MSE: Scajola ha illustrato il dossier Attivita' svolte e Impegni futuri

ScajolaPresentato dal Ministro dello Sviluppo Economico il rapporto sulle “Attività svolte e impegni futuri” del dicastero, in cui si riepilogano i principali interventi posti in essere a partire da maggio 2008 e quelli che saranno avviati nei prossimi mesi. Questi ultimi rivestono ovviamente maggiore interesse e sono centrati principalmente sulla Legge Sviluppo, entrata in vigore il 15 agosto scorso.
Scajola ha dichiarato che si tratta di “Un provvedimento ‘di legislatura' che orienterà l'attività del Ministero dello Sviluppo Economico per i prossimi anni e con il quale passiamo dalle misure di emergenza per contrastare la crisi, alle riforme strutturali per aiutare il Paese e il sistema produttivo ad uscire dalle difficoltà avviando processi di competitività, modernizzazione ed efficienza che raffigureranno l'Italia del futuro”.
 
Il nuovo Ministero dello Sviluppo Economico ha accorpato tre Dicasteri (Sviluppo Economico, Comunicazioni, Commercio con l’Estero) e la nuova struttura è stata divisa in 4 dipartimenti:
  1. Impresa e Internazionalizzazione,
  2. Energia,
  3. Sviluppo e Coesione economica,
  4. Comunicazioni.
La riorganizzazione pare abbia consentito una riduzione delle sedi ministeriali da 17 a 11, del numero dei dirigenti  del 20% e del personale non dirigente del 13%, con un risparmio di circa 20 milioni di euro l’anno.
 
Molti i risultati elencati nel dossier, tra cui riportiamo:
  • l'incremento dell'operatività del Fondo di Garanzia rispetto al 2008 (ma si deve ricordare la scarsezza di risorse per tale strumento prima del suo rifinanziamento; l'incremento è inoltre dovuto anche alla positiva estensione dell'le garanzie alle imprese artigiane e all'aumento dell'importo massimo garantito, da 500mila a 1,5 milioni di euro), 
  • "la conclusione di contratti di programma che hanno visto l’erogazione di un contributo da parte dello Stato e delle Regioni per 330 milioni di euro, che innescano investimenti per oltre 950 milioni di euro."
  • la conclusione di 3 bandi del Programma di innovazione industriale Industria 2015 che dovrà erogare "470 milioni di euro su 205 progetti con il coinvolgimento di oltre 1.280 tra imprese e centri di ricerca, per un ammontare di investimenti pari a 1,8 miliardi di euro".
Nel merito di questi risultati, deve comunque evidenziarsi che sui contratti di programma, per i quali  è non agevole reperire documenti ufficiali sul loro stato di avanzamento, i tempi di realizzazione dalla data della firma sono piuttosto lunghi, in genere dai 24 ai 48 mesi.
 
Anche per i progetti agevolati su Industria 2015 l'avvio degli investimenti è appena partito (il 5 settembre u.s. è stata pubblicata l'ultima graduatoria sul bando Nuove Tecnologie per il Made in Italy, con 237 progetti ammessi; sugli altri 2 bandi i progetti ammessi sono complessivamente 55 - Fonte: Industria2015.it) e per il loro completamento le aziende ed i centri di ricerca si dovranno scontrare con difficili procedure burocratiche.
 
Un altro dato interessante che emerge dalle 44 pagine del dossier concerne la ricognizione effettuata per "il recupero di risorse non utilizzate e sullo stato di utilizzazione di quelle assegnate alle amministrazioni centrali nel quadro della programmazione FAS 2000-2006 per un ammontare di 43.417 milioni di euro".
 
Gli "impegni futuri" del ministero sono centrati sull'attuazione della Legge Sviluppo, che in sintesi prevede:
  • una nuova strategia energetica nazionale;
  • una nuova politica industriale, che introduce il contratto di rete d’impresa con cui si supera il concetto fisico di distretto consentendo alle aziende minori di aggregarsi, senza perdere la propria identità, grazie ad agevolazioni fiscali, finanziarie e amministrative;
  • la riforma degli incentivi alle imprese, con forti snellimenti delle procedure, una migliore valutazione dei progetti imprenditoriali e un maggior ricorso ai cofinanziamenti pubblico privato;
  • la class action, con le misure a tutela dei consumatori e con norme di maggior trasparenza per i servizi energetici e di telecomunicazione;
  • la riforma degli enti di internazionalizzazione;
  • la riforma delle camere di commercio;
  • la riforma dei consorzi agrari.
L'attuazione delle nuove politiche e riforme sarà il vero futuro compito del dicastero dello sviluppo economico, i cui risultati avranno una valenza ben più significativa.
 
Dossier  “Attività svolte e impegni futuri".