Decreto rilancio: dall'anticipo PAC ai fondi emergenziali, le misure per il settore agroalimentare

Dl rilancio agricolturaFondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi, incremento dell'anticipo PAC e ancora mutui consorzi di bonifica e promozione del lavoro agricolo. Questi i principali interventi che riguardano l'agricoltura contenuti nel decreto rilancio per fronteggiare la crisi da Covid-19.

Cosa prevede il decreto rilancio

Si è ormai delineato il quadro d'insieme del decreto rilancio, approdato in Gazzetta Ufficiale: la nuova maxi misura da 55 miliardi che segue il Dl Cura Italia e il Dl Liquidità e che nei fatti è diventata una vera e propria finanziaria. 

Nell'ampio ventaglio di tematiche contenute nel testo in vigore appaiono anche una serie di misure dedicate al settore agroalimentare, la cui centralità e strategicità si è potuta cogliere in modo particolare nel corso del lockdown.

"Tra legge di Bilancio, decreto Cura Italia e decreto rilancio siamo arrivati a una dote di un miliardo e 150 milioni di euro. Risorse che andranno prioritariamente d alcuni settori che più di altri hanno sofferto la crisi, penso al vino e al comparto florovivaistico ma è stato previsto anche un fondo da 500 milioni da destinare al rafforzamento delle filiere", ha spiegato la ministra per le Politiche agricole, Teresa Bellanova, durante un webinar organizzato da Ismea.

Nel testo ufficiale, rispetto alle bozze circolate in precedenza, sono state eliminate:

  • le misure a favore della filiera agrumicola e dell'allevamento ovino, con il rifinanziamento di 5 milioni di euro del Fondo volto a favorire la qualità e la competitività delle produzioni delle imprese agrumicole e la norma salva-pastori per favorire l'accesso al credito per le imprese di allevamento ovino;
  • l'istituzione di un Fondo con una dotazione di 45 milioni di euro da destinare alla concessione di aiuti all’ammasso privato di latte bovino, bufalino e ovicaprino, oltre ai relativi semilavorati e prodotti trasformati.

Fondi emergenziali per settore agroalimentare

L’emergenza coronavirus ha comportato la chiusura di gran parte degli esercizi pubblici di ristorazione, con una fortissima contrazione della domanda di alcuni prodotti e un generale rallentamento delle esportazioni dei prodotti agricoli e agroalimentare.

Per far fronte alla crisi di alcuni settori maggiormente colpiti, tra cui florovivaismo, lattiero-caseario, zootecnico, vinicolo, pesca e dell’acquacoltura, il decreto rilancio prevede l'istituzione e l'implementazione di due Fondi emergenziali.

Il primo denominato "Fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi" potrà contare su un budget di 500 milioni di euro per l'anno in corso. L'obiettivo del Fondo sarà l’attuazione di interventi di ristoro per i danni subiti attraverso sostegni diretti alle imprese del comparto agricolo, della pesca e dell’acquacoltura.

Inoltre, per fronteggiare le difficoltà per l’intero settore zootecnico, dovute alla chiusura di mense e punti di ristorazione e del rallentamento delle esportazioni, con conseguenze soprattutto per i trasformati del latte destinati al consumo fresco e per il settore carne, si prevede la compensazione parziale delle spese di stoccaggio e di stagionatura di tali prodotti, destinati ad essere immessi in commercio mesi dopo la loro fabbricazione.  

C'è poi un secondo Fondo, noto come "Fondo emergenza alimentare" che, per assicurare la distribuzione delle derrate alimentari necessarie a seguito dalla diffusione del virus Covid-19, verrà incrementato di 250 milioni di euro per l'anno 2020.

La misura andrà anche a favore delle aste telematiche, della logistica della vendita diretta del prodotto ittico alla grande distribuzione organizzata e ai punti vendita al dettaglio delle comunità urbane - in virtù della chiusura delle aste causa  pandemia -, oltre che al sostegno delle spese di logistica e magazzinaggio dei prodotti congelati momentaneamente di difficile collocazione sui mercati. 

Anticipo PAC 2014-2020

Una delle misure più importanti, già presenti nel dl Cura Italia, che viene rinnovata dal dl rilancio è l'aumento dal 50% al 70% della misura di anticipazione erogata in attuazione dei regimi di sostegno previsti dalla Politica Agricola Comune (PAC).

La disposizione mira ad uniformare – per l’anno 2020 – la misura dell’anticipazione prevista, allo scopo di rendere possibile, a salvaguardia delle aziende agricole che non si siano avvalse della facoltà di presentare la domanda semplificata ed abbiano invece presentato l’ordinaria domanda nell’ambito dei regimi di sostegno previsti dalla PAC per l’annualità in corso.

Infatti, lo strumento verrà corrisposto:

  • di carattere speciale e con tempi accelerati e modalità semplificate, a coloro che non hanno potuto completare il processo di presentazione della domanda a causa delle misure restrittive adottate per fronteggiare la pandemia, e per i quali l’anticipazione è corrisposta nella misura del 70% ma calcolata sul valore del portafoglio titoli 2019;
  • di carattere ordinario e con tempi e modalità fissati a regime.

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Mutui consorzi di bonifica ed enti irrigui

Considerando che sono stati sospesi i pagamenti dei contributi dovuti per il servizio di bonifica idraulica, i consorzi di bonifica  potranno utilizzare i soldi che hanno in cassa risparmiati negli anni scorsi per eseguire interventi di manutenzione ordinaria della rete di distribuzione dell’acqua.

Questi soggetti per finanziarsi potranno stipulare contratti di mutuo con Cassa depositi e prestiti o altri istituti finanziari abilitati per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali, con esclusione della possibilità di assunzioni di personale anche in presenza di carenza di organico.

I mutui saranno concessi per un importo massimo di 500 milioni di euro, con capitale da restituire in rate annuali di pari importo per cinque anni a decorrere dal 2021 e fino al 2025.

Gli interessi, a carico del bilancio dello Stato, che maturano nel corso del periodo di utilizzo del finanziamento, con decorrenza dal giorno successivo alla erogazione, saranno determinati, nel limite massimo complessivo di 10 milioni di euro annui.

Vino: meno produzione, più qualità

La drammatica crisi di mercato, dovuta soprattutto al blocco dei canali Horeca, ha fatto registrare livelli elevati di giacenze in cantina, che andranno sicuramente ad incidere in modo significativo sull’equilibrio domanda/offerta del settore anche per le prossime campagne. La situazione è stata ulteriormente aggravata dal fermo dell’attività agrituristica, voce sempre più significativa del bilancio aziendale.

Considerando il contesto, per far fronte alla crisi di mercato nel settore vitivinicolo è stato deciso lo stanziamento di 100 milioni di euro per il 2020, da destinare alle imprese viticole obbligate alla tenuta del Registro telematico che si impegnano alla riduzione volontaria della produzione di uve destinate a vini a denominazione di origine e a indicazione geografica, attraverso la pratica della vendemmia verde.

La riduzione di produzione di uve da vinificare non può essere inferiore al 15% rispetto al valore medio delle quantità prodotte negli ultimi 5 anni, escludendo le campagne con produzione massima e minima. 

La misura consentirà di dare equilibrio al mercato, assicurare un sostegno economico all’azienda e, soprattutto, incidere in maniera sostanziale migliorando la qualità della produzione vitivinicola, che avrà migliori possibilità di affermarsi sui mercati.

Promozione lavoro agricolo, indennità e CISOA

Per la promozione del lavoro agricolo il decreto rilancio prevede che i percettori di ammortizzatori sociali, limitatamente al periodo di sospensione a zero ore della prestazione lavorativa, di NASPI e DIS-COLL nonché di reddito di cittadinanza possano stipulare con i datori di lavoro del settore contratti a termine non superiori a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici previsti, nel limite di 2mila euro per l’anno 2020.

Inoltre:

  • ai lavoratori del settore agricolo già beneficiari per il mese di marzo dell’indennità di cui all’articolo 30 del decreto-legge 18 marzo del 2020, n. 18, pari a 600 euro, è erogata per il mese di aprile 2020 un’indennità di importo pari a 500 euro;
  • la deroga ai limiti di fruizione del trattamento di cassa integrazione salariale operai agricoli (CISOA), richiesto per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19, che viene concesso per un periodo massimo di 120 giorni, dal 23 febbraio 2020 al 31 dicembre 2020, ed è neutralizzato ai fini delle successive richieste.

A proposito del regime quadro di aiuti, previsto nel dl rilancio, le regioni e le provincie autonome, gli altri enti territoriali, le Camere di commercio possono adottare misure di aiuto dirette, a valere sulle proprie risorse, fino a un importo di 800mila euro per impresa, concesse sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento o in altre forme, quali anticipi rimborsabili, garanzie, prestiti e partecipazioni. Gli aiuti non possono superare l’importo di 120mila euro per ogni impresa della pesca e dell’acquacoltura e 100mila euro per ogni impresa di produzione di prodotti agricoli.   

> Per approfondire: Le novita’ per il mondo del lavoro previste dal decreto rilancio

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