Startup: quante sono e quanto valgono

Startup - Photo credit: faceless ekone via Foter.com / CC BY-NC-SA Arrivano quasi a quota 11mila le startup iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese. Milano si conferma capitale italiana delle neo-imprese.

Finanziamenti startup e innovazione

E' quanto emerge dal rapporto trimestrale 2019 sui principali trend demografici e finanziari delle startup innovative italiane, realizzato da Ministero dello Sviluppo Economico, InfoCamere e UnionCamere.

Startup: quante sono

Al 1° gennaio il numero di startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese ha raggiunto quota 10.882, in aumento di 272 unità rispetto al trimestre precedente. 

In lieve flessione il capitale sociale delle startup, che si attesta a quota 583,2 milioni di euro, in crescita rispetto al terzo trimestre (+37,6 milioni di euro, +6,89% in termini percentuali).

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I settori di attività

Per quanto riguarda la distribuzione per settori di attività, il 73,7% delle startup innovative fornisce servizi alle imprese (in particolare, prevalgono le specializzazioni: produzione software e consulenza informatica, attività di R&S e attività dei servizi d’informazione). Il 17,6% opera nel manifatturiero (su tutti: fabbricazione di macchinari, fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici), mentre il 3,4% opera nel commercio.

In alcuni settori economici l’incidenza delle startup innovative sul totale delle nuove società di capitali è particolarmente rilevante. È una startup innovativa l'8,3% di tutte le nuove società che operano nel comparto dei servizi alle imprese; per il manifatturiero, la percentuale corrispondente è 5,1%.

Giovani, donne, stranieri: chi fa startup in Italia

Quanto alla composizione delle compagini sociali, le startup con una prevalenza femminile sono 1.468, il 13,5% del totale, contro un’incidenza del 21,9% se si prende in esame l’universo delle società di capitali. Le startup innovative in cui almeno una donna è presente nella compagine sociale sono 4.704 (43,2% del totale, quota inferiore a quella fatta registrare dal complesso delle società di capitali, 47%).

Le startup innovative a prevalenza giovanile (under 35) sono 2.153, il 19,8% del totale. Si tratta di un dato di circa tre punti percentuali superiore rispetto a quello riscontrato tra le nuove aziende non innovative. Ancora maggiore è la differenza se si considerano le aziende in cui almeno un giovane è presente nella compagine sociale: 44,4% per le startup, 34,9% per le altre imprese.

Le startup innovative con una compagine sociale a prevalenza straniera sono 380, il 3,5% del totale, una quota inferiore a quella osservata nel complesso delle società di capitali (8,9%). Le startup in cui è presente almeno un cittadino non italiano sono il 13,9% (1.515 in tutto), proporzione del tutto simile a quella riscontrata tra le società di capitali (14,9%).

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Milano si conferma capitale italiana delle startup

Quanto alla distribuzione geografica, la Lombardia resta la regione in cui è localizzato il maggior numero di startup innovative: 2.928, pari al 26,9% del totale nazionale. 

Seguono il Lazio, che supera quota mille (1.227; 11,3%), e l’Emilia-Romagna, con 931 startup (8,6% del totale nazionale). A breve distanza compare al quarto posto il Veneto, con 918 startup (8,6%), seguito dalla Campania, di gran lunga la prima regione del Mezzogiorno con 896 (8,2%). In coda figurano la Basilicata con 104, il Molise con 80, e la Valle d’Aosta con 22 startup innovative.

Guardando invece i dati relativi all'incidenza delle startup innovative in rapporto al totale delle società di capitali è ancora il Trentino-Alto Adige a farla da padrone (5,3%). Seguono la Valle d’Aosta (5,1%) e il Friuli-Venezia Giulia (poco meno del 5%). Chiudono la classifica la Puglia e la Toscana (entrambe con poco più dell’1,8%) e la Sardegna con l’1,6%.

Milano si conferma la capitale delle startup, con 2.075 neo-imprese, pari al 19,1% del totale nazionale. Al secondo posto compare Roma, unica altra provincia oltre quota 1.000 (1.100 startup, 10,2% nazionale). Tutte le altre province maggiori sono molto staccate: Napoli (423, 3,9%), Torino (376, 3,5%) e Bologna (314, 2,9%). La top-10 è completata da Padova, Bergamo, Bari, Salerno e Verona.

Se si considera il numero di startup innovative in rapporto al numero di nuove società di capitali attive nella provincia, al primo posto si posiziona Trento (7,5%); seguono Trieste (6,8%) e Ascoli Piceno (5,8%).

Da notare come nella parte alta della graduatoria si posizionino Pordenone, al 5° posto, e Aosta, al 6°, dove il 5,1% delle società di capitali avviate negli ultimi cinque anni e con meno di cinque milioni di fatturato è una startup innovativa. All’estremo opposto, la provincia con la minore incidenza di startup sul totale delle nuove società di capitali è Agrigento (0,4%).

Quanto valgono le startup italiane

Il rapporto esamina i dati di bilancio relativi al 2018, che però coprono il 61,2% delle startup iscritte al 31 dicembre 2019.

Il valore della produzione medio per impresa nel 2018 risulta pari a oltre 175mila euro, dato in calo rispetto al trimestre precedente (circa 12 mila euro in meno). 

L’attivo medio è pari a poco più di 311mila euro per startup innovativa, in contrazione di circa 19 mila euro rispetto alla precedente rilevazione. Considerando, infine, la produzione complessiva, essa ammonta a 1.167.940.816 euro, un dato inferiore di poco meno di 31,3 milioni di euro rispetto a quello registrato al termine del trimestre precedente (1.199.231.058 euro).

Il reddito operativo complessivo registrato nel 2018 è negativo per 85,6 milioni di euro, in peggioramento di oltre 2 milioni rispetto a tre mesi fa (circa – 83 milioni). Uno dei parametri che più contraddistinguono le startup innovative rispetto altre nuove società di capitali è l’elevato grado di immobilizzazioni sull’attivo patrimoniale netto: nel 2018 il rapporto è pari al 25,2%, cioè 7 volte superiore rispetto al rapporto medio registrato per le altre nuove società, pari al 3,7%.

Nel 2018 permane tra le startup innovative una maggioranza di società in perdita: 52,1% (dato di due decimi di punto percentuale più basso rispetto alla precedente rilevazione), contro la restante parte (47,9%) che segnala un utile di esercizio. Com’è fisiologico per imprese a elevato contenuto tecnologico, che hanno tempi più lunghi di accesso al mercato, l’incidenza delle società in perdita tra le startup innovative (pari al 52,1%) risulta sensibilmente più elevata rispetto a quella rilevabile tra le nuove società di capitali non innovative (pari al 31,9%).

Gli indicatori di redditività ROI e ROE delle startup innovative registrano valori negativi; se però ci riferisce soltanto a quelle in utile, gli indici sono sensibilmente migliori di quelli fatti riportare dalle altre società di capitali (ROI: 0,12 contro 0,06; ROE: 0,26 contro 0,17).

Per ogni euro di produzione le startup innovative generano in media 24 centesimi di valore aggiunto, un dato lievemente inferiore rispetto a quello delle altre società (27 centesimi). Ancora una volta, limitandosi alle imprese in utile, le startup generano, per contro, più valore aggiunto sul valore totale della produzione rispetto alle società di capitali: 36 centesimi contro 28.

Rapporto trimestrale sui trend delle startup innovative

Photo credit: faceless ekone via Foter.com / CC BY-NC-SA

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