Decreto Agosto: chiarimenti INPS su decontribuzione in alternativa a CIG

Lavoro - Photo credit: Foto di ThisIsEngineering da PexelsPrime delucidazioni dall'INPS sull'esonero contributivo in alternativa alla Cassa integrazione previsto dal decreto Agosto per i datori di lavoro del settore privato che hanno fruito degli ammortizzatori sociali di cui al Cura Italia e non richiedano i nuovi interventi di integrazione salariale.

Il testo del decreto Agosto e tutte le misure

La decontribuzione si applica ai datori di lavoro del settore privato che abbiano già fruito, nei mesi di maggio e giugno 2020, dei trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga di cui al Cura Italia - anche se collocati parzialmente in periodi successivi al 12 luglio 2020 - e che non richiedano l'accesso ai nuovi interventi di integrazione salariale previsti dal dl Agosto.

Il beneficio è finanziato dal decreto Agosto (dl 104-2020) con 363 milioni di euro per l’anno 2020 e 121,1 milioni di euro per l’anno 2021 e le modalità di compilazione delle dichiarazioni contributive da parte dei datori di lavoro saranno disciplinate con un apposito messaggio dell'INPS. Nel frattempo, l’Istituto ha pubblicato, con la circolare n. 105-2020, i primi chiarimenti sul funzionamento dell'agevolazione.

Trattandosi di una misura selettiva, rivolta ad una specifica platea di destinatari, l'esonero contributivo necessita del via libera preventivo della Commissione europea, che dovrebbe autorizzarlo ai sensi del Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19 (cosiddetto Temporary Framework).

Lavoro nel decreto Agosto: CIG selettiva, incentivi per assunzioni e Sud

Chi può accedere alla decontribuzione

La misura è aperta a tutti i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, ad eccezione di quelli attivi nel settore agricolo, con riferimento alle medesime posizioni aziendali (matricole INPS) per le quali, nelle mensilità di maggio e giugno 2020, siano state fruite le specifiche tutele di integrazione salariale di cui al decreto Cura Italia (dl 18-2020) e che rinuncino a richiedere i nuovi interventi previsti dal decreto Agosto.

L'accesso all'esonero è subordinato al rispetto delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro e dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori e dei requisiti specifici fissati dal decreto Agosto.

Da una parte, quindi:

  • il rispetto di quanto previsto dall’articolo 1, comma 1175, della legge n. 296 del 2006, ossia regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale, ai sensi della normativa in materia di documento unico di regolarità contributiva (DURC); assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge; rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali;
  • dall'altra, il divieto di licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo di cui all’articolo 14 del decreto Agosto.

Alternatività con i nuovi trattamenti di integrazione salariale

Alla base del riconoscimento dell’esonero, spiega l'INPS, c'è il regime di alternatività tra la decontribuzione e i nuovi trattamenti di integrazione salariale previsti dal decreto Agosto, in quanto la misura ha lo scopo di incentivare i datori di lavoro a non ricorrervi.

La norma non preclude invece la possibilità di presentare domanda, in concomitanza o contestualmente alla richiesta di agevolazione contributiva, per ammortizzatori sociali ordinari diversi dalle causali Covid-19.

A quanto ammonta l'agevolazione

L’ammontare dell’esonero è pari - ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche - alla contribuzione non versata per il doppio delle ore di integrazione salariale fruite nei due mesi di maggio e giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'INAIL.

L’ammontare dell’esonero prescinde dal numero dei lavoratori per i quali si è fruito dei trattamenti di integrazione salariale, in quanto la contribuzione non versata nelle suddette mensilità costituisce esclusivamente il parametro di riferimento per l’individuazione del credito aziendale.

L’importo così calcolato deve essere, poi, riparametrato e applicato su base mensile per un periodo massimo di quattro mesi e non può superare, per ogni singolo mese di fruizione dell’agevolazione, l’ammontare dei contributi dovuti.

L'esonero deve essere fruito entro il 31 dicembre 2020 e può essere cumulato con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta. Trattandosi di una decontribuzione datoriale nei limiti del doppio delle ore di integrazione salariale fruite nei mesi di maggio e giugno 2020, la cumulabilità con altri regimi agevolati può trovare applicazione solo laddove sussista un residuo di contribuzione astrattamente sgravabile e nei limiti della medesima contribuzione dovuta.

Nuove domande Cassa integrazione, primi chiarimenti dall'INPS

> Consulta la circolare INPS n. 105-2020

Photo credit: Foto di ThisIsEngineering da Pexels

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.