Il Sud e la Coesione territoriale: cosa c'è nel dl rilancio per il Mezzogiorno

Dl rilancio: le misure per il SudIl Sud non dovrà pagare il prezzo di questa crisi da Covid-19. A confermarlo il decreto rilancio, ufficialmente in vigore, con al suo interno un ventaglio di misure a sostegno della coesione territoriale per fronteggiare la crisi e preparare la ripartenza. Tra i pilastri a sostegno del Mezzogiorno: riprogrammazione del Fondo europeo di Sviluppo e Coesione, credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo, sostegno a nuove imprese con Resto al Sud.

Cosa prevede il decreto rilancio

Approvato dal Consiglio dei ministri, firmato dal presidente della repubblica Sergio Mattarella, poi approdato in Gazzetta Ufficiale, il testo del decreto rilancio mette nero su bianco tutte le misure messe in campo dal Governo per la ripresa dell'economia italiana dopo l'emergenza coronavirus.

Nella maxi-misura da 55 miliardi di euro si fa chiarezza anche su una serie di provvedimenti dedicati al Mezzogiorno, per sanare le sue fratture, colmare i divari sociali e territoriali.

Il Sud e la Coesione

Il decreto considera la possibilità di riprogrammare il Fondo Sviluppo e coesione, nel rispetto del riparto territoriale, con maggiore semplicità. 

Coerentemente a quanto stabilito con le importanti modifiche ai regolamenti europei relativi ai Fondi Strutturali e di Investimento (SIE), si apre la possibilità di impiegare le risorse del fondo per misure finalizzare a fronteggiare l'emergenza sanitaria, economica e sociale conseguente alla diffusione del Covid-19.

Ministero per il Sud e la Coesione territoriale

Sempre grazie alle integrazioni sul tema Fondi SIE, sarà possibile riprogrammare anche altri fondi europei non spesi per scuola, sanità, digitale, sostegno a imprese, famiglie, fasce vulnerabili e terzo settore, sempre nei limiti del riparto territoriale. 

L'articolo 242 del dl rilancio definisce la possibilità di applicare un tasso di cofinanziamento del 100% alle spese dichiarate nelle domande di pagamento nel periodo contabile che va dal 1 luglio 2020 al 31 giugno 2021. Le risorse erogate dall'Unione europea a rimborso delle spese rendicontate per le misure emergenziali sono riassegnate alle stesse Amministrazioni che hanno proceduto alla rendicontazione, fino a concorrenza dei rispettivi importi, per essere destinate alla realizzazione di programmi operativi complementari, vigenti o da adottarsi. 

L'obiettivo della riprogrammazione è liberare spazi e risorse al fine di rendicontare e certificare le spese dell'emergenza anche attraverso il tasso di cofinanziamento UE.

Credito d'imposta per ricerca e sviluppo 

La misura prevede la maggiorazione, nelle regioni del Mezzogiorno e per gli investimenti afferenti a strutture produttive nelle regioni stesse, del credito d'imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo inclusi i progetti di ricerca e sviluppo in materia di Covid-19. L'aumentato previsto va:

  • dal 12% al 25% per le grandi imprese che occupano almeno 250 persone, il cui fatturato annuo è almeno pari a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio è almeno pari a 43 milioni di euro,
  • dal 12% al 35% per le medie imprese, che occupano almeno 50 persone e realizzano un fatturato annuo di almeno 10 milioni di euro,
  • dal 12% al 45% per le piccole imprese che occupano meno di 50 persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro.

La maggiorazione dell'aliquota del credito d'imposta si applica nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, relativo ad "Aiuti ai progetti di ricerca e sviluppo". 

La misura potrà rivolgersi a progetti che comprendano una delle seguenti categorie: ricerca fondamentale, ricerca industriale, sviluppo sperimentale.

Chiarimenti sul credito d'imposta Mezzogiorno

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Piano Sud 2030: come rilanciare gli investimenti in ricerca e innovazione

Coronavirus e Resto al Sud

Al fine di salvaguardare la continuità aziendale e i livelli occupazionali delle attività finanziate dalla misura agevolativa Resto al Sud, i fruitori di questo incentivo possono accedere, nei limiti delle risorse disponibili, ad un contributo a fondo perduto a copertura del loro fabbisogno di circolante, il cui ammontare è pari a:

  • 15mila euro per le attivita di lavoro autonomo e libero-professionali esercitate in forma individuale;
  • 10mila euro per ciascun socio, fino ad un importo massimo di 40mila euro per ogni impresa.

Per accedere al contributo, i liberi professionisti, le ditte individuali e le società, ivi incluse le cooperative, devono rispettare alcuni parametri. Tra questi:

  • aver completato il programma di spesa finanziato dalla suddetta misura agevolativa;
  • essere in possesso dei requisiti attestanti il corretto utilizzo delle agevolazioni; 
  • avere adempiuto, al momento della domanda, agli oneri di restituzione delle rate del finanziamento bancario.

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Fondo sostegno aree interne e aiuti al Terzo settore

Con risorse a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione sono concessi contributi volti al sostegno del Terzo settore nelle Regioni del Mezzogiorno, al fine  di rafforzare l'azione a tutela delle fasce più  deboli della popolazione a seguito dell'emergenza epidemiologica da coronavirus.

Lo stanziamento complessivo per la misura è pari ad 120 milioni di euro per l'anno 2020, di cui 20 milioni riservati ad interventi per il contrasto alla povertà educativa, e a 20 milioni di euro per l'anno 2021.

Il contributo è concesso in forma di sovvenzione diretta per il finanziamento dei costi ammissibili e a seguito di selezione pubblica nel rispetto dei principi di trasparenza e parità di trattamento.  

Infine, il decreto definisce l'incremento del Fondo a sostegno delle aree interne, con un aumento pari a 60 milioni di euro per l'anno 2020, a 30 milioni di euro per l'anno 2021 e a 30 milioni di euro per l'anno 2022. L'obiettivo è consentire ai Comuni presenti nelle aree interne di far fronte alle maggiori necessità di sostegno del settore artigianale e commerciale conseguenti al manifestarsi dell'epidemia da Covid-19. 

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