PNRR, il punto su obiettivi e bandi 2022

PNRR - Foto di Towfiqu barbhuiya da PexelsNel 2022 il Piano nazionale di ripresa e resilienza entra nel vivo: non solo gli obiettivi da centrare raddoppiano rispetto allo scorso anno, ma si inizierà a capire se le misure adottate nel 2021 sono state realmente efficaci. A che punto siamo?

Centrati gli obiettivi del Pnrr nel 2021. Cosa significa davvero e cosa succede nel 2022

Quali sono gli obiettivi del Recovery Plan?

Se nel 2021 il Recovery Plan ha posto all’Italia 51 obiettivi da raggiungere tra milestone (obiettivi qualitativi) e target (obiettivi quantitativi), nel 2022 si raddoppia. 

Gli obiettivi diventano 102 e anche i fondi europei da portare a casa aumentano: se la prima rata di fondi europei era di 24,1 miliardi, la seconda e la terza rata toccano in tutto quota 40 miliardi di euro (rispettivamente 19 e 21 miliardi). 

102 obiettivi, dicevamo, di cui:

  • 47 andranno centrati nei primi sei mesi dell’anno,
  • 55 nella seconda parte del 2022. 

Si tratta soprattutto di target qualitativi (milestones), ad esempio, dell’approvazione di leggi o di semplificazioni normative. Ed è un dettaglio da non sottovalutare. 

Se alcuni di questi obiettivi, infatti, richiedono un’attività principalmente di natura tecnica, come l’aggiudicazione di appalti, altri richiedono invece una coesione interna alla maggioranza su questioni che finora hanno visto il Governo diviso al suo interno. 

Quanti interventi, tra investimenti e riforme, sono previsti nel 2022?

Nel primo semestre 2022 sono previsti 45 interventi, di cui 15 Riforme e 30 Investimenti. Per la quasi totalità degli interventi (44) è previsto il conseguimento di traguardi (milestone, ossia adozione di norme, conclusione di accordi, aggiudicazione di appalti, avvio di sistemi informativi, ecc.); l’unico target da conseguire riguarda l’assunzione di un determinato numero di addetti nell’ufficio per il processo, target che spetta al Consiglio di Stato.

I 45 traguardi e obiettivi da conseguire nel primo semestre 2022 riguardano 4 Missioni:

  • Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo: 1 obiettivo e 13 traguardi;
  • Missione 2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica: 14 traguardi;
  • Missione 4 – Istruzione e ricerca: 8 traguardi;
  • Missione 5 – Inclusione e coesione: 4 traguardi; Missione 6 – Salute: 6 traguardi.

15 le riforme da realizzare entro la prima metà dell'anno. Tra queste la riforma della pubblica amministrazione, che include anche quella per il pubblico impiego, quella dei contratti pubblici, la riforma fiscale e la spending review. 

Come indicato nella relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza del 23 dicembre, tra le misure legislative la cui entrata in vigore è prevista nel corso di tutto il 2022 rientrano: 

  • la riforma della carriera degli insegnanti (30 giugno 2022); 
  • l’istituzione di un sistema di formazione di qualità per le scuole (31 dicembre 2022);
  • l’istituzione di un sistema di certificazione della parità di genere e dei relativi meccanismi di incentivazione per le imprese (31 dicembre 2022); 
  • la legge annuale sulla concorrenza 2021 (31 dicembre 2022).

Tuttavia, l’approvazione di tali misure legislative non è che il primo passo e richiede l’adozione di misure attuative e di investimenti veri e propri. Di conseguenza, su questi obiettivi aleggia il rischio di andare incontro a lungaggini nel corso dell’iter parlamentare.

Trattandosi del secondo anno di attività del Recovery, è anche quello in cui iniziare a tirare le somme per capire se quanto fatto nel corso del 2021 è andato nella direzione giusta. L’aggiudicazione di vari contratti di appalto permetterà di capire se le nuove norme sugli appalti approvate nel 2021 garantiranno un’efficiente assegnazione, si legge in una nota dell’Osservatorio Conti pubblici italiani. 

Tuttavia su questo secondo anno di vita del Recovery pesano la guerra in Ucraina, l'inflazione e i rincari di energia e materie prime. Fattori che rischiano di rallentare i lavori del PNRR, in particolare quelli relativi a contratti pubblici e appalti, e che - secondo alcuni analisti e membri della maggioranza - potrebbero condurre a un ripensamento complessivo del Recovery Fund a livello europeo.

Quali sono le scadenze da rispettare?

Dopo aver incassato a fine febbraio il via libera preliminare della Commissione europea sulla prima richiesta di pagamento per 21 miliardi di euro - rata che dovrebbe essere versata nelle casse dello Stato italiano entro metà aprile - l'Italia deve dimostrare a Bruxelles di aver raggiunto 7 nuovi target entro fine marzo. 

Si tratta di: 

  1. Contratti di sviluppo: il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato proprio negli ultimi giorni di marzo i bandi per batterie e rinnovabili e filiere strategiche
  2. Reti idriche: anche in questo caso l'ultimo bando PNRR risale a marzo e prevede lo stanziamento di 900 milioni per rendere più efficiente la gestione della risorsa idrica
  3. Housing sociale
  4. Digitalizzazione dei parchi nazionali: il Ministero della Transizione ecologica ha pubblicato a fine marzo la direttiva per la digitalizzazione dei parchi nazionali e delle aree marine protette che spiana la strada al bando vero e proprio
  5. Rigenerazione urbana
  6. Mappatura degli insediamenti abusivi
  7. Programma innovativo qualità dell'abitare (PINQuA), per cui sono state firmate 158 convenzioni con gli Enti locali.

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