Nel decreto Aiuti una nuova stretta al Reddito di cittadinanza

RdC: stop di un mese al sussidioCon l'entrata in vigore della legge di conversione del decreto Aiuti si concretizza la possibilità per i datori di lavoro privati di proporre offerte congrue direttamente ai percettori del sussidio, salvo comunicarne l’eventuale mancata accettazione al centro per l’impiego competente anche ai fini della decadenza del beneficio.

Bonus, ristori e garanzie: tutte le misure del decreto Aiuti

La legge n. 91-2022, conversione del decreto Aiuti 50-2022, cambia ancora le regole del Reddito di cittadinanza (RdC), una delle più importanti misure sul fronte welfare per contrastare le difficoltà economiche aggravate dalla pandemia. 

Il provvedimento, infatti, equipara le offerte da parte di datori di lavoro privati a quelle avanzate attraverso i centri per l’impiego. Quindi in considerazione del principio di 'congruità' stabilito dalla Manovra 2022, l’eventuale rifiuto di qualsiasi offerta di lavoro pubblica o privata rientrerà nel calcolo del numero che porta alla perdita dell'assegno.

Parallelamente, il dl n. 50-2022 ha introdotto una ricontrattualizzazione per i navigator. Il contratto di questi assistenti, già prorogato più volte nel tempo e scaduto lo scorso 30 aprile 2022, viene esteso per due mesi, a decorrere dal 1° giugno 2022.

Le ultime novità sul Reddito di cittadinanza

Decreto Aiuti, RdC salta anche con il 'no' alle offerte dei privati

La legge di conversione del decreto Aiuti prevede che le offerte di lavoro 'congrue' possano essere avanzate anche dai datori di lavoro privati e che l’eventuale mancata accettazione rientri nel calcolo del numero che comporta la decadenza dal beneficio.

In sostanza, quindi, dopo due no ad offerte ’congrue’, siano esse pubbliche o private, se si vorrà mantenere il RdC si sarà costretti necessariamente ad accettare. Con il terzo no, infatti, non si avrà più diritto al beneficio.

Il rifiuto dell’offerta di lavoro proposta al beneficiario direttamente dal datore di lavoro privato dovrà essere comunicato al Centro per l’Impiego, ai fini della decadenza dal beneficio. Dal Ministero del Lavoro si attende un decreto ad hoc con le modalità di comunicazione e di verifica della mancata accettazione dell’offerta.

Inoltre, il dl n.50-2022 stabilisce che l'Anpal Servizi S.p.A. ricontrattualizzi per due mesi, decorrenti dal 1° giugno 2022 e prorogabili per un periodo massimo di tre mesi, i navigator con incarico di collaborazione ancora attivo al 30 aprile 2022.

Questa proroga servirà non solo ad assicurare l'assistenza tecnica presso le regioni per il funzionamento del meccanismo, ma anche le attività in favore dei beneficiari del programma Garanzia occupabilità dei lavoratori (GOL), anche se non beneficiari del Reddito di cittadinanza.

RdC, proroga ai navigator nel decreto PNRR 

Il decreto PNRR o decreto Recovery ha introdotto un'ultima proroga di quattro mesi per i navigator. Il contratto di questi 2.500 assistenti, scaduto in aprile 2021 e già esteso una prima volta fino al 31 dicembre dello stesso anno, è stato portato al 30 aprile 2022, senza cambiare datore di lavoro che dunque resta Anpal Servizi.

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Il Reddito di cittadinanza nella legge di Bilancio 2022

La legge di Bilancio 2022 rappresenta un importante punto di svolta nella storia del Reddito di cittadinanza. Se da un lato il testo garantisce il rifinanziamento del sussidio per un miliardo di euro a partire dal 2022 e, a regime, con decorrenza dal 2029, dall'altro rivoluziona lo strumento che conosciamo oggi con una revisione complessiva del meccanismo.

A proposito del restyling della misura, che vede un rafforzamento dei controlli e l'introduzione di correttivi alle modalità di corresponsione, uno dei temi più caldi è la revisione della disciplina delle offerte di lavoro

Secondo la Manovra, si definisce "congruo" un lavoro entro 80 chilometri di distanza dalla residenza o raggiungibile entro 100 minuti con i mezzi pubblici. Salta, invece, il vincolo territoriale dalla seconda offerta: sarebbe congrua, quindi, una posizione lavorativa in qualsiasi luogo del territorio italiano.

I beneficiari 'occupabili' - cioè i soggetti tenuti agli obblighi connessi alla fruizione del beneficio - devono sottoscrivere il Patto per il lavoro contestualmente all’invio della domanda di RdC e hanno la possibilità di rifiutare massimo due offerte di lavoro, pena la decadenza dal beneficio.

Si perde il sussidio, non solo dopo due proposte di lavoro congrue rifiutate, ma anche se non ci si dovesse presentare "almeno ogni mese", senza "comprovato giustificato motivo", presso un centro per l'impiego al fine della verifica dei risultati raggiunti e del rispetto degli impegni assunti nell’ambito del progetto personalizzato.

Inoltre, i Patti per il lavoro e i Patti per l’inclusione sociale ritengono necessaria la partecipazione periodica dei beneficiari del Reddito ad attività e colloqui da svolgersi in presenza

Tra i correttivi c'è anche l'introduzione di un decalage del beneficio mensile. In pratica, verrà ridotto di 5 euro al mese l'assegno a partire dalla prima offerta congrua rifiutata. Il taglio è applicato solo agli 'occupabili'; esclusi quindi i nuclei con bimbi sotto i 3 anni o con disabili gravi o non autosufficienti.

Nonostante la proroga stabilita con il decreto Recovery, si chiuderà il contratto dei 2.500 navigator. Al loro posto le agenzie per il lavoro iscritte all’Albo andranno a svolgere l'attività di mediazione tra domanda e offerta. Il loro ruolo si affianca a quello dei centri per l'impiego ed è volto ad agevolare l'occupazione dei percettori di RdC. Per ogni assunto è riconosciuto il 20% dell'incentivo previsto per il datore di lavoro. 

Con riferimento ai beni detenuti all’estero, è previsto un piano di verifica annuale - entro il 31 marzo da parte dell’INPS - dei requisiti patrimoniali dichiarati nella dichiarazione sostitutiva unica (Dsu). Mentre a proposito dei requisiti di residenza e di soggiorno sono previsti controlli a campione da parte dei Comuni, all’atto della presentazione dell’istanza, con verifiche sostanziali e controlli anagrafici sulla composizione del nucleo familiare dichiarato nella domanda per l’accesso al RdC e sull’effettivo possesso dei requisiti.

Oltre a queste novità, infine, la manovra autorizza:

  • una spesa nel limite di 70 milioni di euro, a decorrere dal 2022, per far fronte agli oneri di funzionamento dei centri per l’impiego 
  • una spesa nel limite di 20 milioni di euro, sempre a decorrere dal 2022, per far fronte agli oneri di funzionamento dei centri per l’impiego derivanti dalle attività connesse all’attuazione delle politiche attive del lavoro in favore dei giovani.

Nel decreto Fiscale 200 milioni per il RdC

La legge di conversione del decreto Fiscale (dl 146-2021), ha già stanziato 200 milioni di euro al fine di garantire l'erogazione del Reddito di cittadinanza fino alla fine dell’anno. La spinta verso il rifinanziamento della misura sembra dipendere principalmente dai numeri che hanno caratterizzato lo strumento.

Consulta il testo coordinato del decreto legge n. 146-2021, Gazzetta n. 301 del 20 dicembre 2021 

Consulta la legge n. 215-2021, conversione in legge del dl n. 146-2021, Gazzetta n. 301 del 20 dicembre 2021 

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Decreto Sostegni, un miliardo al Reddito di cittadinanza

Prima ancora la legge di conversione del decreto Sostegni aveva stanziato nuovi fondi per aiutare anche i nuclei familiari più in difficoltà nell'emergenza causata dalla diffusione del coronavirus. Nello specifico, il testo prevedeva:

  • il rifinanziamento per un miliardo di euro del Reddito di cittadinanza (Rdc), al fine di tenere conto dell’aumento delle domande;
  • la proroga del contratto dei navigator, in scadenza a fine aprile, per tutto il 2021.

Per l'anno in corso, inoltre, era stata stabilita la sospensione dell’erogazione del Rdc - in luogo della decadenza - in caso di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato, entro il limite di 10mila euro, per la durata del contratto e comunque non oltre i sei mesi. 

Cosa prevede il decreto Sostegni

Nella Manovra 2021 più risorse per il Reddito di cittadinanza 

La dotazione per il Rdc è già aumentata di 4 miliardi di euro in nove anni, dal 2021 al 2029. Risorse che si aggiungono ai 7,3 miliardi per il 2021 e 7,2 miliardi per l'anno successivo, già contenuti nella legge istitutiva del fondo per il Reddito di cittadinanza.

Nella Manovra 2021 lo stanziamento è stato incrementato di oltre un miliardo per il triennio 2021-23, con 196,3 milioni di euro per l’anno 2021, 473,7 milioni per l’anno 2022 e 474,1 milioni di euro per l’anno 2023.

Per i sei anni successivi sono previsti: 474,6 milioni di euro per il 2024, 475,5 milioni di euro per il 2025, 476,2 milioni di euro per il 2026, 476,7 milioni di euro per l’anno 2027, 477,5 milioni di euro per il 2028 e 477,3 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2029.

Lavoro e politiche attive nel Recovery Plan

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