Decreto rilancio: cosa c'è per l’export?

Coronavirus: Decreto maggio le misure per l'exportPer sostenere l’internazionalizzazione, il dl rilancio aumenta le risorse per l’export e, per quanto riguarda i contributi alle imprese, sospende il “de minimis” e permette di raddoppiare i massimali di finanziamento erogati dal Fondo 394-81.

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Nel decreto rilancio trova posto anche un nuovo pacchetto di misure per l’export, incentrato su un incremento dei fondi destinati  all’internazionalizzazione, su un aumento dei massimali dei contributi concedibili e su un ampliamento sostanziale della platea di imprese che ne possono beneficiare grazie alla sospensione del “de minimis”.

Più soldi al Fondo Simest e al Fondo di promozione integrata

Sul primo fronte, quello delle risorse, il dl rilancio incrementa le dotazioni dei due fondi attraverso i quali il governo intende far passare il sostegno per la proiezione delle imprese italiane sui mercati esteri.

L’Art. 48 del decreto, infatti, stanzia 250 milioni di euro in più per il Fondo di promozione integrata, il fondo creato dal Cura Italia e che adesso arriva ad avere una dotazione complessiva di 400 milioni di euro.

A questo si aggiunge poi un aumento anche della dotazione del Fondo rotativo 394-81 gestito da Simest, per il quale vengono stanziati 200 milioni di euro in più. Nuova linfa, quindi, per uno strumento che negli anni si è dimostrato capace di venire incontro alle richieste delle imprese e che ormai è ben conosciuto da quella parte di tessuto produttivo italiano che opera anche all’estero.

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Contributi più alti e partecipazione più estesa delle imprese

Il sostegno all’internazionalizzazione, però, non si limita all’aumento dei soldi disponibili. Con il decreto rilancio, infatti, il governo sfrutta anche le possibilità offerte dal quadro temporaneo europeo sugli aiuti di stato, prevedendo la possibilità di elevare fino al doppio i limiti massimi dei finanziamenti agevolati a valere sul Fondo 394-81.

Il decreto, inoltre, interviene anche sul c.d. “de minimis”, cioè quel regime di aiuti di piccola entità che possono essere concessi alle imprese senza violare le norme sulla concorrenza e che prevede, però, un tetto massimo di 200mila euro nell’arco di tre anni. Un regime, quindi, che è sicuramente vantaggioso per le imprese ma che, in questa fase storica segnata dalla pandemia, rischia di tagliare fuori dagli aiuti varati per affrontare la crisi tutte quelle imprese che hanno già raggiunto il tetto dei 200 mila euro. Per evitare ciò, il decreto ha disposto:

  • Da un lato la cancellazione del “de minimis” dalle condizioni previste dal Fondo di promozione integrata per concedere contributi a fondo perduto;
  • Dall’altro la sospensione temporanea del “de minimis” (fino al 31 dicembre 2020) per quanto riguarda  i finanziamenti agevolati, i co-finanziamenti e le garanzie concesse dal Fondo 394-81.

In questo modo, quindi, il dl rilancio amplia sostanzialmente la platea di imprese che possono beneficiare degli strumenti varati dal governo per sostenere l'internazionalizzazione del nostro tessuto produttivo, in un momento particolarmente complesso.

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Come cambia il Fondo 394-81

Il perno su cui, comunque, il governo intende far ruotare il sostegno all’export resta in definitiva il Fondo Simest, sul quale recentemente il sottosegretario agli esteri Manlio Di Stefano ha annunciato che è in dirittura d’arrivo il decreto attuativo (previsto dal dl crescita lo scorso anno). 

Una volta approvato il decreto, il Fondo rotativo amplierà il proprio range d’azione, includendo anche interventi all’interno dei mercati UE (e non più solo quelli extra comunitari). Le altre novità sarebbero poi:

  • La possibilità di accedere ai finanziamenti agevolati anche per le imprese a media capitalizzazione (le c.d mid-cap), quelle cioè con 250-3mila dipendenti;
  • Una riformulazione dei requisiti di fatturato estero minimo per accedere ai finanziamenti agevolati;
  • La possibilità per le imprese più grandi (quelle con oltre 3mila dipendenti) di accedere alle agevolazioni per il marketing e la promozione del marchio italiano attraverso la partecipazione a fiere internazionali, incluse quelle che si svolgono in Italia.

A beneficiare delle nuove misure ancorate al Fondo rotativo dovrebbero essere anche le fiere. L’approvazione delle disposizioni attuative del decreto crescita 2019, infatti, porterà un beneficio anche a questi player, dato che una delle grandi novità varate l’anno scorso è stato proprio l’inserimento delle fiere internazionali che si svolgono in Italia, tra le manifestazioni fieristiche per le quali le imprese possono chiedere un credito d’imposta del 30% a valere sul Fondo.

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