse messe a bando sono gli Enti di Governo d'Ambito Territoriale Ottimale o, laddove questi non siano stati costituiti, i Comuni.

Previste tre linee di intervento:

  • Miglioramento e meccanizzazione della rete di raccolta differenziata dei rifiuti urbani; 
  • Ammodernamento (anche con ampliamento di impianti esistenti) e realizzazione di nuovi impianti di trattamento/riciclo dei rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata; 
  • Ammodernamento (anche con ampliamento di impianti esistenti) e realizzazione di nuovi impianti innovativi di trattamento/riciclaggio per lo smaltimento di materiali assorbenti ad uso personale (PAD), i fanghi di acque reflue, i rifiuti di pelletteria e i rifiuti tessili.

Il 60% degli investimenti - in entrambi i casi - andrà al Centro-Sud. 

Tra il 15 e il 16 ottobre i decreti sono stati pubblicati in Gazzetta ufficiale e sempre il 15 ottobre il MiTE ha pubblicato gli avvisi relativi alle singole (7) linee di intervento. Identica la scadenza: le proposte possono essere inviate entro 120 giorni dalla data di pubblicazione degli avvisi sul sito del Ministero.

Per approfondire: tutte le informazioni sui bandi

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