Intelligenza artificiale e non solo: Bruxelles presenta il piano per il futuro digitale

Ursula von der Leyen"Crediamo che la trasformazione digitale possa alimentare le nostre economie e aiutarci a trovare soluzioni europee alla sfida globale". Con queste parole la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha presentato la strategia per il futuro digitale dell'Europa, strutturata in tre azioni principali: leadership digitale dell'UE, intelligenza artificiale ed economia dei dati.

Perche’ Bruxelles vuole vietare il riconoscimento facciale?

La strategia "copre tutto, dalla sicurezza informatica alle infrastrutture critiche, dall'educazione digitale alle competenze, dalla democrazia ai media", riflettendo "il meglio dell'Europa aperta, equa, diversificata, democratica e sicura di sé", ha dichiarato la von der Leyen.

La strategia è articolata in tre azioni:

  • soluzioni digitali per affermare la leadership dell'UE
  • sviluppare l'intelligenza artificiale
  • favorire la crescita della data economy

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Economia digitale: al centro banda ultralarga, competenze digitali e startup 

La sovranità tecnologica europea inizia dall'assicurare l'integrità e la resilienza delle infrastrutture, delle reti e delle comunicazioni. E' necessario quindi creare le giuste condizioni che consentano all'Europa di sviluppare le proprie capacità chiave, riducendo così la dipendenza da altre paesi per le tecnologie più cruciali.

Per questo motivo nei prossimi cinque anni la Commissione UE si concentrerà su tre obiettivi principali:

  • sviluppare tecnologie che apportino cambiamenti concreti nella vita quotidiana dei cittadini, investendo nelle competenze digitali, nell'intelligenza artificiale e nei super-computer, promuovendo la diffusione della banda ultralarga, migliorando i sistemi di prevenzione e difesa dagli attacchi informatici;
  • un'economia equa e competitiva, che favorisca la nascita delle startup e la crescita delle PMI in un ecosistema innovativo; in questo contesto la Commissione UE intende proporre un Digital Services Act per rafforzare la responsabilità delle piattaforme online, assicurando che le norme europee siano adeguate all'Era digitale;
  • una società, aperta democratica e sostenibile, che utilizza le nuove tecnologie per: raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati per il 2050, combattere la disinformazione online, garantire la condivisione delle informazioni e dei dati in maniera sicura.

Consulta la comunicazione Shaping Europe's digital future

Libro bianco sull'intelligenza artificiale

Nell'ambito della strategia per il futuro digitale dell'UE un capitolo a parte è dedicato all'intelligenza artificiale. Il rispetto dei valori fondamentali, a partire dalla privacy e dalla dignità umana, rappresenta il primo passo per creare un quadro normativo sull'IA incentrato sulla fiducia e sull'eccellenza.

"Le caratteristiche specifiche di molte tecnologie di intelligenza artificiale, tra cui l'opacità (effetto scatola nera), la complessità, l'imprevedibilità ed il loro comportamento parzialmente autonomo, possono rendere difficile il rispetto delle norme del diritto dell'UE, comprese quelle volte a proteggere i diritti fondamentali, e possono ostacolarne l'effettiva applicazione", si legge nel libro bianco sull'intelligenza artificiale presentato oggi a Bruxelles.

Nel documento la Commissione europea sottolinea che per costruire un ecosistema di eccellenza in grado di supportare lo sviluppo e la diffusione dell'intelligenza artificiale, occorre agire su più livelli, che prevedono:

  • una collaborazione più stretta tra Stati membri ed UE, che porterà alla revisione del Piano coordinato sull'IA;
  • la creazione di reti di eccellenza e siti di sperimentazione, per i quali la Commissione UE ha proposto lo stanziamento di fondi ad hoc nell'ambito di due programmi post 2020, Digital Europe ed Horizon Europe;
  • lo sviluppo di talenti, grazie ai fondi previsti dal pilastro 'Competenze digitali avanzate' di Digital Europe;
  • il sostegno alle PMI, attraverso la creazione di Digital Innovation Hub - che sarà sempre supportata dal programma Digital Europe - e il lancio nel 2020 di un fondo da 100 milioni di euro;
  • la creazione di un partenariato pubblico-privato su intelligenza artificiale, dati e robotica nel contesto di Horizon Europe;
  • la promozione di dialoghi settoriali per diffondere l'applicazione dell'AI nel settore pubblico.

Il libro bianco sull'intelligenza artificiale è oggetto di una consultazione pubblica aperta fino al 19 maggio 2020.

> Consulta il white paper sull'IA

Data economy, verso il mercato unico per i dati

Di fronte al costante aumento di dati generati dal settore pubblico e privato, l'Europa deve avere ben chiaro cosa fare per affermare la propria leadership nel campo della data economy. Per questo motivo la Commissione UE propone di creare un mercato unico per i dati, dove le informazioni possano circolare liberamente ed in sicurezza.

Il Single European Data Space avrà bisogno di un apposito quadro normativo che stabilisca le modalità di accesso, utilizzo e governance dei dati, oltre ad una serie di misure che possano incentivare il data sharing.

La Commissione europea intende poi supportare lo sviluppo di sistemi tecnologici e infrastrutture di nuove generazione, oltre ad accrescere le competenze digitali dei cittadini. Infine, è previsto il lancio di azioni settoriali per la creazione di specifici data space, che riguarderanno, ad esempio, il Green deal, la mobilità, la sanità e il manifatturiero.

Anche per la Strategia europea sui dati la Commissione UE ha aperto una consultazione per la raccolta di feedback.

> Consulta la comunicazione sulla Strategia europea sui dati

Italia, intesa sull’etica dell’IA nella pubblica amministrazione

Alla vigilia della presentazione della strategia sul futuro digitale dell'Europa, la ministra per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano e il presidente della Fondazione Leonardo Luciano Violante hanno firmato un protocollo d’intesa, per definire il contesto etico e giuridico all’interno del quale sviluppare e applicare l’intelligenza artificiale, in particolare per rispondere alle esigenze della pubblica amministrazione.

“Come abbiamo presentato nel Piano Italia 2025, l’intelligenza artificiale e i big data possono supportare i decisori pubblici verso scelte sempre più consapevoli perché basate sull’analisi di dati, gestendo in maniera efficiente una serie di procedimenti amministrativi. Progettare, sviluppare e sperimentare soluzioni di intelligenza artificiale, purché etiche progettate in modo sicuro e con sempre al centro l’uomo e i suoi valori, e applicarle ai procedimenti amministrativi significa dare attuazione moderna ai principi costituzionali che vogliono un’amministrazione efficiente. Non è qualcosa che si possa scegliere se fare o non fare, è qualcosa che si deve fare e che può avere grandi ricadute positive sulla vita di tutti i giorni dei cittadini”, ha dichiarato la Pisano.

La collaborazione nata con il protocollo prevede:

  • la definizione di una metodologia di valutazione che possa garantire, durante le fasi di progettazione, sviluppo e implementazione, l’utilizzo sostenibile dell’IA nei servizi pubblici, nel rispetto dei nostri valori costituzionali;
  • la stesura di una proposta di “codice di conformità” per l’implementazione dell’IA nel settore pubblico o in quello privato, anche in vista della definizione di un sistema di certificazione di sostenibilità etica e giuridica;
  • la definizione di un piano di formazione per il personale docente delle scuole, su concetti basilari e metodi dell’IA, partendo dall’analisi dei benefici e dei rischi, fino alle regole di condotta per un’IA “benefica”;
  • la definizione di almeno due progetti, destinati a una possibile sperimentazione, dedicati all’applicazione di IA nei procedimenti amministrativi e giurisdizionali.

Il protocollo avrà durata di un anno. Entro trenta giorni dalla sottoscrizione, le parti costituiranno un gruppo di lavoro composto dai propri rappresentanti.

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