Ok al Regolamento che tutela l’UE dalle sovvenzioni estere distorsive

Foto di Ylanite KoppensIl Consiglio europeo ha approvato in via definitiva il Regolamento sulle sovvenzioni estere distorsive del mercato interno, proposto nel 2021 dalla Commissione per evitare che gli aiuti dati da un Paese terzo a imprese che operano nel mercato comunitario causino una concorrenza sleale per le nostre aziende.

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Si mira a colmare, in questo modo, una lacuna normativa che in questi anni ha minato la tenuta del mercato comunitario, sottoposto a rigide norme per quanto concerne gli aiuti di stato alle imprese europee ma invece privo di difese sostanziali nel caso in cui gli aiuti fossero dati da Paesi terzi a imprese straniere operanti però in Europa.

Come ha infatti spiegato Jozef Síkela, ministro dell'Industria e del commercio della Repubblica Ceca commentando l'approvazione del Regolamento da parte dei governi europei, “l'UE è la più grande economia del mondo. Il nostro mercato unico è un elemento essenziale della prosperità economica per tutti i cittadini. Le nuove misure consentiranno all'UE di indagare sulle pratiche sleali sostenute da alcuni Paesi terzi e prevenirle. Ciò consentirà all'UE di garantire una concorrenza leale e condizioni di parità per tutte le imprese”.

Che cos’è il Regolamento sulle sovvenzioni estere distorsive del mercato interno?

Presentato per la prima volta il 5 maggio 2021 dalla Commissione, il Regolamento funge da strumento per garantire condizioni di parità per tutte le imprese operanti nel mercato unico che beneficiano del sostegno di uno Stato membro dell'UE o di un paese terzo.

Il Regolamento, infatti, “stabilisce le norme procedurali per indagare su tali sovvenzioni nel contesto di concentrazioni di grande portata e di offerte in procedure di appalto pubblico di elevata entità”, spiegano da Bruxelles.

Come già accennato, finora le sole sovvenzioni statali soggette al rispetto delle norme in materia di aiuti di Stato erano quelle che riguardavano i Paesi membri, mentre non esisteva nessuno  strumento UE capace di controllare analoghe sovvenzioni concesse, però, da Paesi terzi.

Adesso invece con l’approvazione del Regolamento,  la Commissione potrà esaminare le attività economiche che beneficiano di sovvenzioni da parte di Paesi terzi sul mercato interno.

Entrando più nel dettaglio, il nuovo strumento varato da Bruxelles offre alla Commissione tre strumenti per indagare sui contributi finanziari concessi da un'autorità pubblica di un Paese terzo:

  • due strumenti di autorizzazione preventiva, volti a garantire parità di condizioni per le fusioni più importanti e le offerte nelle procedure di appalto pubblico su larga scala;
  • uno strumento generale di indagine di mercato per esaminare tutte le altre situazioni di mercato nonché le fusioni e le procedure di appalto pubblico di valore inferiore.

D’ora in avanti, quindi, nel caso di fusioni e acquisizioni in cui una delle parti interessate abbia un fatturato nell'UE pari ad almeno 500 milioni di euro e vi sia un contributo finanziario estero pari ad almeno 50 milioni di EUR, le imprese saranno tenute a notificare alla Commissione l’operazione di merge&acquisition.

Situazione analoga nel caso di gare da almeno 250 milioni di euro. “Se un'impresa non rispetta le norme in materia di notifica - spiegano infatti da Bruxelles - la Commissione potrà infliggere ammende ed esaminare l'operazione come se fosse stata notificata”.

In linea generale, la Commissione potrà indagare sulle sovvenzioni estere che sono state concesse fino a cinque anni prima dell'entrata in vigore del Regolamento, qualora tali sovvenzioni producano distorsioni del mercato interno dopo la sua entrata in vigore.

Per quanto concerne invece le conseguenze, nel caso in cui la Commissione stabilisca l'esistenza di una sovvenzione estera e di una distorsione della concorrenza, Bruxelles effettuerà una valutazione comparata per valutare gli effetti positivi e quelli negativi prodotti dalla sovvenzione. A quel punto, qualora gli effetti negativi siano maggiori di quelli positivi, la Commissione potrà imporre “misure di riparazione, compresi rimedi strutturali e non strutturali e il rimborso della sovvenzione estera o di accettare impegni da parte delle imprese interessate al fine di porre rimedio alla distorsione causata dalla sovvenzione estera”, si legge nella nota rilasciata dal Consiglio all’indomani dell’approvazione del testo.

Il Regolamento entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Consulta il Regolamento relativo alle sovvenzioni estere distorsive del mercato interno

Foto di Ylanite Koppens