OCSE: enti locali e ripresa economica

OECD - immagine di OECDBerlinSi è conclusa lo scorso 8 luglio, a Trento, la conferenza internazionale sul ruolo delle strategie locali nel rilancio dello sviluppo economico. L'evento, realizzato in collaborazione tra la Provincia Autonoma di Trento e l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), si è concentrata sull'individuazione delle migliori soluzioni per accrescere la competitività delle Regioni nel lungo termine.

Sebbene le dinamiche del commercio mondiale abbiano mostrato una significativa ripresa, la crescita del PIL nei Paesi dell'OCSE rimane lenta, diffondendo il timore che la crisi globale abbia avuto un effetto permanente sui livelli di produzione e sviluppo.
Sul fronte lavoro, il tasso di disoccupazione medio nell'area dell'OCSE è ancora elevato e si prevede che possa raggiungere la media dell’8,1% nel 2011.

Per far fronte a questa situazione, si necessita di strategie basate sulla combinazione delle seguenti azioni:

  1. adozione di exit strategies coerenti e coraggiose;
  2. avvio di riforme strutturali;
  3. promozione di nuove fonti di crescita.

In questo contesto, le politiche locali e regionali sono particolarmente rilevanti e possono rappresentare un forte potenziale rispetto all’obiettivo di riavviare una crescita sostenibile.

Infatti, i governi nazionali di molti Paesi OCSE hanno, tra le varie misure anticrisi, adottato pacchetti di stimolo fiscale e monetario, ma molte regioni hanno ideato e sviluppato soluzioni specifiche e innovative per contrastare il rallentamento economico su base locale.

Dunque:

  • migliorare l'efficacia e la competitività delle regioni, dei territori europei e dell’area OCSE è particolarmente importante dati i crescenti vincoli fiscali e le limitate risorse che sono disponibili a tutti i livelli di governo;
  • per sostenere le regioni ed i sistemi territoriali in questo processo e garantire che le soluzioni assunte a livello locale siano efficaci e interagenti con le azioni dei governi nazionali, le politiche da realizzare dovrebbero essere in grado di sbloccare il potenziale delle regioni e sostenerne gli obiettivi di crescita a lungo termine.

Affinché il problema della disoccupazione non diventi di tipo strutturale è necessario investire nel capitale umano, ha ricordato il vicesegretario generale dell'Ocse, Aart De Geus. "Non parlo solo di istruzione ma di corretto impiego delle risorse", che favorisca la creazione di nuove imprese, il vero fulcro della ripresa economica.

Le imprese, ha proseguito De Geus, devono essere accompagnate da una buona governance, che renda le normative più flessibili per gli imprenditori, soprattutto per i piccoli e medi imprenditori, più esposti verso le banche private.

La conferenza si è conclusa nel pomeriggio con la redazione di raccomandazioni politiche utili per il perseguimento degli obiettivi di crescita.