Fondi Ue ricerca: Roma fa la parte del leone. Liguria più efficiente

Ricercatore - foto di WalkermaQuasi un quarto dei fondi europei destinati alla ricerca finiscono nelle casse dei laboratori laziali. Eppure, se si guarda alla produttività, a superare Roma ci sono Liguria, Trentino Alto Adige e Toscana. Lo dimostra una ricerca del ministero dell'Istruzione, che mette sotto la lente di ingrandimento la capacità italiana di accaparrarsi il “tesoro” europeo. Capacità comunque limitata: se si guarda al progetto Cooperazione, l'Italia è riuscita a mettere le mani solo l'8,99% dei fondi, meno di 2 miliardi di euro. Un “tesoretto” spartito in modo squilibrato fra le Regioni.

Il 23,64% delle risorse del progetto Cooperazione destinate al nostro paese va ai centri di Roma e dintorni. Seguono Lombardia, che si conquista il 21,45% dei fondi, Piemonte (10,65%), Toscana (9,55%) e l'Emilia Romagna (8,31%).

La capacità di attirare stanziamenti non è tuttavia sinonimo di efficienza. Se la quantità va a Roma, la palma della qualità va alla Liguria. Secondo la ricerca del Miur, sarebbe questa la regione più produttiva, in grado di incassare fondi maggiori in relazione al numero di ricercatori. In Liguria, infatti, ad ogni ricercatore andrebbero circa 12.000 euro. A seguire, nella classifica dell'efficienza, Trentino Alto Adige (con più di 10.000 euro per ricercatore), Toscana e Lazio. In entrambi i casi, sono i cervelli del Sud a rimanere in coda.

Anche se si guarda ai settori di ricerca che prevalgono nelle diverse varie zone della penisola, non si può parlare di uniformità. Biotecnologie in Lombardia, dove piccole e medie imprese, università e laboratori si aggiudicano un terzo dei fondi Ue destinati all'Italia per questo settore. Sempre al Nord – per la precisione in Lombardia e Piemonte – sono sviluppate le nanotecnologie dei materiali e dei sistemi di produzione. Infine, Ict, energia e spazio prevalgono nel Lazio.

Una volta di più. L'Italia dimostra di essere un paese a due velocità, con metà delle Regioni che gareggia nell'Europa della ricerca e dell'innovazione, e un'altra metà che rimane a bocca asciutta.

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Dati Miur - partecipazione italiana al Settimo Programma Quadro