Manovra - le misure per sostenere la ricerca in Italia

Manovra ricercaIstituire l'Agenzia nazionale per la ricerca e semplificare le attività degli enti pubblici di ricerca. Sono alcuni degli interventi previsti dalla bozza della Legge di Bilancio 2020 per sostenere il sistema italiano della ricerca.

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In arrivo l'Agenzia nazionale per la ricerca

E' prevista la spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2020, 100 milioni di euro per l’anno 2021 e 200 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2022 - da iscrivere su apposito fondo dello stato di previsione del MIUR - per potenziare le attività di ricerca svolte da università, enti e istituti di ricerca pubblici e privati, aumentando la cooperazione con le istituzioni e il sistema economico e produttivo.

Il monitoraggio e il coordinamento delle attività verranno affidati ad un'apposita agenzia, denominata Agenzia Nazionale per la Ricerca (ANR), sottoposta alla vigilanza della Presidenza del Consiglio dei ministri e del MIUR.

In particolare l’Agenzia dovrà: 

  • assicurare l’attuazione delle linee generali di sviluppo della ricerca nazionale definite nel Programma Nazionale per la Ricerca (PNR);
  • selezionare specifici progetti che contribuiscano all’incremento dell’efficienza e dell’efficacia del sistema nazionale della ricerca e dell’innovazione, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo sostenibile ed inclusivo del paese; 
  • valutare l’impatto in itinere ed ex post dei risultati del PNR per incrementare l’economicità, l’efficacia e l’efficienza del finanziamento pubblico nel settore.

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Programmi spaziali, innovazione digitale della didattica e diritto allo studio

Per garantire la prosecuzione del finanziamento dei programmi spaziali nazionali, in cooperazione internazionale e nell'ambito dell'Agenzia spaziale europea, le somme assegnate con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'11 giugno 2019, adottato ai sensi dell’articolo 1, comma 98, della legge n. 145 del 30 dicembre 2018, saranno incrementate di 390 milioni di euro per l’anno 2020, 502 milioni di euro per l’anno 2021, 477 milioni di euro per l’anno 2022, 382 milioni di euro per l’anno 2023, e 309 milioni di euro per l’anno 2024. 

Inoltre per favorire l’innovazione digitale nella didattica, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 62, secondo periodo, della legge n. 107 del 13 luglio 2015 sarà incrementata di 2 milioni per ciascun anno a decorrere dal 2020.

Aumeteranno anche le risorse per promuovere il diritto allo studio universitario, con 16 milioni di euro in più per ciascun anno a decorrere dal 2020 a favore del fondo di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a) del decreto legislativo n. 68 del 29 marzo 2012.

Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca

Nella bozza della Manovra sono presenti una serie di modifiche al decreto legislativo n. 218 del 25 novembre 2016 per la semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca.

Nell’ambito della rispettiva autonomia, tali enti potranno definire la programmazione per il reclutamento del personale nei Piani Triennali di attività; l’indicatore del limite massimo alle spese di personale sarà calcolato annualmente rapportando le spese complessive per il personale, di competenza dell'anno precedente a quello di riferimento, alla media delle entrate individuate, per gli enti in contabilità finanziaria, dalle entrate correnti come risultanti dagli ultimi tre bilanci consuntivi approvati. 

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’economia e delle finanze e il Ministero vigilante svolgeranno, entro il mese di maggio di ciascun anno, il monitoraggio dell’andamento delle assunzioni e dei livelli occupazionali.

Nel caso in cui dal monitoraggio si rilevino incrementi di spesa che possono compromettere gli obiettivi e gli equilibri di bilancio dei singoli enti con riferimento alle risorse previste a legislazione vigente, la Presidenza del Consiglio dei Ministri inviterà l’ente, con specifici rilievi, a fornire circostanziata relazione in merito agli incrementi di spesa entro 30 giorni dalla richiesta.

Dopo 90 giorni dall’acquisizione della relazione, nel caso in cui l’Ente non abbia fornito idonei elementi a dimostrazione che gli incrementi di spesa rilevati non compromettono gli obiettivi e gli equilibri di bilancio, saranno adottate misure correttive volte a preservare o ripristinare gli equilibri di bilancio.

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