Covid-19: gli Stati membri sfruttano la flessibilita' sui fondi europei

Commissaria Ferreira - Copyright: European Union 2020 - Photographer: Dati BendoLa Commissione europea fa il punto sui primi risultati dei pacchetti Coronavirus Response Investment Initiative (CRII e CRII Plus), lanciati a partire da aprile per rendere più flessibili le regole UE e permettere agli Stati membri di sfruttare i fondi europei per finanziare interventi urgenti collegati alla pandemia da Covid-19.

La Politica di Coesione nel MFF 2021-27

I paesi dell'UE stanno facendo buon uso della maggiore flessibilità concessa dalla Commissione europea nella spesa dei fondi europei, e in particolare dei finanziamenti della Politica di Coesione. E' il risultato della prima valutazione provvisoria del modo in cui gli Stati membri si sono avvalsi delle regole straordinarie per l'uso dei fondi UE adottate da Bruxelles in risposta alla pandemia attraverso i pacchetti Coronavirus Response Investment Initiative (CRII) e Coronavirus Response Investment Initiative Plus (CRII+)

Flessibilità per sfruttare i fondi europei in risposta al Covid

Attraverso i pacchetti CRII e CRII Plus, la Commissione europea ha permesso agli Stati membri di mobilitare rapidamente i fondi strutturali europei della Politica di Coesione, ma anche il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) e il Fondo per gli aiuti europei agli indigenti (FEAD).

Sul fronte della Politica di Coesione, i Paesi UE sono stati autorizzati a riprogrammare i Programmi operativi del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e del Fondo sociale europeo (FSE) trasferendo le risorse da un Programma all'altro e da un Fondo all'altro, anche superando i vincoli di concentrazione tematica e applicando un tasso di cofinanziamento UE del 100%, per spese connesse al settore sanitario, al sostegno alle PMI e al mantenimento dell'occupazione.

I risultati dei pacchetti CRII e CRII+

Secondo i primi dati divulgati dalla Commissione, dall'adozione della prima proposta CRII, ad aprile, gli Stati membri hanno mobilitato con una velocità senza precedenti enormi quantità di risorse della Politica di Coesione per combattere la crisi del Coronavirus. Grazie ai pacchetti CRII e alla modifica delle procedure interne della Commissione per consentire un trattamento rapido di tutte le richieste, le modifiche ai Programmi cofinanziati dai fondi UE possono essere introdotte e rese operative a velocità record.

Finora, 26 paesi dell'UE e il Regno Unito hanno fatto uso delle misure di flessibilità previste dai pacchetti CRII e 18 Paesi hanno già adeguato di conseguenza i loro Programmi operativi cofinanziati dai fondi europei. Ci sono 88 richieste di modifica dei Programmi collegate al Coronavirus già confermate e molti altre arriveranno nelle prossime settimane, fa sapere la Commissione.

Coronavirus Response Investment Initiative - Photo credit: European Commission

Dati che mostrano come “i pacchetti dell'Iniziativa di investimento di risposta al Coronavirus siano un aiuto molto necessario per i nostri Stati membri. Hanno fornito i mezzi legali ai Paesi UE per riadattare i loro piani di investimento e mobilitare rapidamente i finanziamenti dell'Unione per le aree più bisognose, come la sanità, il sostegno all'occupazione e alle PMI”, ha dichiarato la commissaria per la Coesione e le riforme, Elisa Ferreira.

La Commissione dovrebbe pubblicare una relazione sui risultati dei pacchetti CRII nell'ottobre 2020. L'utilizzo flessibile delle risorse della Politica di Coesione per interventi collegati alla risposta alla pandemia proseguirà anche con REACT-EU, il programma ponte tra l'attuale programmazione dei fondi europei e quella che relativa ai fondi SIE 2021-27, che mette a disposizione 55 miliardi di euro per le regioni e i settori più colpiti dal Covid. Anche in questo caso sono previste procedure semplificate e la possibilità di trasferire risorse tra fondi e tra categorie di regioni, oltre a un prefinanziamento iniziale al 50%, così da rendere disponibile liquidità sufficiente per erogare rapidamente gli aiuti all'economia reale.

In Italia riprogrammazione fondi UE a quota 10,4 miliardi

A beneficiare della maggiore flessibilità concessa da Bruxelles anche l'Italia, per cui la Commissione cita gli esempi delle Regioni Emilia-Romagna e Toscana, le prime in Europa ad usufruire della Coronavirus Response Investment Initiative. Attraverso la riprogrammazione dei rispettivi POR FESR per un totale di circa 30 milioni di euro, infatti, l'Emilia-Romagna può finanziare un bando per la realizzazione di servizi e prodotti innovativi da sviluppare nel breve termine per affrontare il Covid, mentre la Toscana sostiene l'accesso al credito delle PMI alle prese con crisi di liquidità a causa della fase di incertezza economica.

Più in generale gli accordi tra il Ministero per il Sud, i ministri titolari dei PON e i governatori regionali responsabili dei POR – alcuni dei quali già deliberati dal CIPE - hanno permesso di riprogrammare finora 10,4 miliardi di euro tra fondi strutturali e cofinanziamento nazionale.

> Per approfondire: Come funziona la riprogrammazione dei fondi UE

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