Telecomunicazioni e cybersecurity: le novita' della legge di delegazione europea

Legge delegazione europea telecomunicazioniLa legge di delegazione europea 2019 - approvata in Senato e ora al vaglio della Camera - va a riordinare una serie di disposizioni nazionali su telecomunicazioni e cybersicurezza per allinearle alla normativa UE sul mercato unico digitale. Novità in arrivo per i media digitali, incluse le piattaforme video, e la banda ultralarga.

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Nuove regole per i media digitali, comprese le piattaforme video

Ai sensi dell'articolo 4 della legge di delegazione europea 2019, sarà emanato un nuovo testo unico dei servizi di media digitali - che interesserà anche le piattaforme per la condivisione di video - allo scopo di recepire la direttiva UE 2018/1808 sui servizi di media audiovisivi.

L'Italia si impegnerà anche a promuovere l’alfabetizzazione digi­tale da parte dei fornitori di servizi di media e di piattaforme di condivisione dei video.

Previste inoltre misure per la promozione delle opere europee, la tutela dei consumatori di servizi di media audiovi­sivi (compresi i minori) e la gestione delle comunica­zioni commerciali.

Con riferimento alle trasmissioni online, l'articolo 8 della legge di delegazione europea stabilisce poi una serie di principi e criteri per il recepimento della direttiva UE 2019/789, riguardante l'applicazione del diritto d'autore a talune trasmissioni online degli organismi di diffusione radiotelevisiva e ritrasmissioni di programmi televisivi e radiofonici.

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Nuovo codice delle comunicazioni elettroniche e regole piu' semplici per la banda ultralarga

Al fine di recepire la direttiva UE 2018-1972, che istituisce il codice europeo delle comunicazioni elettroniche, l'articolo 4 della legge di delegazione europea prevede l'adozione di un nuovo codice delle comunicazioni elettroniche, accompagnato dalla revisione dell’appa­rato sanzionatorio amministrativo e penale.

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Saranno poi introdotte misure di semplificazione per lo sviluppo della connettività e per po­tenziare gli investimenti in reti a banda ultralarga, sia fisse che mobili, garantendo anche l’accesso generalizzato alle reti ad al­tissima velocità, evitando zone bianche in assenza di copertura sul territorio nazionale, a prezzi accessibili e con possibilità di scelta adeguata. Inoltre, verrà stabilita anche una no­zione di servizio universale che rispecchi il progresso tecnologico, l’evoluzione del mer­cato e della domanda degli utenti.

Verrà definito anche un regime autorizzatorio per l’uso delle frequenze utilizzate dalle tecnologie per l’Internet delle cose, come il Low Power Wide Area (LPWAN), con l'obiettivo di favorire lo sviluppo di progetti im­prenditoriali innovativi.

Cybersecurity: come l'Italia recepisce il regolamento UE

Per adeguare la normativa nazionale al regolamento europeo sulla cybersicurezza (regolamento UE 2019/881), il Governo adotterà uno o più decreti legislativi, designando il Ministero dello Sviluppo economico come autorità competente e definendo il sistema delle sanzioni ap­plicabili.

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Gli introiti derivanti dall’irrogazione delle san­zioni saranno versati all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati ad un apposito capitolo dello stato di previsione del MISE per finalità di ricerca e formazione in materia di certi­ficazione della cybersicurezza; le sanzioni amministrative pecuniarie saranno comprese tra 15mila e 5 milioni di euro.

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