Nel dl Sostegni saltano gli incentivi del Piano Transizione 4.0

Transizione 4.0Nel decreto Sostegni erano attese una serie di modifiche ai crediti d'imposta 4.0 - in linea con le richieste di Bruxelles - allo scopo di sostenere la transizione digitale del paese, per un totale di 6,7 miliardi di euro.

Recovery plan e Trasformazione 4.0

L'obiettivo del Piano Transizione 4.0, rafforzato dalla Manovra 2021 con circa 24 miliardi di euro agganciati al Recovery plan, è favorire e accompagnare le imprese nel processo di transizione tecnologica e di sostenibilità ambientale, rilanciando il ciclo degli investimenti penalizzato dall’emergenza legata al COVID-19.

Per assicurare il supporto tecnico al Ministero dello Sviluppo economico nell’emanazione dei pareri relativi alla riconducibilità degli investimenti alle disposizioni del Piano Nazionale Transizione 4.0, vengono stanziati a favore di ENEA 2 milioni di euro per il biennio 2021-2022

Gli incentivi del Piano Transizione 4.0

Piano Transizione 4.0: le novità della Manovra 2021

La Manovra 2021 proroga fino al 31 dicembre 2022 le misure cardine del Piano Transizione 4.0 - credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi, bonus ricerca e sviluppo, credito d'imposta formazione 4.0 - con una serie di novità.

Piano Transizione 4.0

Credito d'imposta per beni strumentali nuovi

Nel 2021 salgono le aliquote e i massimali per alcuni investimenti ammissibili al credito d'imposta per beni strumentali nuovi.

Nel dettaglio l'aliquota del credito d’imposta per beni strumentali materiali e immateriali non 4.0 (non rientranti tra quelli indicati negli allegati A e B alla legge n. 232-2016) sale dal 6% al 10%, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro per i beni materiali e un milione per i beni immateriali. Per i beni funzionali allo smart working, invece, l'aliquota aumenta fino al 15%.

Beni materiali e immateriali

Per gli investimenti in beni strumentali materiali 4.0 (indicati nell'allegato A alla legge n. 232-2016), invece, il credito d’imposta è riconosciuto:

  • nella misura del 50% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro,
  • nella misura del 30% del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro,

C'è poi una novità valida sia per il 2021 che per il 2022: l'introduzione del credito d'imposta pari al 10% del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

La disciplina delle aliquote al rialzo si applica agli investimenti effettuati dalle imprese dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2021, ovvero entro il 30 giugno 2022, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Beni materiali 4.0

Nel 2022, invece, le aliquote dell'incentivo si abbassano di nuovo, di conseguenza:

  • il credito d’imposta per beni strumentali materiali e immateriali non 4.0 torna al 6%;
  • il credito d'imposta per beni strumentali materiali 4.0 viene riconosciuto:
    - nella misura del 40% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    - nella misura del 20% del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro.

Questo vale per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022, ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Per gli investimenti in beni strumentali immateriali 4.0 (indicati nell'allegato B alla legge n. 232-2016), invece, il credito d'imposta è riconosciuto nella misura del 20% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a un milione di euro, sia nel 2021 che nel 2022. Sono quindi ammissibili gli investimenti effettuati dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2022, ovvero entro il 30 giugno 2023 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Beni immateriali 4.0

Sono agevolabili anche le spese per servizi sostenute in relazione all'utilizzo dei beni indicati nell'allegato B alla legge n. 232-2016, mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza.

Il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dall'anno di entrata in funzione dei beni per gli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali non 4.0, ovvero a decorrere dall'anno di avvenuta interconnessione dei beni per gli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali 4.0.

Compensazione

Per gli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali non 4.0 effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, il credito d’imposta spettante ai soggetti con un volume di ricavi o compensi inferiori a 5 milioni di euro è utilizzabile in compensazione in un’unica quota annuale.

Cosa prevede il Piano transizione 4.0

Credito d'imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design

Salgono anche le aliquote e i massimali del credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design:

  • per ricerca e sviluppo: aliquota da 12% al 20%, massimale del beneficio spettante da 3 a 4 milioni;
  • per innovazione tecnologica e design: aliquota dal 6% al 10% (fino al 15% per progetti di innovazione tecnologica legati alla transizione ecologica o innovazione digitale 4.0), con massimale da 1,5 a 2 milioni.

L'incentivo è esteso fino al 31 dicembre 2022.

Design

Credito d'imposta formazione 4.0

Esteso fino al 2022 anche il credito d'imposta formazione 4.0, con un ampliamento delle spese ammissibili, tra cui rientrano quelle sostenute per la formazione dei dipendenti e degli imprenditori.

Formazione 4.0

Le misure della legge di Bilancio 2021

Consulta la presentazione del MISE

Legge n. 178 del 30 dicembre 2020, GU Serie Generale n.322 del 30 dicembre 2020 - Suppl. Ordinario n. 46  

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Modifiche in arrivo per i crediti d’imposta 4.0

Per mancanza di disponibilità finanziaria nel dl Sostegni sono state escluse una serie di rettifiche al Piano Transizione 4.0, le cui risorse - ricordiamo - sono agganciate sia alla Manovra 2021 che al Recovery plan.

Scopo di tali modifiche, che dovrebbero essere inserite in un nuovo decreto del Governo Draghi, è rispondere alle richieste di Bruxelles, che all'inizio dell'anno ha invitato l'Italia ad adottare interventi funzionali alla digital transition dell'industria italiana, e non semplicemente a sostenere il ricambio dei macchinari.

Si attende quindi un pacchetto di misure, per un totale 6,7 miliardi di euro, che andrà a correggere gli incentivi 4.0 previsti dalla Legge di Bilancio 2021.

Sulle modifiche non c’è ancora nulla di certo, ma potrebbero interessare:

  • il credito d’imposta per i beni strumentali materiali 4.0, con aliquota maggiorata al 50% non solo nel 2021 ma anche nel 2022 
  • i software 4.0, con aliquota che sale dal 20% dal 25%,
  • i software tradizionali, con aliquota che sale dal 10% al 15% (come per i beni funzionali allo smart working)

Dovrebbe anche diminuire la quota di fondi destinati al credito d'imposta per i beni strumentali non 4.0 (ex superammortamento), con aliquota al 10% solo nel 2021.

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Slide a cura del MISE

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