Lavoro e politiche attive nel Recovery Plan: dagli sgravi contributivi al Fondo nuove competenze

Lavoro - Photo credit: Foto di Andrea Piacquadio da PexelsIl Recovery Plan approvato dal Consiglio dei Ministri dedica 12,62 miliardi alle politiche attive del lavoro. Ci sono i finanziamenti per la decontribuzione Sud, gli incentivi per le assunzioni di giovani e donne e il Fondo nuove competenze, ma anche per imprenditoria femminile, apprendistato duale e Servizio civile.

Il Recovery Plan approvato dal Consiglio dei Ministri

Al tema delle Politiche attive per il lavoro è dedicata la prima componente della missione 5 del Recovery Plan “Inclusione e Sociale”. Le altre due componenti riguardano "Infrastrutture sociali, famiglie", comunità e terzo settore, con un budget di 10,83 miliardi, e gli "Interventi speciali per la coesione territoriale", cui vanno 4,18 miliardi di euro.

In tutto la missione 5 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) vale 27,63 miliardi e finanzia investimenti e riforme che rispondono alle raccomandazioni della Commissione europea in materia di sostegno all'occupazione, in particolare giovanile e femminile, incremento delle competenze e formazione di lavoratori e disoccupati, anche per accompagnare la transizione verso un’economia sostenibile e digitale, e infine riequilibrio territoriale e sviluppo del Mezzogiorno e delle aree interne.

I progetti del Recovery Plan per il lavoro e la formazione

La prima linea di intervento della componente, intitolata “Politiche attive del lavoro e sostegno all'occupazione”, vale 7,5 miliardi di euro e si articola in quattro misure:

  • Politiche attive del lavoro e formazione (3,5 miliardi)
  • Piano nuove competenze (3 miliardi)
  • Apprendistato duale (600 milioni)
  • Sostegno all'imprenditoria femminile (400 milioni).

Dalla riforma dei centri per l'impiego al Programma GOL

I 3,5 miliardi destinati alle politiche attive dovranno contribuire ad aumentare il tasso di occupazione, facilitando le transizioni lavorative da un impiego all'altro, o dalla disoccupazione al lavoro, l'inserimento lavorativo dei NEET, e l'adeguamento delle competenze alle trasformazioni del mercato del lavoro.

Per raggiungere questi obiettivi si interviene anzitutto modificando la disciplina dell’assegno di ricollocazione, rafforzando i centri per l'impiego e affidando al nuovo Programma nazionale Garanzia di occupabilità dei lavoratori (GOL), già previsto dalla legge di Bilancio 2021, la presa in carico dei disoccupati e delle persone in transizione occupazionale, sia per la profilazione dei servizi al lavoro che per la formazione.

Piano nuove competenze

3 miliardi sono invece dedicati al progetto del Piano nuove competenze, che mira a sviluppare un sistema permanente di formazione (life-long learning, reskilling e upskilling), attraverso il potenziamento del sistema dei centri di formazione professionale, dei fondi interprofessionali (che potranno fare attività di formazione anche per i disoccupati), degli ITS, dei centri provinciali di istruzione per adulti (CPIA) e delle Università.

Prevista la creazione di reti territoriali di servizi di istruzione, formazione e lavoro, anche attraverso partenariati pubblico-privato in forma di industry accademy.

Per la formazione degli occupati viene invece confermato il Fondo nuove competenze istituito dal decreto Rilancio, che sostiene con contributi a fondo perduto le aziende che decidono di rimodulare l’orario di lavoro dei propri dipendenti per impegnarli in attività di formazione sulla base di specifici accordi collettivi con le organizzazioni sindacali. Partito con una dotazione iniziale di 230 milioni di euro a valere sul Programma Operativo Nazionale SPAO 2014-2020 e rifinanziato dal dl Agosto, con 500 milioni per il biennio 2020-21, il Fondo viene alimentato con un miliardo proveniente da REACT-EU, lo strumento del pacchetto Next Generation EU che fa da ponte tra l'attuale e la prossima programmazione dei fondi europei.

Apprendistato duale

Per favorire l’occupabilità dei giovani il Recovery Plan prevede anche il potenziamento del sistema duale, per aumentare le sinergie tra i sistemi d’istruzione e formazione con il mercato del lavoro. L'intenzione è quella di promuovere modalità di apprendimento on the job, costruendo percorsi formativi che rispondano ai fabbisogni professionali delle imprese e riducano il mismatch tra le competenze richieste nel mercato del lavoro e quelle in uscita dai percorsi di istruzione e formazione.

Sostegno all’imprenditoria femminile

L'ultimo progetto, a cavallo tra riforma e investimento, consiste nella razionalizzazione degli strumenti a sostegno dell'autoimprenditorialità femminile e dell'innovazione nelle imprese condotte da donne o a prevalente partecipazione femminile, soprattutto con riferimento alla digitalizzazione e alla transizione verde.

Al Fondo a sostegno dell’imprenditoria femminile già previsto dalla manovra 2021 si affiancheranno quindi misure di accompagnamento - tra cui mentoring, supporto tecnico-gestionale, interventi per la conciliazione vita-lavoro -, oltre a campagne di comunicazione multimediali ed eventi e azioni di monitoraggio e di valutazione.

Finanziamenti REACT-EU per decontribuzione Sud e incentivi assunzioni

La seconda linea di intervento della componente dedicata al lavoro, “Fiscalità di vantaggio per il lavoro al Sud e nuove assunzioni di giovani e donne”, riguarda le agevolazioni previste dalla manovra 2021 e finanziate con le risorse di REACT-EU.

Con i 4,47 miliardi di REACT-EU sarà quindi possibile dare seguito alla decontribuzione Sud, avviata in via sperimentale dal decreto Agosto e stabilizzata dalla manovra, con aliquota decrescente, fino al 2029, e finanziare gli sgravi contributivi al 100% per chi assume under 36 e donne.

La maggior parte delle risorse, 4 miliardi di euro, vengono assorbite dallo sgravio sui contributi pensionistici per le aziende situate nelle otto Regioni meno sviluppate e in transizione, cioè Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, mentre all'esonero contributivo per le assunzioni di giovani e donne vanno, rispettivamente, 340 milioni e 126 milioni di euro, per un totale di 466 milioni.

Più fondi per il Servizio civile universale

La terza linea di intervento è relativa al potenziamento del Servizio civile universale, cui sono destinati 650 milioni di euro. L'obiettivo è incrementare la qualità dei progetti e il numero dei giovani, raggiungendo gli 80 mila volontari nel corso del periodo di vigenza del PNRR coinvolti in attività che contribuiscono al miglioramento della coesione sociale del Paese.

Attraverso il rafforzamento del Servizio civile si punta quindi, da una parte, ad offrire a un maggior numero di ragazzi la possibilità di compiere un percorso di apprendimento non formale, attraverso il quale accrescere le proprie conoscenze e competenze, e di orientarsi meglio rispetto allo sviluppo della propria vita professionale; dall'altra, si mira a diffondere il valore e l’esperienza della cittadinanza attiva dei giovani come strumento di inclusione e di coesione sociale e a realizzare, con il contributo dei volontari, interventi di valenza sociale più efficaci sui territori, sia relativi alla dimensione della transizione al verde e al digitale che diretti ad attenuare l’impatto sociale ed economico della crisi dovuta al Covid-19.

Photo credit: Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

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