Coronavirus: BCE, potenzia il Qe pandemico con altri 600 miliardi

Coronavirus: le misure della Bce per ridurre i danni economiciLa Banca centrale europea si ritrova a fronteggiare l’emergenza Coronavirus, che da mesi ormai stringe la propria morsa attorno ai Paesi membri dell’UE. Francoforte rilancia gli acquisti di debito per l'emergenza pandemica, aumentando a 600 miliardi di euro il PEPP.

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Il 18 marzo scorso, al termine di una riunione d’emergenza del Consiglio direttivo, la Banca Centrale Europa ha preso una posizione decisa per contrastare gli effetti della pandemia sui mercati: si tratta del cosiddetto Quantitative easing pandemico da 20 miliardi di euro al mese, già potenziato di 120 miliardi entro la fine dell’anno nella precedente riunione del board della BCE, che si è trasformato in uno scudo di protezione da oltre mille miliardi per l’anno in corso.

Successivamente, per stimolare l'economia italiana e per rafforzare le fondamenta dell’euro, arriva il Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP): un nuovo programma temporaneo di acquisti netti da 750 miliardi, con una forma temporanea e flessibile.

Oggi la BCE rinforza lo strumento del PEPP, rendendo ancora più intenso lo sforzo per sostenere la ripresa.

BCE: PEPP, 600 miliardi in più e proroga di sei mesi

L'Euro Tower approva una nuova iniezione di liquidità pari a 600 miliardi di euro nell'ambito del piano pandemico di acquisto di titoli, portandolo a 1.350 miliardi.

Durerà, inoltre, almeno fino a giugno 2021, e non più fino a dicembre 2020. D'altra parte, rimangono invariati i tassi di interesse: a quota zero il tasso di riferimento e allo -0,50% il tasso sui depositi presso la Bce.

L’obiettivo è migliorare le condizioni di finanziamento per l’economia reale e in particolare per le imprese e le famiglie. Gli acquisti del PEPP continueranno a essere realizzati in modo flessibile, in modo da ridurre in modo significativo i rischi a una trasmissione senza intoppi della politica monetaria, per esempio a causa di un eccessivo ampliarsi degli spread. 

Nel comunicato ufficiale sono assenti i riferimenti ai rischi posti dalla pandemia, ma anche alla necessità di "assicurare un funzionamento senza intoppi dei mercati finanziari": il focus principale ora è concentrato sulla ripresa e sui prezzi.

BTp e Bund: i numeri aggiornati della BCE 

L'Eurotower ha reso disponibili anche i dati di acquisto dei primi due mesi del PEPP, con l'Italia e la Germania a farla da padroni.

Nell’arco di due mesi, l’istituto di Fracoforte ha acquistato nell’ambito del PEPP 37,36 miliardi di euro di Buoni del Tesoro pluriennali, più 2,85 miliardi derivanti dal Quantitative Easing 2 standard. Si tratta, fanno sapere da Eurotower, del 21,6% circa degli acquisti di titoli di Stato (PSPP) effettuati dalla BCE in questo stesso periodo.

Ossia il 4,65% in più rispetto alla quota di acquisti spettante al nostro Paese nell’ambito del PEPP. In altre parole, la BCE ha acquistato 8 miliardi di euro di BTp in più rispetto a quelli che avrebbe dovuto acquistare in base alle regole che determinano il funzionamento del Piano straordinario anti-Covid.

Tuttavia, il Belpaese non è il maggior beneficiario del Piano di acquisti varato a metà marzo dalla BCE. Il Paese che può gode del più alto volume di buoni acquistati è infatti la Germania che, con oltre 43 miliardi di Bund venduti alla BCE, occupa la posizione più rilevante in questi ultimi due mesi. 

Alle spalle dell’Italia troviamo la Francia con acquisti per 23,57 miliardi (al di sotto della chiave capitale) e la Spagna con acquisti per 22,39 miliardi (leggermente al di sopra della chiave capitale).

Non solo PEPP: Peltro e nuove misure dalla BCE

Lo scorso 4 maggio, Francoforte ha arricchito il suo arsenale per la lotta al Covid-19 con la nuova munizione. Si tratta dei Pandemic Emergency Longer-Term Refinancing Operations (Peltro), per sostenere le condizioni di liquidità nel sistema finanziario dell'area dell'euro e contribuire a preservare il normale funzionamento dei mercati finanziari.

La misura si compone di sette operazioni di rifinanziamento addizionali che cominceranno a maggio e matureranno in sequenza sfalsata tra luglio e settembre 2021. Le operazioni saranno condotte attraverso una procedura di asta a tasso fisso a piena aggiudicazione, con un tasso d'interesse 25 punti base sotto il tasso medio delle operazioni principali di rifinanziamento prevalenti durante la vita di ogni Peltro.

Ma la nuova azione pro-liquidità Peltro non è l’unica novità decisa dall'autorità monetaria europea in questo nuovo contesto di pandemia. 

Restano invariati i tassi d’interesse di riferimento: quello di rifinanziamento principale resta fermo a zero, quello sui depositi a -0,50% e quello sui prestiti marginali allo 0,25%. Tagliati, invece, di 50 punti base i tassi d’interesse sulle maxi-aste di liquidità Tltro3 per il periodo compreso tra giugno 2020 e giugno 2021. Vale la pena di ricordare che le Tltro sono operazioni di rifinanziamento di lungo termine ‘targeted’ che si sostanziano in prestiti a tassi agevolati che la BCE concede alle banche dell’Eurozona. L’obiettivo è di incoraggiare gli istituti a stimolare l’economia reale.

La potenza di fuoco del Pandemic emergency purchase programme (PEPP), il nuovo programma di acquisti pandemico, resta fissata a 750 miliardi di euro e continuerà ad agire, in modo flessibile nel tempo, fino a quando il consiglio direttivo non giudicherà che la fase di crisi da coronavirus sarà stata superata e in ogni caso sino alla fine dell'anno.   

Tuttavia, l'Eurotower si dice pronta ad incrementarne la portata e modificarne la composizione "di quanto e per tutto il tempo che sarà necessario". In ogni caso la BCE si dice pronta a usare tutti gli strumenti, come appropriato, per assicurare che l'inflazione si muova verso il suo obiettivo, in linea con l'impegno alla simmetria.

Proseguiranno, inoltre, gli acquisti netti nell'ambito del programma di acquisto di attivi (App) con un ritmo mensile di 20 miliardi di euro, insieme agli acquisti nell'ambito della dotazione temporanea aggiuntiva di 120 miliardi di euro, fino alla fine dell'anno. Il Consiglio direttivo continua ad aspettarsi che gli acquisti netti mensili durino fino a poco prima che inizi ad aumentare i tassi di interesse chiave. 

Le stime sulla contrazione economica

Secondo la presidente Lagarde, siamo di fronte ad una "crisi senza precedenti in tempi di pace", che rischia di provocare una contrazione del Pil dell’Eurozona tra il -5% e il -12% nel 2020.  

Considerando queste premesse il consiglio direttivo della BCE "s’impegna pienamente a fare tutto ciò che sarà necessario, nell’ambito del suo mandato, per sostenere tutti i cittadini dell’area euro in questi tempi così difficili", ha aggiunto Lagarde. 

Secondo le previsione, la ripresa economica dell’Eurozona si attende per il 2021. In merito l'autorità monetaria UE accoglie positivamente gli interventi da 540 miliardi di euro concordate dall’Eurogruppo, vale a dire il fondo Sure, il potenziamento della Bei e l’accordo sul Mes, e sollecita un ulteriore forte, e tempestivo sforzo per sostenere la ripresa. Positiva anche l’impressione in merito all’accordo per creare un Recovery fund per far fronte a questa crisi senza precedenti.

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