Sisma 2016: in arrivo bando da 60 milioni per ricerca e università

Bando 60 milioni sisma per ricerca e università: Photocredit: Lukas da PexelsLa ministra Mara Carfagna ha firmato il decreto che stanzia 60 milioni da qui al 2023, per finanziare attività di formazione, ricerca e trasferimento tecnologico nelle regioni colpite dal sisma del 2016. Il bando sarà gestito dall’Agenzia della Coesione.

I fondi del Recovery plan per il sisma

Nuovo capitolo per la ripresa economica dei territori del Centro Italia, sconvolti dal terremoto del 2016. Dando attuazione alla norma contenuta nella legge di Bilancio 2021, infatti, il 5 maggio la ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, ha firmato il decreto che assegna 60 milioni di euro per potenziare, in un arco temporale di tre anni, il sistema dell’università e della ricerca nelle aree del cratere.

A distanza quindi di una settimana dall’avvio del “Contratto istituzionale di sviluppo Cratere Centro Italia” per la realizzazione di progetti strategici in quei territori, i 60 milioni del decreto appena firmato costituiscono una nuova tessera del mosaico che dovrebbe costituire la base per il rilancio economico dell'area.

Sisma: contributi per ricerca e innovazione

Entrando nel merito della misura, il decreto assegna a ciascuna delle quattro regioni colpite dal sisma (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) 15 milioni di euro con cui centri di ricerca e università potranno finanziare:

  • La creazione o il potenziamento di centri di ricerca
  • Il trasferimento tecnologico;
  • L’ampliamento dell’offerta formativa universitaria.

“Il fondo - comunica il Ministero - sarà ripartito in maniera paritaria (20 milioni ciascuno) tra i settori di intervento previsti”, specificando anche che “le attività potranno fare riferimento alle aree di intervento incluse nel Piano Nazionale della Ricerca 2021-2027 e spaziano dalla salute alle attività sociali, dal digitale al green”.

“Al bando, emanato dall’Agenzia per la Coesione territoriale”, comunicano all'ufficio del Commissario straordinario per la ricostruzione, Giovanni Legnini, le università e i centri di ricerca potranno partecipare “anche in cooperazione con enti pubblici, imprese pubbliche e private, operatori specializzati”.

Come ha sottolineato Legnini, quindi, “si tratta di un'iniziativa molto importante con la quale si attribuisce agli Atenei di quei territori così duramente colpiti, l’opportunità di sviluppare attività di alta formazione e ricerca necessarie per rafforzare il processo di rinascita sociale e culturale”.

Grazie infatti ai 5 milioni l’anno stanziati per ciascuna regione (lo stanziamento complessivo è infatti su base triennale 2021-2023), ha concluso la ministra, si pongono “le basi per dare una speranza ai cittadini, soprattutto ai più giovani, perché non abbandonino la loro terra d’origine, ma contribuiscano con il loro impegno e le competenze che potranno acquisire a farle rinascere e prosperare come meritano”.

Photocredit: Lukas da Pexels

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