Decreto Ristori 5: bonus mille euro anche per chi è senza partita IVA

Decreto Ristori - Photo by Carlos Pernalete Tua from PexelsE' una delle ipotesi a cui il governo Draghi sta lavorando per portare alla luce il tanto atteso decreto Ristori 5, con nuovi aiuti a imprese e lavoratori per fronteggiare la crisi Covid-19.

Recovery, ristori e bonus: i dossier pendenti e l’ombra della crisi di Governo

Il provvedimento, atteso in settimana in Consiglio dei Ministri, può contare sui 32 miliardi di euro del nuovo scostamento di bilancio, che serviranno a finanziare nuovi ristori, anche in vista della possibile proroga delle restrizioni anti-contagio fino alla primavera.

Per il turismo, a seguito della decisione di posticipare l'apertura degli impianti sciistici a marzo, gli operatori del comparto montano hanno chiesto nei giorni scorsi aiuti per 4,5 miliardi di euro, da inserire nel dl Ristori 5. Intanto il ministro per il Turismo Massimo Garavaglia fa sapere - sulle pagine del Corriere della Sera - che per far ripartire il turismo "si agirà con un decreto ristori con normative adeguate, con aiuti in conto capitale, con facilitazioni per le ristrutturazioni, con l’allungamento dei termini per i prestiti erogati, con il sostegno attraverso le politiche per il lavoro per chi è in difficoltà".

Lato fisco, con il dl n. 7-2021 - pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2021 - sono stati prorogati dal 31 gennaio al 28 febbraio 2021 i termini previsti per la notifica degli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, nonché degli altri atti tributari elencati dall’articolo 157 del dl Rilancio.

Nella Gazzetta del 30 gennaio è stato pubblicato anche il testo coordinato e la legge di conversione del decreto-legge n. 172-2020, il cosiddetto decreto Natale che riconosce un contributo a fondo perduto alle attività di ristorazione costrette a chiudere durante le feste.

Dalla CIG ai contributi per i professionisti: cosa ci sarà nel dl Ristori 5

In base alle prime anticipazioni, il decreto Ristori 5 darà continuità agli aiuti previsti dai precedenti provvedimenti, con alcune novità, soprattutto per i professionisti.

Per quanto riguarda i contributi a fondo perduto destinati agli operatori economici colpiti dalle restrizioni per limitare il rischio dei contagi, potrebbe essere ampliata la platea dei beneficiari eliminando i codici Ateco e includendo anche i professionisti iscritti agli ordini. Spunta anche l'ipotesi di estendere il bonus 1.000 euro anche a chi non ha la partite IVA.

Inoltre, per accedere ai ristori, non dovrebbe esserci più distinzione tra zone (gialla, arancione e rossa) e il periodo di riferimento relativo alle perdite di fatturato potrebbe essere ampliato al primo semestre del 2020, se non addirittura a tutto l'anno. Per quanto riguarda la soglia del calo di fatturato per accedere ai contributi c'è ancora indecisione, potrebbe essere pari al 33% oppure al 50%.

Il nuovo provvedimento, poi, dovrebbe rifinanziare la cassa integrazione e prorogare lo stop dei licenziamenti, oltre ad includere un pacchetto di norme per l’acquisto dei vaccini contro il coronavirus.

Per far ripartire in maniera graduale l'attività di riscossione, il dl Ristori 5 dovrebbe prevedere nuove proroghe e tempi più lunghi per le notifiche.

Il punto sui Ristori

La legge di conversione n. 176-2020 del decreto Ristori (decreto legge n. 137 del 28 ottobre 2020) ha riunito il pacchetto di misure adottate dal Governo alla fine del 2020 - tramite il dl Ristori Uno (dl 137-2020), Ristori Bis (149-2020), Ristori Ter (154-2020) e Ristori Quater (157-2020) - per fronteggiare la crisi economica causata dal perdurare dell'emergenza Covid-19.

Oltre ai contributi a fondo perduto e agli aiuti alle categorie di imprese e lavoratori più colpiti dalla crisi, il provvedimento ha introdotto riduzioni per le bollette di aziende e professionisti che rientrano nei codici Ateco del decreto.

La Cassa integrazione ordinaria in deroga e l'assegno ordinario legate all’emergenza Covid-19 sono stati prorogati fino al 31 gennaio 2021, ampliando la platea dei beneficiari a chi è stato assunto entro il 9 novembre 2020.

Con il provvedimento sono stati anche detassati i contributi e le indennità connessi all'emergenza Covid che spettano ai soggetti esercenti impresa, arte o professione e ai lavoratori autonomi. Previsto inoltre l’obbligo di equo compenso per i professionisti impegnati nei lavori che godono del Superbonus.

Legge n. 176-2020

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