Diversificazione rurale: fondi PSR poco efficaci

Agriturismo - foto di TopruralNon è positivo il giudizio tracciato dalla Corte dei conti europea sull'utilizzo dei fondi comunitari per la diversificazione dell’economia rurale.

Solo pochi progetti hanno un buon rapporto costi-benefici e i pagamenti arrivano con troppo ritardo.

Il rapporto della Corte analizza le responsabilità della Commissione europea e di sei Stati membri - Repubblica ceca, Francia (Aquitania), Italia (Campania), Polonia, Svezia (Västra Götaland) e Regno Unito (Yorkshire e Humber) - nella gestione delle risorse destinate alla diversificazione dell'economia rurale: complessivamente 5 miliardi di euro per il periodo 2007-2013, cui si aggiungono circa 2 miliardi di cofinanziamenti nazionali.

Le critiche mosse dagli auditor europei ricalcano quelle già sollevate dalla Corte nelle analisi, pubblicate rispettivamente a gennaio e luglio, circa l'efficacia della spesa destinata ai progetti per l'efficienza energetica e a quelli per la realizzazione di infrastrutture stradali.

Nel mirino, in primo luogo, la prassi di assegnare le risorse più per l'urgenza di spendere i fondi comunitari che per la qualità dei progetti selezionati: alcuni paesi dell'Unione, in occasione di alcuni bandi, hanno finanziato tutti i progetti ammissibili, a prescindere dall'esito della valutazione di merito; di conseguenza, successivamente, non hanno potuto sostenere iniziative valide per mancanza di risorse.

Un'altra criticità segnalata dal rapporto riguarda il non aver centrato l'obiettivo prioritario dei fondi per la diversificazione in ambito rurale: la creazione di nuovi posti di lavoro. Questa finalità, secondo la Corte, non è stata adeguatamente perseguita e i sistemi di monitoraggio utilizzati si sono rilevati insufficienti per verificare il numero di impieghi creati e mantenuti attraverso i progetti.

Infine, gli auditor hanno rilevato oneri amministrativi eccessivi, pagamenti tardivi e casi di progetti che sarebbero stati realizzati anche senza il finanziamento comunitario e quindi di uso inefficiente dei fondi Ue.

Le raccomandazioni della Corte agli Stati membri sono:

  • stabilire obiettivi specifici, realistici e misurabili e approvare solo i Programmi di sviluppo rurale che propongno strategie esaurienti per raggiungerli,
  • garantire la selezione dei progetti più efficaci per il conseguimento degli obiettivi previsti,
  • utilizzare sistemi adeguati per il controllo dei costi,
  • intensificare gli sforzi per ridurre gli oneri amministrativi e i ritardi nell'erogazione dei pagamenti.

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Relazione speciale n. 6/2013 è intitolata “Misure per la diversificazione dell’economia rurale: gli Stati Membri e la Commissione hanno conseguito un rapporto costi-benefici ottimale?”