In arrivo le regole per il superbonus alberghi

Superbonus alberghi - Foto di Martin Péchy da PexelsPer rimediare agli effetti della pandemia e proiettarsi in un'ottica di sviluppo futuro, gli operatori del turismo potranno sfruttare due nuovi strumenti per ristrutturare le strutture alberghiere: un credito di imposta, noto anche come superbonus alberghi, o un contributo a fondo perduto.

Guida al superbonus: interventi ammessi, cessione del credito e sconto in fattura

Iniziano a prendere forma i due nuovi bonus per il turismo, nel quadro del Piano pluriennale per il settore, presentati un mese e mezzo fa a Pordenone dal ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, e dalla sottosegretaria alla Transizione ecologica, Vannia Gava.

Secondo anticipazioni di stampa, è già in circolazione una bozza di decreto che definisce le regole per la fruizione di questi nuovi incentivi finalizzati a sostenere il miglioramento della qualità dell’offerta ricettiva, in coerenza con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

I bonus per la ristrutturazione degli alberghi

Secondo il documento, i due strumenti previsti per rafforzare il comparto turistico sarebbero un credito di imposta dell’80% delle spese sostenute per la realizzazione di interventi di riqualificazione delle strutture e un contributo a fondo perduto di massimo 40mila euro.

A proposito del secondo incentivo, questo potrebbe essere incrementabile per ulteriori specifici obiettivi. In particolare andrebbe ad aumentare:

  • fino ad ulteriori 30mila euro, qualora l’intervento preveda spese per la digitalizzazione e l’innovazione delle strutture in chiave tecnologica ed energetica di almeno il 15% dell’importo totale dell’intervento;
  • fino ad ulteriori 20mila euro, qualora l’impresa o la società sia composta da donne e/o da giovani tra i 18 anni e 35 anni;
  • fino ad ulteriori 10mila euro, per le imprese la cui sede operativa è ubicata nelle regioni del Sud: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

In ogni caso, il contributo non potrebbe superare il tetto dei 100mila euro, mentre il tax credit sarebbe cedibile e utilizzabile esclusivamente in compensazione.

Entrambi gli strumenti andrebbero a sostenere un'ampia platea di destinari: dagli alberghi agli agriturismi, passando per le strutture ricettive all’aria aperta e per le imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici e i parchi tematici.

A proposito di risorse, gli interventi che partiranno dopo l'entrata in vigore del decreto dovrebbero poter contare su 500 milioni di euro - di cui 100 milioni per il 2022, 180 per ciascuno degli anni 2023 e 2024, 40 milioni per il 2025 - a valere sulla misura 4.2 della terza componente nella missione 1 del Recovery Plan

Mentre ammonterebbero complessivamente a 480 milioni di euro - 180 milioni per il 2020, 200 milioni per il 2021 e 100 milioni per il 2022 - le risorse, a valere sul decreto Agosto, destinate alle azioni concluse prima dell'entrata in vigore dello stesso decreto. 

Tra le spese ammissibili ci sarebbero quelle a proposito di:

  • incremento dell’efficienza energetica e riqualificazione antisismica;
  • eliminazione delle barriere architettoniche;
  • manutenzione straordinaria, restauro e di risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia;
  • realizzazione di piscine termali e relative attrezzature e apparecchiature;
  • digitalizzazione;
  • progettazione. 

Per queste spese i destinatari potrebbero fruire anche del finanziamento a tasso agevolato a valere sul Fondo nazionale per l’efficienza energetica, previsto dal decreto legislativo n. 102 del 4 luglio 2014 ed inserito nella Legge di Bilancio 2018, con un ampliamento del suo raggio d'azione, a patto che almeno il 50% dei costi sia dedicato alla riqualificazione energetica.

Il bando, che conterrà le modalità applicative per l’erogazione degli incentivi, dovrebbe essere pubblicato dal Ministero del turismo entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto.

Parallelamente a questi incentivi, il ministero del Turismo aggiornerà, entro il 31 marzo 2025, gli standard minimi dei servizi e delle dotazioni per la classificazione delle strutture ricettive e delle imprese turistiche, uniformi in tutto il territorio nazionale. Il meccanismo terrà conto delle specifiche esigenze connesse alle capacità ricettiva e di fruizione dei contesti territoriali, oltre che dei sistemi di classificazione alberghiera adottati a livello europeo e internazionale.

Ristrutturazione alberghi: nuovo credito d'imposta o Superbonus?

Come precisato lo scorso settembre dal ministro Garavaglia, il credito di imposta che gli operatori del turismo potranno scegliere in alternativa al contributo sarà uno strumento ben distinto dal Superbonus 110%. Questo nuovo incentivo, quindi, rappresenta un’ulteriore opportunità per il rilancio del settore, che condivide con la maxi-detrazione per ristrutturare casa il vantaggio della cessione del credito.

Già a fine giugno scorso il ministro leghista aveva annunciato uno sgravio dell’80% per alberghi e strutture ricettive, valido anche per altre attività extra. "Quello che si vuole fare è un decreto che riprende il concetto del 110%, ma lo estende e quindi non solo iniziative che riguardano l’efficientamento energetico, ma anche qualcos’altro. Per esempio, se qualcuno deve rifare gli arredi va bene anche per quello, e poi estenderemo le categorie dell’efficienza energetica, ad esempio comprenderemo anche l’illuminazione", ha spiegato Garavaglia.

Il settore ha già beneficiato in passato di un tax credit riqualificazione, le cui regole potrebbero essere riprese per il nuovo credito d'imposta. Introdotto dal decreto-legge n. 83 del 2014 con un'aliquota del 30%, poi modificato dalla legge di Bilancio 2017 e dalla manovra 2018 arrivando a quota 65%, il bonus fiscale copriva le spese relative a:

  • interventi di ristrutturazione edilizia;
  • interventi di eliminazione delle barriere architettoniche;
  • interventi di incremento dell'efficienza energetica;
  • adozione di misure antisismiche;
  • spese per l'acquisto di mobili e componenti d'arredo destinati esclusivamente alle strutture oggetto degli interventi, comprese le attrezzature professionali per la ristorazione e le strumentazioni per la realizzazione di centri benessere all'interno delle strutture ricettive.

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