Dai giovani agricoltori agli ecoschemi, le novità sui pagamenti diretti PAC

Fondi europei agricoltura - Photo credit: Foto di Peter H da PixabayLa riforma della Politica agricola comune approvata definitivamente la scorsa settimana dalla penaria del Parlamento europeo introduce una serie di innovazioni relativamente al primo pilastro della PAC.

Agricoltura: via libera del Parlamento UE alla PAC 2023-2027

Con la PAC 2023/2027 l'UE punta su un new delivery model per sostenere reddito, competitività e sostenibilità degli agricoltori. Anzichè concentrarsi sulla conformità alle regole UE, la nuova Politica agricola comune riconosce maggiore libertà agli Stati membri, che dovranno perseguire gli obiettivi comuni attraverso dei Piani strategici nazionali modellati sulle esigenze dei territori e dei diversi modelli di agricoltura e alimentati sia dalle risorse del primo che del secondo pilastro.

Insieme a questa grande novità di impostazione, la riforma della PAC introduce una serie di innovazioni che interessano ad esempio l'architettura verde, con il superamento del greening a favore di un modello basato su una condizionalità obbligatoria rafforzata e su pagamenti facoltativi per gli agricoltori (nell'ambito di regimi di aiuto che sono però obbligatori per gli Stati membri) per premiare i comportamenti più virtuosi in termini di sostenibilità ambientale.

Gli ecoschemi, questo il nome dei pagamenti verdi introdotti dalla PAC 2023/27, non rappresentano l'unica novità nel quadro dei pagamenti diretti. Dal capping al sostegno ai giovani agricoltori, le regole cambiano e una guida del Mipaaf ne sintetizza i principali elementi.

Le novità sui pagamenti diretti PAC

In continuità con le precedenti programmazioni, anche la PAC 2023/27 prevede un sistema modulare di concessione dei pagamenti diretti, che parte da un pagamento di base e si arricchisce di ulteriori elementi a seconda alle caratteristiche dell'agricoltore.

Il sostegno al reddito di base per la sostenibilità (BISS) è quindi il primo tassello del sistema e consiste in un pagamento disaccoppiato annuale calcolato sulla superficie a disposizione dell'agricoltore, in sostanza un pagamento ad ettaro uniforme che può essere riconosciuto a qualsiasi "agricoltore in attività", che si tratti di persone fisiche o giuridiche o di gruppi di persone fisiche o giuridiche, a condizione che garantiscano un livello minimo di attività agricola definito dallo Stato membro.

Come in passato, l'Italia continuerà ad applicare il pagamento di base tramite il sistema dei cosiddetti titoli o diritti all'aiuto, per cui a determinare l'entità del pagamento non sono soltanto gli ettari ammissibili, ma anche il valore dei diritti all'aiuto detenuti e il loro numero. Si avranno così importi per ettaro differenziati, che tuttavia andranno progressivamente a uniformarsi coerentemente con le norme in materia di convergenza interna.

Convergenza, capping e degressività degli aiuti

Per il 2023, primo anno di attuazione della riforma della PAC, i diritti al pagamento di base di cui al Regolamento UE n. 1307/2013 saranno automaticamente convertiti in diritti BISS senza necessità di nuova assegnazione, mentre nuovi diritti di pagamento potranno essere ottenuti attingendo dalla riserva nazionale o per trasferimento. Nel 2026, gli Stati membri che non punteranno a una piena convergenza, con diritti all'aiuto di importo uniforme, dovranno assicurare almeno una convergenza parziale, cioè che ogni diritto raggiunga un valore di almeno l'85% dell'importo unitario previsto per quell'anno. I diritti con un valore inferiore all'importo unitario previsto per l'anno di domanda 2026 saranno ritoccati al rialzo e a finanziare l'operazione sarà una riduzione del valore di quelli che invece superano l'importo unitario previsto per il 2026.

Al pagamento di base gli Stati membri potranno poi applicare i meccanismi del capping e della degressività: nel primo caso l'importo massimo erogabile è fissato a 100mila euro, mentre nel secondo è prevista una riduzione massima dell'aiuto dell'85% per gli importi superiori a 60 mila euro, con la possibilità di adottare scaglioni differenziati e progressivamente crescenti e di detrarre il 50% del costo dei salari dal totale prima di applicare la riduzione. In questo modo si valorizza l'attività agricola ad alta intensità di lavoro e si disincentiva il sommerso. Le risorse derivanti dall'applicazione del capping e della degressività possono essere destinate ai pagamenti redistributivi o allo sviluppo rurale.

Pagamenti redistributivi, giovani agricoltori e piccoli agricoltori

Il CRISS, il Sostegno redistributivo complementare del reddito per la sostenibilità, è un nuovo intervento di natura obbligatoria per gli Stati membri, che ha l'obiettivo di mitigare la concentrazione delle risorse a favore delle aziende di maggiori dimensioni. Può essere concesso alle aziende di piccole o medie dimensioni sotto forma di pagamento integrativo per un numero limitato di ettari per azienda (ad esempio 90 euro/ha da 1 a 25 ettari) o di diversi pagamenti integrativi per diverse fasce di ettari di un'azienda (es. 100 euro/ha da 1 a 15 ha e 75 euro da 16 a 25 ha). Gli Stati membri come l'Italia che utilizzano i diritti all'aiuto possono ricoscere il CRISS agli agricoltori che detengano più ettari ammissibili rispetto ai diritti anche con riferimento agli ettari ammissibili "in eccesso".

Un ulteriore sostegno supplementare è destinato ai capi azienda di età massima compresa tra 35 e 40 anni, a seconda della scelta dello Stato membro. Il pagamento giovani agricoltori è concesso in forma di aiuto forfettario o sulla base degli ettari, per un importo pari ad almeno il 3% del massimale per i pagamenti diretti. Nei Piani strategici nazionali i 27 sono tenuti a dettagliare gli ulteriori requisiti di accesso, in particolare per quanto riguarda la formazione e le competenze del giovane agricoltore.

Quanto al pagamento piccoli agricoltori, viene confermato - come importo forfettario disaccoppiato o come aiuto per ettaro in sostituzione di gli altri pagamenti diretti - fino a un massimo di 1.250 euro, ma non è più esente dalla condizionalità. I piccoli agricoltori dovranno rispettare i vincoli ambientali rafforzati dalla riforma, potendo beneficiare, a scelta degli Stati membri, di un sistema di controlli semplificato; saranno invece esclusi dagli eco-schemi.

Incentivi alla sostenibilità ambientale tramite gli eco-schemi

Tra i principali nodi del negoziato tra Parlamento UE e Consiglio che ha condotto all'assetto definitivo della riforma, i regimi per il clima e l’ambiente o eco-schemi sono pagamenti aggiuntivi correlati all'attivazione di una serie di pratiche agricole benefiche per il clima, l'ambiente e il benessere degli animali e destinate a contrastare la resistenza antimicrobica. Si tratta quindi di un meccanismo premiale a favore degli agricoltori che si impegnano ad andare oltre la condizionalità ambientale rappresentata dai criteri di gestione obbligatori (CGO) e dalle norme benefiche per il clima e l'ambiente (BCAA) di base, nonché di tutti gli altri requisiti obbligatori pertinenti stabiliti dal diritto nazionale e dell'Unione, attivando pratiche e modelli di agricoltura sostenibile individuati dal Piano strategico nazionale.

A titolo degli ecoschemi, che restano obbligatori per gli Stati membri, ma facoltativi per gli agricoltori, sarà possibile ottenere un aiuto annuale in forma di supplemento al BISS o una compensazione per i costi supplementari sostenuti e per il mancato guadagno derivante dagli impegni assunti.

Al finanziamento degli ecoschemi dovrà essere destinato almeno il 25% della dotazione dei pagamenti diretti (con facoltà per gli Stati membri di alzare il plafond fino al 30%), mentre ai pagamenti agro-climatico-ambientali e alle misure per il benessere animale dei PSR dovrà andare almeno il 35% delle risorse del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)

Il pagamento accoppiato nella riforma PAC

Una quota del 13% del budget dei pagamenti diretti, che sale al 15% se l'ulteriore 2% è destinato alle colture proteiche, può invece finanziare il sostegno accoppiato al reddito, pagamenti rivolti a settori, produzioni o tipi di agricoltura che hanno bisogno di un supporto per gestire specifiche difficoltà e migliorare in competitività, sostenibilità e qualità.

I pagamenti accoppiati sono erogati annualmente per ettaro o capo di bestiame e la loro destinazione è stabilita dagli Stati membri nei rispettivi Piani strategici nazionali. Tra i settori potenzialmente interessati rientrano cereali, riso, latte e prodotti lattiero-caseari, barbabietola, canna e cicoria da zucchero, prodotti ortofrutticoli e olio di oliva.

Per approfondire: Agricoltura: verso il Piano strategico PAC dell'Italia

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