L’idrogeno nel Recovery Plan: i suggerimenti di Camera e Senato

Idrogeno - Photocredit: European Union, 2020 Source: EC - Audiovisual ServiceIl Parlamento chiede di dare concretezza alle misure incluse nel Recovery Plan per l’idrogeno, ancora poco dettagliate e generiche, e di prevedere risorse non solo per lo sviluppo dell’idrogeno verde, ma anche per la produzione e l’utilizzo dell’idrogeno blu.

Hydrogen Valley in Italia: dove sono e dove nasceranno in futuro

“Non possiamo non considerare l’idrogeno verde come la soluzione regina”, ha sottolineato il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani nel corso di un’audizione parlamentare sulle linee programmatiche del dicastero. 

Ma “al momento non abbiamo gli impianti, non sappiamo come stoccare e come utilizzare l’idrogeno. Dobbiamo cominciare a lanciare i nostri programmi, dobbiamo creare quel sistema che intorno a quel vettore energetico ci consenta di operare al meglio”.

Per farlo, oltre alla strategia nazionale che dovrebbe essere presentata nelle prime settimane di aprile, il Paese vorrebbe programmare investimenti attraverso il Recovery Plan.

Le schede tecniche del Piano nazionale ripresa e resilienza, redatte dal precedente Governo ed inviate al Parlamento, fanno già il punto degli investimenti pianificati nei prossimi anni per competere sul vettore energetico. Partendo da queste, Camera e Senato hanno adottato due relazioni fornendo una serie di indicazioni e suggerimenti sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, che saranno centrali nella definizione del nuovo PNRR.

Cosa c’è per l’idrogeno nel Recovery Plan

A livello di budget, la componente idrogeno della Mission 2 del PNRR tara 2 miliardi. Risorse che dovrebbero coprire diversi progetti di investimento. 

Produzione di idrogeno in siti brownfield

Il primo investimento punta sull’utilizzo di aree industriali abbandonate per testare la produzione di idrogeno da rinnovabili localizzate nelle aree stesse, con l’intento di fornire energia all'industria e alle PMI dei territori coinvolti. L'obiettivo finale è quindi dare vita alle cosiddette Hydrogen Valley, veri e propri ecosistemi che includono sia la produzione che il consumo di idrogeno e che potranno inoltre fornire aree per la diffusione della molecola entro il 2030.

Produzione di elettrolizzatori e sviluppo di una filiera italiana dell'idrogeno

Il progetto mira a creare un polo industriale per la produzione di elettrolizzatori per soddisfare la crescente domanda nei prossimi anni, un polo che sia in grado di produrre elettrolizzatori di diverse dimensioni e tipologie per soddisfare le diverse esigenze del mercato. 

L'Italia ha già alcune capacità nazionali nella produzione di elettrolizzatori, ma il settore richiederà un significativo aumento della produzione, nello sviluppo di capacità end-to-end, negli investimenti in R&S e progetti pilota per gli elettrolizzatori di grandi dimensioni.

In base a quanto indicato nelle schede tecniche del Recovery, l’obiettivo sarebbe l'installazione di circa 5 GW di capacità di elettrolisi entro il 2030

La produzione nazionale di idrogeno verde può essere integrata con le importazioni - che permetterebbero di fare del paese un hub per il commercio di idrogeno - o l'idrogeno blu.

Uso dell'idrogeno nell'industria "hard to abate"

Uno dei progetti di investimento più interessanti consiste nell’utilizzo dell’idrogeno per produrre il cosiddetto acciaio verde, quindi utilizzare il vettore energetico nell'industria siderurgica. La molecola rappresenta l'unica alternativa a zero emissioni nella produzione di Direct Reduced Iron (DRI), che attualmente utilizza il gas naturale: con il calo del costo dell'idrogeno rispetto al gas naturale, gli impianti siderurgici potrebbero prendere in considerazione la miscelazione dell'idrogeno per la produzione di DRI. 

Oltre alla produzione chimica, alla raffinazione del petrolio e alla produzione di acciaio, l'idrogeno potrebbe essere utilizzato anche nel riscaldamento industriale, in particolare per processi che richiedono alte temperature, in cui l'elettrificazione potrebbe non essere l'alternativa più efficiente o fattibile a causa del necessario aggiornamento dell'infrastruttura esistente. 

Il radar è puntato in particolare sul progetto di decarbonizzazione dell’ex Ilva di Taranto e la produzione di acciaio verde in Italia.

Idrogeno nel trasporto di merci su strada e nelle ferrovie

Per decarbonizzare uno dei settori più incisivi a livello di emissioni, si intende creare una rete di stazioni di rifornimento di idrogeno con un massimo di 40 distributori di carburante per i camion.

Altro settore che potrebbe beneficiare della molecola per ridurre le emissioni è quello ferroviario: l'idrogeno può infatti sostituire il diesel laddove l'elettrificazione dei binari non è economicamente fattibile. Diverse prove e progetti pilota in tutto il mondo hanno dimostrato con successo l'adattabilità della tecnologia FCH (Fuel Cells and Hydrogen) al settore ferroviario attraverso varie applicazioni. 

Diversi progetti sono già stati avviati in Europa e in Italia

Ricerca e sviluppo sull’idrogeno

La R&S è un importante fattore abilitante e un acceleratore per la diffusione dell'idrogeno. In particolare, le attività di ricerca e sviluppo programmate nel Recovery Plan si pongono una serie di obiettivi: 

  • Produzione di idrogeno da elettrolisi attraverso tecnologie mature per garantire un'adeguata produzione di idrogeno, abbinando l'uso di energia rinnovabile prodotta in loco con elettricità di origine rinnovabile dalla rete;
  • Produzione di idrogeno da diverse fonti energetiche con tecnologie emergenti e in fase pre-commerciale secondo le esigenze industriali;
  • Produzione di metano sintetico 100% rinnovabile da idrogeno verde e CO2 di origine biologica;
  • Individuazione di tecnologie abilitanti, sviluppo di modelli di business e creazione di figure professionali che favoriscano lo sviluppo dell'economia dell'idrogeno;
  • Innovare e digitalizzare sistemi e reti energetiche per aumentare l'interconnessione tra asset fisici, persone e informazioni attraverso sensori IoT pervasivi, intelligenza artificiale e sistemi di controllo avanzati che consentano di aumentare la resilienza e l'affidabilità delle infrastrutture in nuovi scenari energetici.

Sviluppo della tecnologia di combustione dell'idrogeno per la generazione di energia verde

L'investimento mira a migliorare la tecnologia di combustione per turbine a gas esistenti e nuove per supportare la generazione di energia verde. La vision è quella di raggiungere gli obiettivi di riduzione dei gas serra, utilizzando il più possibile tutte le infrastrutture già esistenti per il gas naturale, in linea con i principi dell'economia circolare. 

Consulta le schede tecniche

I suggerimenti di Camera e Senato per l’idrogeno nel PNRR

Benché non sia ancora completo il progetto nazionale, una corretta strategia per l’uso dell’idrogeno – quale vettore ed accumulo energetico – consente di formulare osservazioni sul Piano, si legge nelle relazioni approvate dalla Camera e dal Senato tra il 31 marzo e il 1° aprile. 

“Occorrerebbe conferire veste organica a quanto indicato, che ad oggi appare non dettagliato e generico, a partire dalla necessità di un aggiornamento normativo e regolatorio necessario per l’affermarsi di una filiera nazionale integrata di sistema e di componenti (per esempio gli elettrolizzatori)”.

La linea di sviluppo della filiera produzione-distribuzione-consumo - si legge ancora nelle relazioni - non appare ben marcata e coperta nelle sue fasi di evoluzione anche in relazione ai settori “hard to abate”. 

Non solo idrogeno verde

Inoltre, i parlamentari sottolineano la necessità di prevedere opportune risorse per interventi che abbiano ad oggetto lo sviluppo dell’idrogeno verde e, nella fase di transizione verso un utilizzo a regime dell’idrogeno verde, anche la produzione e l’utilizzo dell’idrogeno blu, analizzandone la sostenibilità economica ed ambientale, senza comunque intaccare le risorse destinate allo sviluppo dell’idrogeno verde. 

Idrogeno nei trasporti

Precise indicazioni relative all’utilizzo dell’idrogeno nei trasporti sono contenute nella relazione della Camera dei deputati, che suggerisce di considerare tale impiego una priorità su cui insistere.

Per quanto riguarda inoltre la rete di stazioni di rifornimento idrogeno, che prevede una rete di stazioni di rifornimento di idrogeno con un massimo di 40 distributori di carburante, i deputati suggeriscono di estendere tale azione per un uso promiscuo, sia per mezzi pesanti che per veicoli leggeri, per una riduzione delle emissioni legate al trasporto. 

Per i deputati, inoltre, l’utilizzo dell’idrogeno dovrebbe essere esteso a altri settori: oltre al ferroviario - per cui sarebbe necessario, secondo i deputati, avviare la sperimentazione dei treni ad idrogeno in prossimità di attività industriali legate allo sviluppo della filiera dell’idrogeno - la molecola potrebbe essere impiegata nel trasporto marittimo, che incide in maniera rilevante sulle emissioni climalteranti, e al trasporto con autobus. 

Il testo della relazione della commissione Bilancio della Camera e i pareri delle altre commissioni parlamentari

Il testo della relazione delle commissioni Bilancio e Politiche europee del Senato e i pareri delle altre commissioni parlamentari

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