Coronavirus: i contributi delle Regioni per famiglie e imprese

Coronavirus: Misure Regioni per imprese e famiglie: Photocredit: Gerd Altmann da PixabayMentre a livello nazionale il Governo continua ad aggiornare le misure a sostegno di imprese, lavoratori e famiglie colpiti dall'emergenza Coronavirus, anche le Regioni scendono in campo con bandi, incentivi e contributi per smart working, bonus baby sitter, didattica online, credito alle imprese e ammortizzatori sociali. Le ultime novità riguardano Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Puglia e Sicilia.

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Per ridurre i danni causati dal Coronavirus a imprese e cittadini non ci sono solo le misure del Governo centrale. In questi giorni, infatti, anche un numero crescente di regioni sta mettendo in campo una serie di misure per sostenere imprese e famiglie alle prese con i danni causati dall'emergenza Covid-19. Ecco quali sono.  

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Abruzzo: Pacchetto da 100 milioni per imprese e famiglie

Il 2 aprile la Regione Abruzzo ha approvato un Pacchetto di misure da 100 milioni di euro per sostenere imprese e famiglie che stanno subendo i danni causati dall’epidemia da Coronavirus. Tra le principali misure figurano:

  • 20 milioni di euro per l’immediato pagamento degli stati di avanzamento lavori gestiti da Regione, Province e Comuni, stanziati grazie alla collaborazione con Cassa depositi e prestiti;
  • 13 milioni per la costituzione di un fondo perduto per le micro, piccole e medie imprese
  • 10 milioni per la sospensione dei canoni dei consorzi di bonifica
  • 6,3 milioni di euro per sostenere le micro, piccole e medie imprese per investimenti fatti o da fare a seguito della riconversione dell’attività per l’emergenza; 
  • 5 milioni per la sospensione dei canoni consortili delle imprese (Arap);
  • 5,5 milioni per finanziamenti di progetti di sviluppo per le graduatorie già in essere;
  • La sospensione di tutta una serie di tributi e canoni, inclusi i pagamenti dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica delle ATER;
  • 5 milioni per l’erogazione di contributo per l’acquisto di beni di prima necessità ai nuclei familiari, fino ad un massimo di 1.000 euro.

Il 30 marzo la Regione Abruzzo, i rappresentanti delle associazioni datoriali e dei sindacati hanno sottoscritto l'Accordo quadro per l'erogazione della cassa integrazione in deroga. Per la presentazione delle domande alla Regione Abruzzo, sarà obbligatorio utilizzare un’apposita procedura informatica che verrà messa a disposizione dalla Regione. La registrazione e l’accesso a tale procedura sarà consentito esclusivamente attraverso l’utilizzo di una identità digitale SPID.

Tre altre misure finora attive ce ne è anzitutto una che prevede una moratoria sui finanziamenti regionali concessi. In particolare, dopo avere pubblicato l’ordinanza n. 9 del 18 marzo 2020 per la “Sospensione dei termini di pagamento delle rate dei mutui/prestiti facenti capo alle società in-house Abruzzo Sviluppo e FiRA”, la Regione rende note le modalità operative per accedere a questa possibilità. 

In particolare l’ultimo aggiornamento riguarda le istruzioni per chiedere la sospensione dei mutui erogati da FIRA. L’Ordinanza infatti accorda la possibilità, per i titolari di questi mutui ipotecari, di sospendere le rate di mutuo fino alla cessazione dello stato di emergenza, ovvero fino al 30 settembre 2020. I soggetti interessati possono presentare istanza tramite PEC scrivendo a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per quanto riguarda invece i mutui concessi da Abruzzo Sviluppo, le imprese interessate alla sospensione possono fare domanda alla società che ne verificherà la regolarità. Possono infatti beneficiare della sospensione e di un corrispondente allungamento della durata dei piani di ammortamento, solo i soggetti in regola con i pagamenti (ma anche chi regolarizza la propria posizione prima della presentazione della richiesta, inclusi coloro che a seguito di provvedimenti di revoca hanno già sottoscritto un nuovo piano di rientro e fatta eccezione per coloro che non intendano avvalersi della sospensione). La sospensione, lo ricordiamo:

  • Riguarda il rimborso dei prestiti che è sospeso a partire dalla rata del mese di marzo 2020 e fino alla data del 30 settembre 2020;
  • Opera fino al 30 settembre 2020 e coinvolge tutti i termini perentori in corso posti a carico dei soggetti beneficiari dei prestiti con scadenza dal 1 marzo 2020;
  • Durante il periodo di sospensione dei pagamenti non sarà applicato alcun tasso di interesse.

Per quanto riguarda la società regionale FIRA, invece, è sospeso fino al 30 giugno il pagamento delle rate da parte delle imprese abruzzesi (in base alla L.R. 16/2002).

Ma per venire incontro alle necessità delle imprese, la Regione Abruzzo - come molte altre regioni italiane - ha deciso anche di prorogare i bandi finanziati con i fondi POR FESR, incluso quello da 5,6 milioni di euro per sostenere investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili (Azione 3.1.1) e quello da 3 milioni che sostiene l’inserimento dei ricercatori nelle imprese per favorire le attività di R&S a livello aziendale (Azione 1.1.1). 

Soluzioni analoghe si stanno pensando anche per il comparto cultura dove si punta sull’accelerazione delle attività di rendicontazione delle domande relative al 2019 afferenti alla L.R. 55/13 (che finanzia eventi nel settore cultura) e alla L.R. 46/14, ma anche alla rapida pubblicazione dei nuovi bandi 2020.    

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Basilicata: Arriva la Social Card Covid-19

Con Delibera del 27 marzo, la Regione Basilicata ha lanciato il “Fondo Social Card Covid-19”, per sostenere le famiglie in difficoltà economica a causa dell’epidemia. Il Fondo ha una dotazione di 2,5 milioni di euro e garantisce un contributo a famiglia fino a 800 euro con cui acquistare generi di prima necessità. Più nello specifico le risorse saranno gestite  dai Comuni che potranno erogare buoni spesa alle persone in difficoltà, oppure distribuire direttamente i prodotti alle famiglie. Possono accedere alla “Social Card Covid-19” le persone:

  • Con residenza nel comune in cui viene presentata la richiesta;
  • In possesso di un titolo di soggiorno, se cittadini stranieri;
  • In stato di bisogno accertato dai servizi sociali;
  • Privi di reddito dal 1° gennaio 2020 e non beneficiari di altre forme di sostegno (fatto salvo situazioni eccezionali).

Sul fronte lavoro, invece, le imprese danneggiate dal Coronavirus, possono presentare domanda di cassa integrazione in deroga a partire dall’8 aprile. Le richieste vanno presentate esclusivamente online, tramite il sito www.lavoro.basilicata.it.

Per quanto riguarda le imprese, invece, la Regione Basilicata ha varato quattro misure per sostenere le imprese, ma anche i lavoratori, nell’affrontare la crisi generata dall’epidemia.

La prima riguarda il differimento dei termini per gli investimenti cofinanziati dalla Regione e la sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti agevolati concessi dal Micro Credito.

E’ stato inoltre istituito il Fondo "Piccoli prestiti per il sostegno e il rafforzamento delle micro imprese lucane" da 9 milioni di euro, che ha l’obiettivo di contrastare il credit crunch verso questa tipologia di imprese. In particolare il Fondo concede un finanziamento (in parte a tasso zero e in parte a tasso agevolato) a favore di microimprese già esistenti ed attive che hanno difficoltà di accesso ai canali tradizionali del credito per ottenere liquidità per: 

  • Realizzare nuovi progetti; 
  • Espandere l’impresa; 
  • Rafforzare le sue attività generali compreso operazioni sul circolante.

Al Fondo possono accedere le microimprese, i lavoratori autonomi ed i liberi professionisti, operanti in tutti i settori produttivi (industria, turismo, commercio, artigianato, servizi, socio sanitari -assistenziali, agroindustriali). 

Inoltre la Basilicata, come già fatto da altre Regioni, ha pubblicato un bando da 3 milioni di euro per sostenere lo smart working delle imprese, incluse quelle di grandi dimensioni.

Infine la Regione ha aderito all“Accordo per il credito 2019” sottoscritto a novembre 2019 dall’ABI e dalle principali Associazioni Imprenditoriali, che sospende o allunga il pagamento delle rate di mutuo attivate dalle PMI verso le banche, su investimenti cofinanziati da strumenti di incentivazione regionale.

Queste misure, si sommano al “Fondo sostegno all’occupazione delle imprese cooperative” da 3,8 milioni di euro, stabilito con determina del 17 marzo. Grazie al Fondo le imprese cooperative possono ricevere finanziamenti fino a 350mila euro con cui - tra le altre cose - acquistare merci o nuovi macchinari, pagare utenze, pubblicità, polizze assicurative o formazione. Le domanda potranno essere inviate via PEC dal 16 aprile.   

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Calabria: Cassa integrazione in deroga, domande dal 2 aprile

Il 1° aprile la Regione Calabria ha varato “Riparti Calabria”, un Fondo da 150 milioni per sostenere le imprese calabresi colpite dalla crisi economica legata all’emergenza coronavirus. Grazie al Fondo, infatti, le piccole imprese e i professionisti a partita IVA potranno ricevere un sostegno che oscilla tra i 10 mila e i 400 mila euro, con cui assicurare la liquidità necessaria all’azienda.

Sul versante lavoro, invece, è possibile presentare la domanda di cassa integrazione in deroga (CIGD) a partire dal 2 aprile. Le domande vanno trasmesse per via telematica all’indirizzo PEC Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . L’avvio della raccolta fa seguito alla firma dell’accordo quadro tra Regione e parti sociali del 24 marzo scorso. Il decreto Cura Italia - lo ricordiamo - mette a disposizione delle imprese calabresi poco più di 39 milioni di euro.

Oltre al Fondo ““Riparti Calabria”, per sostenere le imprese, la Regione ha messo in campo anche un provvedimento per sostenere la liquidità delle imprese. La Giunta regionale, infatti, ha deliberato la sospensione fino al 30 settembre 2020 del pagamento delle rate di rimborso dei finanziamenti concessi dalla Regione, a valere sui seguenti Fondi che erogano prestiti alle imprese: Fuif e Frif, Fondo regionale occupazione e inclusione (Foi), Fondo unico per l’occupazione e la crescita (Fuoc) e Fondo Garanzia Microcredito. 

La Calabria ha inoltre disposto la sospensione (dal 31 gennaio 2020 al 30 settembre 2020) dei termini previsti dai bandi per la realizzazione degli investimenti, per il loro completamento e per la rendicontazione finale. 

Sono sospesi, infine, i termini per la presentazione delle domande di agevolazione relative al Fondo per il sostegno all’Artigianato.  

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Campania: si punta su liquidità, fondi alla ricerca e aiuti alle famiglie

Aumentano le iniziative promosse dalla Regione Campania a sostegno di famiglie, imprese, ricerca e sociale.

Sul primo fronte, la Regione ha programmato 7 milioni di euro (eventualmente integrabili) per sostenere le famiglie campane nell’accudimento dei figli con meno di 15 anni.  

Per quanto riguarda la liquidità degli operatori, invece, la Regione intende sostenere l’immissione nel circuito economico di tutte le risorse possibili. Per questo sono state adotatte procedure semplificate di liquidazione, per il pagamento di quelle imprese che stanno eseguendo lavori, forniture e/o servizi finanziati direttamente o indirettamente dalla Regione.

Inoltre sarà concesso più tempo per gli adempimenti e per l’esecuzione dei progetti finanziati con i fondi UE e non, disponendo una generale sospensione dei termini temporali di attuazione di tutti i procedimenti amministrativi e prorogando i termini:

  • In scadenza di adempimenti a carico dei Beneficiari, nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 15 aprile 2020;
  • Di scadenza per tutti gli Avvisi in corso al 15 maggio 2020;
  • Di esecuzione delle operazioni ammesse a finanziamento di 60 giorni, in linea con gli indirizzi nazionali e comunitari. 

Sul fronte lavoro, invece, il 19 marzo la Regione ha siglato con sindaci e organizzazioni imprenditoriali l’Accordo quadro per la cassa integrazione in deroga, definendo le modalità di presentazione delle domande a beneficio dei lavoratori dipendenti di unità produttive ubicate in Campania.

Ma per venire incontro a imprese e cittadini, gli interventi previsti dalla Regione vanno ad incidere anche sulla versante fiscale. La Regione, infatti, ha sospeso le tasse per i contribuenti residenti o aventi sede legale o operativa nel territorio regionale. In particolare la sospensione che:

  • Va dall'8 marzo al 31 maggio 2020, riguarda le attività di accertamento e controllo in riferimento ai seguenti tributi: Tassa automobilistica, IRBA, IRESA, ARISGAN, TSDD e Tassa abilitazione professionale (incluse le attività relative ad atti e provvedimenti cautelari ed esecutivi da parte di R.T.I. Municipia S.p.A./ABACO S.p.A). 
  • Coinvolge anche i versamenti delle rate relative alle ingiunzioni in scadenza il 31 marzo, il 30 aprile e il 31 maggio 2020, senza che il contribuente incorra nella decadenza automatica della rateizzazione.

Per contrastare l’epidemia, invece, la Campania ha varato due iniziative:

  • Un bando da 2 milioni di fondi FESR, che mira a potenziare le attività di ricerca volte al contenimento dell’epidemia. Grazie al bando, infatti, la Regione intende raccogliere soluzioni scientifiche e tecnologiche innovative che possano contrastare la grave emergenza sanitaria causata dal Coronavirus.
  • Un avviso rivolto alle aziende disponibili alla produzione di mascherine secondo gli standard definiti dal Decreto Cura Italia. In questo modo si è stata creata una lista di disponibilità delle aziende produttrici che possono essere contattate da chiunque ne faccia richiesta. La lista è disponibile e scaricabile da questo sito.

Sul fronte dei servizi socio-assistenziali, invece, la Campania ha anticipato oltre 15,2 milioni di euro a favore degli Ambiti Territoriali o/e ai Consorzi per assicurare la prestazione dei servizi sociali, con priorità ai soggetti con disabilità e agli anziani.

Infine sul fronte della didattica online, la Regione Campania ha lanciato l’iniziativa “Smart School” che ha l’obiettivo di sostenere le scuole nella complessa evoluzione verso la didattica online. Grazie alla sinergia tra l’Università di Napoli, Cisco e la Apple Academy, infatti, è stata create Webex, una piattaforma che consente a migliaia di classi di svolgere attività didattiche a distanza. La piattaforma è utilizzabile da ogni dispositivo, computer, smartphone e tablet e rappresenta uno strumento per aiutare le scuole e gli studenti a superare questa fase di emergenza epidemiologica dovuta al Coronavirus.​ Per gli insegnanti interessati, è previsto un supporto volontario da remoto offerto dai docenti, i mentor e gli studenti del gruppo che ha creato la piattaforma, in modo da assicurare il corretto svolgimento della didattica a distanza. 

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Emilia Romagna: bando da 2 milioni per lo smart working dei Comuni

Dal 3 aprile si apre il bando da 2 milioni di euro con cui i Comuni emiliano-romagnoli potranno sostenere la transizione a modalità di lavoro agile per i propri dipendenti. Grazie ai fondi, infatti, le amministrazioni comunali potranno acquistare piani di avvio e consolidamento dello smart working, grazie soprattutto a iniziative di formazione per dipendenti e dirigenti. La misura consentirà inoltre di reperire tecnologie evolute per sostenere questo processo di trasformazione digitale e organizzativa della PA.

Il 31 marzo, invece, la Regione Emilia Romagna ha firmato un accordo con banche e sindacati per la liquidazione anticipata degli ammortizzatori sociali ai lavoratori di aziende in difficoltà a causa del Coronavirus, in attesa che arrivi l’assegno dell’Inps. In particolare la misura è rivolta alle aziende in crisi che hanno attivato gli ammortizzatori sociali e non hanno le condizioni per anticipare ai lavoratori il sostegno al reddito: 

  • aziende che affrontano fasi di cessazione di tutta o di parte dell’attività produttiva sul territorio regionale;
  • aziende in situazione di grave dissesto finanziario;
  • aziende che devono sostenere processi di riorganizzazione aziendale;
  • aziende che affrontano una riduzione o cessazione temporanea dell’attività - o abbiano attivato gli ammortizzatori sociali in deroga per il 2020 - a seguito del Coronavirus.

Le banche - su richiesta del lavoratore e previa valutazione del suo merito di credito - concederanno un finanziamento per un massimo di 700 euro al mese per un numero di mensilità pari a: 

  • 9 mesi per Cigs e Cigs per contratti di solidarietà difensivi (fino a 6.300 euro); 
  • 2 mensilità nell’anno solare per Cig in deroga (fino a 1.400 euro); 
  • 3 mensilità per Cigo (fino a 2.100 euro); 
  • 3 mensilità per il Fondo di integrazione salariale (fino a 2.100 euro)

Aiuti coronavirus Emilia-Romagna

Il 30 marzo, inoltre, la Regione Emilia Romagna ha adottato una serie di misure a sostegno delle realtà culturali. In particolare si tratta di:

  • Una serie di modifiche e semplificazioni ai bandi regionali in materia di spettacolo dal vivo e musica;
  • La proroga di sei mesi dei termini per la presentazione di progetti relativi a importanti scadenze come Parma Capitale della Cultura 2020 e le celebrazioni per il 700 anni dalla morte di Dante e del centenario della nascita di Tonino Guerra;
  • La modifica di alcune procedure per accelerare l’erogazione dei contributi agli operatori.

L’intervento a sostegno del settore culturale, si va a sommare ad altre misure adottate dalla Regione, a cominciare da quella per garantire liquidità alle imprese. Stanziati 10 milioni di euro per l’intero sistema delle imprese, a partire dalle PMI, per l’accesso al credito a zero interessi. L’operazione sarà realizzata assieme ai Confidi e sarà in grado di generare investimenti per almeno 100 milioni di euro, con l’obiettivo di garantire liquidità nell’immediato e far ripartire gli investimenti non appena possibile. 

In particolare il bando si rivolge ai Confidi, ai quali verrà trasferito un Fondo da destinare all’abbattimento dei costi sostenuti dalle imprese e dai professionisti che richiedano dei finanziamenti. Il finanziamento massimo di liquidità è di 150mila euro, su cui la Regione interviene per l’abbattimento totale degli interessi e delle spese per la pratica. Le domande per la gestione del Fondo devono essere inviate entro il 6 aprile 2020.

Sul fronte lavoro invece il 21 marzo la Regione, nell’ambito del Patto per il Lavoro, ha firmato con le parti sociali il nuovo accordo sulla cassa integrazione in deroga (CIGD) per recepire quanto previsto dal Decreto Cura Italia che assegna all’Emilia Romagna 110,9 milioni di euro. Con questa nuova intesa, quindi, sale da 4 a 13 settimane il periodo coperto dalla CIGD per i lavoratori emiliani. Il 6 marzo, infatti, Regione e sindacati avevano sottoscritto un primo accordo che stanziava 38 milioni per la CIGD e che andava a coprire il periodo tra il 23 febbraio e il 23 marzo. Adesso quindi, con l’approvazione del Cura Italia, si aggiungono altre 9 settimane e, grazie alla nuova intesa, anche la Regione Emilia Romagna è pronta ad attivare le procedure per permettere alle imprese di accedervi.

Per welfare e famiglie, invece, la Regione ha stanziato una serie di fondi per i Comuni che erogano servizi socio-assistenziali:

  • 12,5 milioni per il Fondo ordinario per i nidi, con cui vengono sostenuti i Comuni nel far fronte alle mancate entrate delle rette, di modo che le famiglie non paghino per i servizi non resi (vista la sospensione dei servizi educativi);
  • Erogazione anticipata di quasi 11 milioni ai Comuni, sempre per l’abbattimento delle rette;
  • L’erogazione di oltre 1,7 milioni di euro del “Fondo Nazionale Povertà per i senza dimora” ai Comuni con oltre 50mila abitanti, per fornire risposte adeguate, durante l’emergenza, anche alle persone senza una casa.

Infine sul fronte della ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del 2012, la Regione ha varato il 20 marzo tre ordinanze con cui:

  • Si prorogano le scadenze relative alla concessione di contributi per la ricostruzione privata (Mude) e per la fine dei lavori delle imprese (Sfinge), che erano state fissate al 31 marzo e che adesso slittano rispettivamente al 30 settembre 2020 e al 30 giugno 2020;
  • Si sospendono i termini per il deposito del SAL e delle relative integrazioni, così come dei termini per i cantieri;
  • Si attuano pagamenti più veloci e certi, con il saldo fino al 90% delle fatture relative ai lavori già realizzati, per garantire alle aziende risorse in un momento di grave crisi.   

> Coronavirus: cosa c'e' per le imprese nel decreto Cura Italia

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Friuli Venezia Giulia: Anticipo della CIG in deroga ai lavoratori

Il 1 aprile anche la Regione Friuli Venezia Giulia ha firmato un accordo con Banca Mediocredito FVG che permette ai lavoratori delle aziende friulane di ricevere in anticipo il trattamento di cassa integrazione in deroga (CIGD). L’intervento del Fondo prevede il rilascio di garanzie fideiussorie alle banche convenzionate a fronte di finanziamenti concessi alla loro clientela per l’anticipazione del trattamento di cassa integrazione in deroga.

Il 13 marzo, invece, la Regione ha approvato un pacchetto di misure a tutto tondo per le imprese danneggiate dal Coronavirus.

Tra i principali interventi figurano anzitutto i finanziamenti agevolati a valere sulle sezioni anticrisi, destinati alle imprese coinvolte nell’emergenza epidemiologica che avranno le seguenti caratteristiche: 

  • I finanziamenti agevolati serviranno per il consolidamento finanziario o il sostegno delle esigenze di credito a breve e medio termine, al fine di ovviare ai danni provocati dal Coronavirus;
  • Potranno essere concessi anche senza l’acquisizione di garanzie reali o fideiussioni bancarie, assicurative o di garanzie rilasciate da confidi o fondi pubblici di gara.

La Regione ha stabilito anche la possibilità di richiedere la sospensione del pagamento della quota capitale delle rate a valere sui fondi di rotazione regionali, per le imprese toccate dalla crisi. In particolare la misura prevede:

  • Che l’operazione di sospensione possa essere effettuata in relazione a rate in scadenza o già scadute;
  • Per usufruire di questa possibilità, le imprese in difficoltà devono fare richiesta di sospensione alla banca convenzionata mutuante, che trasmette all’organo gestore dei fondi la proposta;
  • L’operazione di sospensione non determina l’applicazione di interessi di mora per il periodo di sospensione.

Previsti anche interventi per l’attivazione di garanzie a favore delle imprese coinvolte nella crisi. Su questo fronte la Regione ha stabilito di assegnare ulteriori risorse ai Confidi pari a:

  • 3,8 milioni di euro da destinare alla concessione di garanzie;
  • 200mila euro da destinare, invece, alla concessione delle contribuzioni integrative per l’abbattimento delle commissioni di garanzia.

Per quanto riguarda le imprese dei settori ricettivo, turistico, commercio (e dei servizi connessi) il Friuli concederà contributi (anche in forma di credito di imposta), prevedendo maggiorazioni di intensità contributiva rispetto ai corrispondenti interventi previsti a livello statale. A tal fine le risorse disponibili saranno pari a 7,5 milioni di euro.

Sempre sul fronte del turismo, poi, la Regione ha deciso che i beneficiari dei contributi per la realizzazione di attività di promozione turistica concessi a decorrere dal 15 giugno 2019 e che, a causa dei provvedimenti sul Coronavirus, non si sono più potuti svolgere, possono fruire (previa richiesta motivata) di proroga per la loro realizzazione entro il 31 dicembre 2020. 

La Regione, infine, ha deciso:

  • La proroga del versamento dell’IRAP al 30 settembre 2020;
  • L’abbattimento delle rette a carico delle famiglie per i servizi educativi per la prima infanzia.  

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Lazio: in arrivo 66 milioni a sostegno di famiglie e commercianti per gli affitti

Il 3 aprile la Regione Lazio ha annunciato due nuove misure per sostenere famiglie e negozi nel pagamento dei canoni di locazione. Più nello specifico si tratta di:

  • 43 milioni di euro per il pagamento degli affitti da parte delle famiglie. In particolare la misura prevede 22 milioni per contributi per quelle famiglie che hanno subito una riduzione del 50% del reddito tra il 23 febbraio e il 31 maggio (rispetto al 2019), che non superi i 7mila euro. E 21 milioni per velocizzare l’erogazione dei contributi già messi a bando dai Comuni;
  • 23 milioni di euro per contributi per il pagamento degli affitti da parte di commercianti e artigiani che hanno subito una perdita di fatturato dopo la chiusura dei negozi.

Il 31 marzo, invece, la Regione Lazio ha varato “Pacchetto Spesa”, un'iniziativa da 20 milioni di euro destinati ai Comuni, con cui assegnare alle famiglie economicamente più esposte buoni spesa, pacchi alimentari e medicinali. Fondi regionali che si vanno a sommare ai 40 milioni stanziati dal Governo per un totale di 60 milioni di euro destinati alle fasce più fragili della popolazione laziale.

Oltre al “Pacchetto Spesa”, la Regione sta lavorando anche ad una seconda iniziativa che riguarda sempre la consegna di generi di prima necessità ai cittadini più esposti. Si tratta di un accordo con Comuni, Terzo settore, associazioni di categoria di Commercio e Distribuzione e supermercati, per fornire un servizio gratuito per le fasce più deboli della nostra comunità (anziani, persone non autosufficienti) per la consegna della spesa a domicilio.

Sempre il 31 marzo è stata approvata anche la delibera che prevede la sospensione dei termini di versamento, relativi all’anno tributario 2020, della tassa automobilistica, dell’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili civili (IRESA) e dell’imposta regionale sulla benzina per autotrazione (IRBA). In particolare, la sospensione dei termini di versamento della tassa automobilistica riguarda il periodo compreso tra il 3 marzo 2020 e il 31 maggio 2020. La sospensione dell’IRESA e dell’IRBA è relativa ai mesi di marzo, aprile e maggio 2020.

Aiuti coronavirus Lazio

Per quanto riguarda il lavoro, invece, nel Lazio è già attivo l’accordo quadro sottoscritto con tutte le organizzazioni sindacali e datoriali per definire le linee di intervento della cassa integrazione in deroga (CIGD). Si tratta di un passo indispensabile per accedere ai fondi stanziati dal Dl Cura Italia che al Lazio ha destinato in una prima tranche oltre 144 milioni di euro. 

I contributi della CIGD - lo ricordiamo - riguardano i lavoratori non coperti dagli strumenti ordinari di integrazione salariale e che, alla data del 23 febbraio erano in forza all'azienda. Pertanto alla CICD potranno accedere le imprese appartenenti a ogni settore produttivo e con sede operativa nel Lazio, incluse quelle con meno di cinque dipendenti. Le domande possono essere inviate dal 25 marzo 2020.

Alle misure per il lavoro, si affiancano quelle per le imprese. La Regione Lazio ha approvato un nuovo provvedimento per assicurare liquidità alle imprese e partite IVA in questo momento di difficoltà. Nella delibera viene infatti decisa:

  • Una moratoria per i rimborsi dei crediti concessi dalla Regione tramite i numerosi bandi varati in questi anni. Parliamo del Fondo Rotativo per il Piccolo Credito, di Fondo Futuro, dei prestiti partecipativi a sostegno del circolante e dello Smart Energy Fund. Tutti i beneficiari di questi bandi (con una posizione debitoria “sana”) possono chiedere la sospensione delle rate per massimo di 12 mesi, oppure un allungamento del periodo di ammortamento del finanziamento (per massimo il 100% della durata residua e comunque per non oltre 5 anni);
  • La sospensione, per i vincitori dei bandi FESR, di tutti i termini per gli adempimenti, come quelli per la costituzione delle ATI/ATS, la sottoscrizione degli Atti di Impegno, la realizzazione dei progetti, la richiesta di anticipo e la presentazione della fidejussione e le richieste di Saldo, etc;
  • La proroga di 60 giorni delle scadenze per partecipare a quattro bandi: “DTC-seconda fase”, i due bandi non ancora aperti sull’internazionalizzazione e quello, anch’esso ancora chiuso, per le APEA.

La Giunta della Regione Lazio ha inoltre varato il Piano ProntoCassa da 400 milioni di euro con cui saranno messi in campo interventi a sostegno delle imprese. Ecco come saranno articolate le misure:

  • Attivazione di un “Fondo Rotativo per il Piccolo Credito” di 55 milioni di euro, che sarà operativo entro la prima decade di aprile grazie alla piattaforma “Fare Lazio” gestita da Artigiancassa e Mediocredito Centrale. Il Fondo erogherà prestiti di 10mila euro a tasso zero da restituire in cinque anni (con un anno di preammortamento) per far fronte alle esigenze di liquidità di aziende e partite iva;
  • Attivazione di una provvista BEI di 100 milioni, che sarà messa a disposizione degli istituti di credito del Lazio per generare 200 milioni di prestiti (di importo superiore a 10mila euro) alle imprese, a tasso agevolato (ulteriormente ridotto grazie ad un fondo regionale di 3 milioni con cui garantire l’abbattimento degli interessi). Per accedervi la imprese potranno rivolgersi direttamente alle banche convenzionate (che saranno selezionate entro il 20 aprile), senza passare dalla Regione;
  • Attivazione di una sezione speciale all’interno del Fondo Centrale di Garanzia dedicata alle imprese e ai liberi professionisti del Lazio per: il rilascio di garanzie (con copertura dell’80%) e per la riassicurazione delle operazioni dei Confidi (con copertura del 90%), utilizzando le opportunità del Decreto “Cura Italia”. Il plafond iniziale della sezione sarà di 10 milioni di euro (5 milioni stanziati dalla Regione Lazio e 5 milioni dalle Camere di Commercio) a cui si potranno aggiungere ulteriori 10 milioni del MISE.

Gli altri interventi della Regione Lazio riguardano lo smart working, i servizi socio-assistenziali e le scuole. Sul primo fronte le iniziative sono rappresentate da due bandi da 2 milioni di euro ciascuno per l’erogazione di contributi:

  • Ai piccoli Comuni del Lazio per potenziare lo smart working. Per accedere al bando c’è tempo fino al 20 aprile 2020;
  • Alle imprese di tutte le dimensioni (con almeno due dipendenti) e alle partite IVA per la riorganizzazione aziendale verso il lavoro agile. Grazie al contributo si potranno acquistare sia servizi di consulenza e formazione per l’adozione di un piano di smart working (azione obbligatoria), sia strumenti tecnologici (facoltativa). Al bando si può accedere dal 12 marzo, fino a esaurimento delle risorse. 

Per quanto riguarda i servizi socio-assistenziali, la Regione ha assegnato 5,5 milioni di euro ai distretti sanitari regionali per garantire il mantenimento o l'attivazione di funzioni come: 

  • Assistenza domiciliare per disabili, anziani e minori;
  • Accoglienza notturna, trasporto e mense sociali;
  • Prestazioni di consegna a domicilio dei generi di prima necessità come alimenti, pasti, medicinali, potendo stipulare accordi con le catene di distribuzione alimentare e dei servizi di ristorazione che offrono prestazioni a domicilio nonché con le farmacie

Infine c’è il capitolo scuola. Per le superiori, alle prese con la didattica online, la Regione ha lanciato invece il bando “Progetto classe virtuale” da 2,7 milioni di euro, che prevede la concessione di un contributo a fondo perduto di 3mila euro a scuola. Fondi con cui favorire:

  • Le attività di animazione e formazione per i docenti sull’utilizzo delle modalità e-learning;
  • L’acquisto/affitto attrezzatura dedicata;  
  • L’attivazione tecnici ed esperti esterni;  
  • La produzione di materiale, contenuti didattici;  
  • L’affitto/accesso piattaforme per garantire la formazione a distanza.

Il bando è a sportello e ciascuna scuola potrà presentare una sola domanda.   

Coronavirus: Chi puo' accedere alla cassa integrazione e come    

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Liguria: più risorse per il bando a sostegno delle famiglie

Il 2 aprile la Regione Liguria ha stanziato 750mila euro in più per il bando che sostiene le famiglie liguri nell'accudimento dei figli, durante l’emergenza Coronavirus. Salgono quindi a 1,6 milioni i fondi a disposizione dei nuclei familiari con entrambi i genitori che lavorano e con un ISEE inferiore a 50mila euro, per la copertura di spese per:

  • Gli strumenti informatici per la frequenza a distanza o gli esercizi assegnati a casa,
  • L’assistenza domiciliare,
  • Il trasporto e la logistica.

Il contributo a nucleo familiare, a prescindere dal numero di figli, ha un importo ricompreso tra i 300 e i 500 euro, a seconda dell’ISEE. Le domande potranno essere presentate dal 16 marzo al 16 aprile 2020. 

Il 30 marzo, invece, la Regione Liguria ha prorogato di un mese la validità dei buoni cartacei per l’acquisto di prodotti alimentari per celiaci. I buoni, pertanto, saranno validi anche per tutto aprile. 

Si tratta di un intervento chirurgico che si va a sommare a misure di più ampio respiro a sostegno delle imprese e delle famiglie liguri. Le ultime in ordine di tempo riguardano la proroga dei bandi e la sospensione delle rate dei finanziamenti erogati dalla Regione.

Nel primo caso, la Liguria ha deciso di prorogare di 52 giorni tutti i termini gli adempimenti richiesti ad imprese ed enti pubblici (compresi tra il 23 febbraio e il 15 aprile 2020) previsti dai bandi finanziati con i fondi FESR. 

La Regione, inoltre, ha deliberato la sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale dei finanziamenti a medio e lungo termine agevolati sottoscritti dalle imprese con Filse e con Ligurcapital. Possono beneficiare della sospensione le PMI che, al momento della presentazione della domanda di sospensione, si trovino in posizioni debitorie “sane”. Per usufruire di questa possibilità, le imprese possono inviare domanda a Filse e/o Ligurcapital entro il 30 giugno 2020.

Aiuti coronavirus Liguria

Anche la Regione Liguria ha, poi, completato tutti i passaggi per attivare la cassa integrazione in deroga (CIGD) prevista dal decreto Cura Italia. La Giunta ha infatti approvato l'accordo quadro per la CIGD delle imprese liguri a cui saranno destinati 32 milioni del Cura Italia. Nell’attesa della pubblicazione del decreto di riparto dei fondi alle regioni (atteso a giorni), sono intanto disponibili sul sito della Regione Liguria:

  • I facsimile della domanda da inviare e dell'accordo sindacale che devono sottoscrivere le aziende con più di cinque dipendenti;
  • La piattaforma per l'invio delle domande (che sarà possibile effettuare non appena sarà pubblicato il decreto).

Oltre agli ammortizzatori sociali, la Regione ha anche varato una serie di misure per le imprese. Si tratta anzitutto del bando da 5,5 milioni a favore di Micro e Piccole Imprese del Turismo, Commercio e Artigianato, che si apre il 10 aprile. Parliamo di un Fondo a sostegno del circolante di queste imprese e che opera a garanzia diretta del finanziamento concesso da una banca convenzionata o fornendo una controgaranzia ad un confidi convenzionato che garantisce il finanziamento. 

Le banche convenzionate potranno erogare finanziamenti per il sostegno del circolante di importo tra i 10mila e i 30mila euro, con pre-ammortamento di 12 mesi e durata ammortamento compresa tra i 24 e i 72 mesi. Il Fondo sarà attivo fino al 30 settembre 2020.

Oltre al Fondo di garanzia da 5,5 milioni, la Regione Liguria pubblicherà altre tre misure, rispettivamente per il commercio ambulante, la cultura e lo sport.

Il primo intervento avrà una dotazione di 700 mila euro con cui sarà istituito un Fondo rotativo per la concessione di prestiti rimborsabili per il circolante a condizioni vantaggiose (tasso 0,75% annuo), rivolto alle imprese del commercio ambulante. Il Fondo sarà attivo dal 6 aprile fino ad esaurimento risorse.  In questo caso l’importo del finanziamento garantito, nella misura del 100%, è compreso tra i 5 mila e i 35 mila euro.

Saranno inoltre istituiti due Fondi rotativi, uno per la cultura e uno per lo sport, da 500 mila euro ciascuno, tramite cui i soggetti operanti in questi settori potranno chiedere un anticipo a Filse per quelle spese correnti che in questo momento faticano a sostenere, in modo da avere un sollievo finanziario in attesa di riprendere l’attività. I fondi prevedono, infatti, la possibilità di finanziamento da 10 mila a 25 mila euro, a un tasso dello 0,75%, e una durata dell’ammortamento in 5 anni. Nello specifico:

  • Il Fondo per la cultura è destinato a soggetti privati, piccole e medie imprese che, in forma societaria o di associazione o di fondazione esercitano attività imprenditoriale in locali aperti al pubblico nei settori della cultura e dello spettacolo, sia dal vivo che riprodotto;
  • Il Fondo rotativo per lo sport è destinato a singole associazioni o società sportive dilettantistiche iscritte al registro delle società sportive del Coni o alla sezione parallela del Cip, che svolgono attività giovanile (per i ragazzi fino a 16 anni) e/o attività per persone diversamente abili.  

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Lombardia: via al Pacchetto famiglia da 15 milioni

Il 2 aprile la Regione Lombardia ha pubblicato un pacchetto di misure da 15 milioni di euro, per sostenere le famiglie alle prese con i danni causati dal coronavirus. Due le misure previste:

  • Un contributo di 500 euro per i mutui sulla prima casa, per le famiglie con almeno un figlio minore di 16 anni;
  • Un contributo e-learning per l’acquisto della strumentazione tecnologica necessaria allo studio, pari all’80% delle spese sostenute fino ad un massimo di euro 500 euro.

Il 31 marzo, invece, la Regione Lombardia, dopo l’adesione all’Addendum all’Accordo per il credito 2019 di Abi, ha ampliato la moratoria sugli interventi di agevolazione finanziati con risorse regionali e sui finanziamenti di Finlombarda, concessi alle imprese e ai Comuni lombardi. Pertanto per i finanziamenti attivi al 31 gennaio 2020, è possibile richiedere:

  • La sospensione del pagamento della quota capitale delle rate fino a 12 mesi;
  • Oppure l’allungamento della scadenza fino a un massimo del 100% della durata residua dell’ammortamento.

Le domande possono essere inviate fino al 31 dicembre 2020.

Aiuti coronavirus Lombardia

La misura si affianca a quella già in vigore per sostenere la liquidità delle imprese del comparto agricolo, per le quali la Regione ha disposto di raddoppiare il contributo per l’abbattimento degli interessi sui finanziamenti della misura Credito di funzionamento 2019, da parte di Finlombarda. Pertanto, per tutte le domande presentate dal 27 marzo 2020, è previsto un aumento dal 2% al 4% del contributo per abbattere i finanziamenti concessi dagli istituti di credito convenzionati.

Si è chiuso il 31 marzo il bando per raccogliere le manifestazioni di interesse di operatori (pubblici e privati) titolari di banche dati, per mettere a disposizione – a titolo gratuito – le informazioni ed i data-set in proprio possesso, in forma aggregata e anonima. I dati serviranno per elaborare analisi per contenere l’emergenza Covid-19 verificando, ad esempio, i flussi degli spostamenti delle persone, la reale efficacia delle misure adottate e prevedere la possibile diffusione futura del contagio. 

Per quanto riguarda le imprese, invece, la Lombardia è stata tra le prime regioni a varare una misura per sostenere lo smart working, grazie ad un bando da 4,5 milioni di euro. In particolare l’avviso mira a sostenere imprese e professionisti con partita IVA che vogliono attivare lo smart working, grazia ad un voucher a fondo perduto (tra i 2.500 euro e i 15mila euro) con cui acquistare:

  • Servizi di consulenza e formazione per l’adozione di un piano di smart working con relativo accordo aziendale o regolamento aziendale approvato e pubblicizzato nella bacheca e nella intranet aziendale;
  • Strumenti tecnologici, funzionali all’attuazione del piano di smart working.

Il bando si apre il 2 aprile e resterà attivo fino all’esaurimento dei fondi a disposizione (e comunque non oltre il 15 dicembre 2021).

Sul fronte lavoro, invece, anche la Lombardia ha siglato con le parti sociali l’accordo quadro per la cassa integrazione in deroga (CIGD), permettendo in tal modo alle aziende lombarde di accedere ai fondi stanziati dal Dl Cura Italia. La prestazione concessa al massimo per 9 settimane, è aggiuntiva rispetto alle disposizioni già adottate per i trattamenti in deroga concessi alle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, e per la cosiddetta ex “zona rossa” con il precedente accordo siglato tra Regione e OO.SS.

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Marche: posticipati i bandi per le imprese

La Regione Marche punta, invece, a dare più tempo alle imprese marchigiane per consegnare la rendicontazione dei vari progetti finanziati con i bandi del FESR, sia a prorogare la chiusura del bando sull’internazionalizzazione. 

L’annuncio è arrivato dall’Assessora Manuela Bora che ha spiegato che la nuova scadenza per rendicontare è quella del 25 marzo, ma che “ci sarà un ulteriore rinnovo, qualora le misure contenute nel Dpcm dell’11 marzo scorso vengano ulteriormente prorogate”. 

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Molise: aperti i termini per fare domanda di cassa integrazione in deroga

Si sono aperti il 30 marzo i termini per l’invio della richiesta di Cassa integrazione in deroga (CIGD) da parte delle imprese molisane. Le aziende interessate dovranno fare domanda direttamente alla Regione, seguendo quanto disposto dall’Accordo quadro e utilizzando il modello di domanda appositamente predisposto.

Per sostenere le imprese molisane alle prese con i danni causati dal Coronavirus, la Regione Molise ha varato due nuove misure.

Si tratta del bando “Io lavoro agile" di oltre 460mila euro per l’adozione dello smart working da parte delle imprese tramite l'acquisto sia di formazione per l'azienda su questa nuova modalità di lavoro, sia di strumenti. L’importo del contributo dipende dal numero dei dipendenti e varia da 10 mila a 50 mila euro. Le domande vanno inviate dall’8 aprile a 30 settembre 2020.

Il 30 marzo, inoltre, la Regione ha deciso di finanziare con 8 milioni di euro il bando “Microcredito Covid-19”. Si tratta di una misura che intende garantire adeguata liquidità alle imprese che si trovano in condizioni finanziarie difficili a causa dell’epidemia. Uno strumento che si va a sommare alla sospensione fino al 30 settembre del pagamento delle rate per mutui e finanziamenti contratti con la Finmolise, già stabilita dalla Regione.  

Coronavirus: via alla task force tecnologica per combattere la pandemia

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Piemonte: liquidità, stop a mutui, credito e export

Per rispondere all’emergenza coronavirus anche sotto il profilo sociale, con particolare riguardo alle categorie più fragili, la Regione Piemonte ha stanziato 225 mila euro per gli Enti gestori delle funzioni socio-assistenziali con cui realizzare progetti di tipo socializzante e ludico-ricreativo a sostegno dei minori accolti in strutture residenziali.

La misura si aggiunge al pacchetto di misure a sostegno delle imprese che stanno subendo i danni causati dal Coronavirus, annunciato  dal Governatore del Piemonte Alberto Cirio. Tra gli interventi previsti ci sono:

  • L’anticipazione dei tempi di erogazione dei contributi e dei finanziamenti dovuti agli enti e alle associazioni. Un’azione che permetterà di mettere subito in circolo 200 milioni di euro di risorse;
  • La sospensione del pagamento delle rate dei mutui che mille aziende piemontesi hanno in corso con Finpiemonte, per un importo complessivo di 110 milioni di euro;
  • Il ricorso dal 13 marzo al Fondo di garanzia per aiutare, con 54 milioni di euro, le PMI in difficoltà a pagare gli interessi che hanno nei confronti delle banche e ad accedere a nuove forme di credito che potranno servire, ad esempio, a pagare gli stipendi dei dipendenti.

A queste misure, se ne aggiunge un’altra che sarà attuata quando l’emergenza sarà finita. Si tratta di un investimento di 7 milioni per una Campagna di promozione del Piemonte sui mercati nazionale e internazionale.  

Coronavirus: cosa prevede il decreto Cura Italia per l'export

Provincia autonoma di Bolzano: Ok al Pacchetto Alto Adige da 2 miliardi di euro

Bolzano, invece, il 31 marzo è stato presentato il “Pacchetto Alto Adige per economia, famiglie e sociale” da 2 miliardi di euro, che contiene oltre cento misure a sostegno di imprese, lavoratori e famiglie. I fondi verranno dal bilancio pubblico della Provincia che, grazie al suo buon rating, sta già studiando la possibilità di emettere bond provinciali o chiedere prestiti alla BCE.

Un primo gruppo di misure del “Pacchetto Alto Adige”, con aiuti immediati e urgenti per circa 80 milioni di euro, è già stato approvato dalla provincia a metà marzo. Tra gli interventi attivati: misure per sostenere la liquidità, lo spostamento in avanti delle scadenze, il pagamento rapido di sostegni e la proroga dei termini per il rimborso dei mutui dal fondo di rotazione.

Tra le altre misure previste dal “Pacchetto Alto Adige”, invece, ci sono:

  • Il pagamento anticipato della cassa integrazione ai lavoratori;
  • La creazione di un Fondo di solidarietà ad hoc per i lavoratori che non hanno accesso alla cassa integrazione ordinaria;
  • La costituzione di un Fondo anticrisi e l’istituzione di programmi economico-strategici a lungo termine come ad esempio il programma Restart Südtirol di IDM;
  • La concessione di finanziamenti a fondo perduto (tra i 3mila e i 10mila euro) per le piccole imprese che hanno subito grandi perdite di fatturato;
  • L'incremento dei contributi per l'affitto e, per 13.400 inquilini dell'IPES, una moratoria negli affitti nel caso di un calo improvviso del reddito per ragioni legate alla crisi;
  • Misure ad hoc per sostenere il mondo del volontariato.

Per quanto riguarda le scuole, invece, sono attive le seguenti misure:

  • La sospensione del pagamento dei tributi comunali, nonché il parziale sgravio di rette delle scuole dell’infanzia.
  • L’erogazione ad ogni istituto scolastico di un contributo di 15mila euro (a valere sui fondi europei) per l'acquisto di strumenti digitali con cui sostenere la didattica online. Ciascuna scuola darà la strumentazione in comodato d'uso a studenti (principalmente) o docenti, che ne abbiano necessità.

La Provincia affiancherà anche il differimento del pagamento di prestiti ottenuti dal fondo di rotazione (L.P. 9/1991).

La Giunta metterà inoltre a disposizione delle cooperative di garanzia capitale aggiuntivo per consentire la rinegoziazione e il rifinanziamento del debito. 

A Bolzano, infine, le banche altoatesine hanno concesso un differimento per i mutui a famiglie e imprese. Si tratta nello specifico di una dilazione fino a 12 mesi per crediti a medio-lungo termine, così come – in alternativa o in aggiunta – la possibilità di prolungarne la durata fino a 24 mesi per ottenere in questo modo una riduzione della rata.  

Coronavirus: estesa la moratoria su prestiti e mutui delle PMI

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Provincia autonoma di Trento

Aumentano anche le misure che le due province autonome di Trento e Bolzano stanno adottando per sostenere imprese e famiglie.

A Trento dal 1 aprile e fino al 31 dicembre le imprese e le partite IVA con sede in Trentino e che hanno avuto una riduzione di almeno il 10% del fatturato a causa del Coronavirus, possono inviare domanda di accesso alla misure messe in campo da: Provincia, Cassa del Trentino, Banche, Intermediari finanziari, Fondo Strategico del Trentino Alto Adige e Confidi. Si tratta delle misure attivate da #ripresatrentino varate in queste settimane e in particolare de: 

  • La sospensione delle rate del mutuo/canoni leasing o la rinegoziazione di operazioni in essere; 
  • L’attivazione di linee di finanziamenti “Plafond Ripresa Trentino”.

Il 27 marzo, poi, la Provincia ha stabilito la sospensione degli incassi di affitti dovuti dalle imprese alle due società in house Trentino Sviluppo e Patrimonio del Trentino, in modo da assicurare maggiore liquidità alle imprese. Le operazioni di riscossione sono rinviate indicativamente a fine anno o a 12 mesi. In particolare per quanto riguarda Trentino Sviluppo, la decisione riguarda:

  • La sospensione dei pagamenti fino al 4° bimestre 2020 per: prestazione di servizi Bic, locazioni ordinarie, prestiti obbligazionari, fondi impianti, leasing ed incasso dei pagamenti entro dicembre 2020, con applicazione di interessi pari a zero;
  • La concessione di una proroga sino a 12 mesi, agli impegni assunti dagli acquirenti delle aree industriali (ad esempio obbligo di costruire, impegni occupazionali), ai sensi e per gli effetti di quanto disposto dalla legge provinciale n. 6/99;
  • La concessione di una traslazione di tutti i vincoli occupazionali cadenti nell’anno 2020 al 2021 con conseguente traslazione di un anno dei vincoli degli anni successivi.

Per quanto riguarda, invece, Patrimonio del Trentino è stata decisa una sospensione dei pagamenti dei canoni di affitto in capo agli operatori economici fino ad agosto 2020. L’incasso degli stessi verrà effettuato entro dicembre 2020, con applicazione di interessi pari a zero.

La Provincia di Trento ha lanciato anche il Fondo Ripresa Trentino da 250 milioni di euro con cui, grazie alla collaborazione delle banche, saranno realizzate tre tipologie di interventi per promuovere l’accesso alla liquidità da parte delle imprese. Le misura differiscono in ragione delle specifiche esigenze o delle caratteristiche dell’operatore economico:

  • La prima è riservata agli operatori economici minori che, per forma giuridica o specifica operatività, non possono essere soci dei Confidi ovvero che intendano procedere celermente a prescindere dall’intervento dei Confidi.
  • La seconda agli operatori economici con attivazione dei Confidi;
  • La terza agli operatori economici più strutturati che ricorreranno al Fondo Strategico del Trentino-Alto Adige – Comparto Trento.

La Provincia ha inoltre approvato una nuova legge provinciale (la 2-2020) con cui vengono adottate “Misure urgenti di sostegno per le famiglie, i lavoratori e i settori economici connesse all'emergenza epidemiologica Coronavirus”. Tra i principali provvedimenti figurano:

  • Una serie di semplificazioni per gli appalti che, in buona sostanza, intendono favorire un maggiore coinvolgimento delle imprese trentine, grazie a criteri premianti che valorizzino la territorialità e la filiera corta
  • Il concorso della Provincia all’abbattimento degli interessi su linee di credito di durata fino a 24 mesi, contratte dalle imprese trentine con banche che hanno aderito al protocollo siglato con la provincia;
  • L’accelerazione dell’erogazione dei contributi regionali, anche ricorrendo a soggetti esterni per l'istruttoria delle domande;
  • Il differimento del pagamento della prima rata dell’Imposta Immobiliare Semplice (IMS), dall’attuale 16 giugno 2020 alla scadenza della seconda (16 dicembre 2020), fermo restando, per chi vuole, la facoltà di effettuare il versamento secondo la scadenza ordinaria. Ciò farà sì che nel portafoglio di famiglie ed imprese rimanga, nell’immediato, una disponibilità monetaria complessiva pari a circa 90 milioni di euro.

La Provincia di Trento ha, infine, avviato il Progetto “Io resto a casa” di assistenza all’utenza fragile over 75, tramite la consegna gratuita a domicilio della spesa e dei farmaci.

L’emergenza coronavirus mette alla prova Green Deal e politiche climatiche UE  

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Puglia: via alle domande di cassa integrazione in deroga

Dopo la firma il 19 marzo dell’Accordo quadro per la cassa integrazione in deroga (CIGD) tra Regione e parti sociali, il 2 aprile la Regione Puglia ha annunciato l’apertura della piattaforma SINTESI per l’invio delle domande. Il termine ultimo per fare richiesta di CIGD è fissato per il 23 agosto.

Il 31 marzo, invece, la Regione Puglia ha deciso di stanziare oltre 45 milioni di euro per sostenere le famiglie pugliesi in maggiore difficoltà. Si tratta in particolare di:

  • Un Fondo di prima necessità destinato ai Comuni da 11,5 milioni di euro, con cui erogare bonus di prima necessità, per tutti quegli individui che, a causa del Coronavirus, si trovano in situazioni di fragilità sociale;
  • Il rifinanziamento della misura ReD 3.0 con 36 milioni di euro, come misura essenziale di sostegno al reddito, anche grazie all'ampliamento della platea di beneficiari.

Aiuti coronavirus Puglia

La Regione ha inoltre deciso di accelerare le attività di liquidazione e di pagamento dei contributi ai vincitori dei bandi regionali finanziati con fondi europei. A tal fine, rende noto la Regione, si sta procedendo ad una riorganizzazione degli uffici per rendere più veloci le pratiche per l’erogazione dei fondi, garantendo in tal modo maggiore liquidità alle imprese in questa fase di difficoltà.

Per quanto riguarda il settore della cultura, dello spettacolo, del cinema e del turismo, invece, la Regione ha varato un pacchetto di misure urgenti che prevede:

  • Il rinvio di 12 mesi di tutti gli adempimenti prescritti e connessi agli investimenti cofinanziati dalla Regione nell'ambito delle seguenti azioni: aiuti alle PMI per la valorizzazione di attrattori culturali: sale cinematografiche, teatri e luoghi dello spettacolo dal vivo (Teatro, Musica e Danza); Apulia Film Fund per il sostegno alle produzioni cinematografiche, annualità 2017 e 2018/2020; Programmi straordinari in materia di Cultura e Spettacolo, annualità 2018 e 2020; 
  • La proroga di 12 mesi per lo svolgimento delle attività finanziate nell'ambito del cd. Bandone triennale Cultura e Spettacolo 2017/2019 per i beneficiari che abbiano in corso attività al 30 gennaio 2020;
  • La proroga di 6 mesi per la realizzazione delle attività finanziate nell'ambito dell'Avviso ospitalità 2020;
  • La proroga al 1° gennaio 2021 del termine di decorrenza dell'obbligo di pubblicazione del Codice identificativo di struttura di cui alla L.R. n. 57/2018;
  • L’applicazione generalizzata a tutti i procedimenti in corso (nei settori cultura, spettacolo, cinema), anche con carattere retroattivo, dei principi e degli strumenti di semplificazione, ottimizzazione ed accelerazione procedurale, per favorire al massimo le anticipazioni dei finanziamenti già ottenuti e accelerare i pagamenti.

Gli interventi sul settore cultura e turismo si aggiungono alla sospensione fino a sei mesi dei mutui concessi dall’Amministrazione Regionale (attraverso Puglia Sviluppo) a valere sugli strumenti denominati “N.I.D.I.”, “Tecnonidi”, “Microcredito” e “Fondo a favore delle Reti per l’Internazionalizzazione”.

A ciò si aggiunge anche la possibilità, per le imprese che ne faranno richiesta, di traslare di dodici mesi i monitoraggi sugli adempimenti successivi alla conclusione degli investimenti cofinanziati dalla Regione nell’ambito della misure denominate “Contratti di Programma e “P.I.A. piccole imprese”, “ P.I.A. Medie imprese “, “P.I.A. Turismo”.  

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Sardegna: Dal 30 marzo domande per la cassa integrazione in deroga

Il 30 marzo la Regione Sardegna ha aperto i termini per l’invio delle domande di cassa integrazione in deroga, attraverso l’apposito applicativo reso disponibile sulla piattaforma Sistema Informativo Lavoro. L’apertura dei termini per accedere alla CIGD fa seguito alla firma dell’Accordo quadro tra Regione, sindacati e associazioni datoriali del 26 marzo.

Per quanto riguarda le imprese, invece, l’Assessorato all’Agricoltura ha comunicato che, a seguito dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, i termini di scadenza relativi a qualsiasi bando, procedure concorsuali, avvisi pubblici, presentazione di rendicontazioni da parte di enti pubblici e/o privati cittadini, relativi a qualsiasi fonte di finanziamento sono prorogati al 31 luglio 2020. La misura si è resa necessaria, dato il blocco dell'attività amministrativa degli uffici regionali e di quelli delle amministrazioni locali.   

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Sicilia: Dal 7 aprile, via alle domande di CIGD

Il 3 aprile la Regione Siciliana ha reso noti i termini per l’invio delle domande di cassa integrazione in deroga (CIGD). Le istanze dovranno essere inviate direttamente alla Regione tramite email, seguendo le apposite istruzioni.

Il 31 marzo la Regione ha approvato una misura per sostenere le imprese del trasporto che in queste settimane continuano a garantire la continuità della distribuzione dei beni di prima necessità nell’isola. E’ stata infatti stabilita la gratuità del pedaggio su tutta la rete a questa tipologia di vettori.  

Aiuti coronavirus Sicilia

Il 30 marzo, invece, la Regione Sicilia ha deciso di sospendere fino al 31 luglio i termini di scadenza per la realizzazione, rendicontazione e monitoraggio dei progetti finanziati con i fondi europei FESR nell’ambito degli Obiettivi tematici 1 “Ricerca e Innovazione” e 3 “Competitività PMI”. Si tratta di un’ulteriore misura a sostegno delle imprese siciliane, colpite dall’emergenza Coronavirus.

La Regione Sicilia ha poi diramato una circolare che mette a disposizione di ogni scuola un contributo massimo di 2.500 euro, per supportare le dotazioni tecnologiche individuali degli studenti con maggiori difficoltà economiche. L'iniziativa mira infatti a sostenere la didattica on-line, attraverso contributi agli istituti scolastici medi e superiori, per l'acquisto, il noleggio o il comodato d'uso di computer portatili (ma anche tablet e dispositivi mobili idonei all'apprendimento in modalità FAD) da mettere a disposizione di studenti con un ISEE non sia superiore ai 30mila euro. I fondi a disposizione sono 970mila euro e per ottenere il contributo, le scuole possono inviare una PEC alla Regione.

La misura si aggiunge all’imminente pubblicazione di un bando per l'individuazione del soggetto gestore del Fondo per la realizzazione di operazioni cosiddette "Tranched Cover" (garanzie di portafoglio), per oltre 25 milioni di euro, soldi provenienti da somme liberate dalla precedente programmazione europea. Si tratta di una complessa operazione di ingegneria finanziaria che consente di mobilitare, attraverso garanzie per l'accesso al credito bancario, oltre 250 milioni di euro di finanziamenti per PMI in modo da alimentare capitale circolante nella difficile fase di carenza di liquidità determinata dall'epidemia Covid-19. Per favorire l'accesso al credito delle PMI siciliane, le risorse del Fondo saranno prioritariamente impegnate per l'attivazione di strumenti finanziari riferibili alla costituzione di garanzie a copertura. Si tratta di misure che saranno adottate grazie all'attivazione di convenzioni con banche, intermediari finanziari e confidi autorizzati dalla Regione Siciliana e operanti sull’isola.

Questa misura si affianca alle risorse già destinate al Fondo centrale di garanzia (102 milioni di euro già assegnati, che la giunta Musumeci ha deciso di incrementare di ulteriori 100 milioni e che garantiscono l'80% dei finanziamenti bancari per le imprese), che consentono di finanziare 20mila imprese con oltre 2 miliardi di euro di risorse liquide da immettere sul mercato.

Tra le altre misure finora adottate dalla Regione Siciliana per sostenere imprese e cittadini in questa fase così difficile causata dall’emergenza Coronavirus ci sono poi:

  • La proroga, dal 31 marzo al 30 giugno, per la presentazione dell'attestato di esenzione del ticket sanitario relativo all'anno 2019/20, per evitare affollamenti alle ASL;
  • L’emissione del pagamento ai Comuni della quarta trimestralità del Fondo di parte corrente, in modo da garantire adeguata liquidità nelle casse degli enti locali per continuare a fornire servizi alla cittadinanza.

Regione e ABI, inoltre, hanno concordato l’avvio di una moratoria sui mutui contratti con il sistema bancario prima del 31 gennaio. Un accordo che consente:

  • Per tutti i rapporti di mutuo di medio e lungo termine (compresi i leasing immobiliari) di sospendere le rate mensili, evitando il pagamento della quota capitale per un anno;
  • Di allungare il debito fino al 100% della durata residua dell'ammortamento, con conseguente dimezzamento dell'importo della rata e liberazione di liquidità.

Si tratta di un’opportunità che è stata estesa anche agli enti regionali Irfis Finsicilia, Ircac e Crias. 

E’ stato previsto anche un intervento per sostenere indirettamente le imprese del settore trasporti. La Regione, infatti, ha annunciato che “garantirà ai vettori di trasporto i costi fissi per salvaguardare innanzitutto gli stipendi dei lavoratori”. 

Inoltre, la Regione ha deciso di sbloccare anticipatamente gli stati di avanzamento dei lavori in deroga ai capitolati d'appalto regionali (dove le opere e i cantieri lo rendano necessario), garantendo la regolare prosecuzione dei cantieri (ma solo dove sarà possibile rispettare le misure di blocco del contagio a cominciare da quelle sulla distanza tra i lavoratori). La decisione è stata presa dopo che il settore edile dell’isola aveva lanciato un grido d’allarme, paventando uno stop completo dei cantieri a grave danno delle imprese edili.

Si segnala infine, il comunicato del Governatore Nello Musumeci che annunciava che IRFIS Finsicilia (la banca controllata dalla Regione) “sospenderà sino a un anno il pagamento delle quote capitali dei finanziamenti in essere alla data del 31 gennaio scorso, erogati in favore delle imprese danneggiate dall'emergenza epidemiologica Covid-19. Si tratta di una necessaria attività di supporto al mondo imprenditoriale isolano in questo momento di particolare difficoltà". Le imprese interessate potranno fare domanda tramite PEC, scrivendo a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  .

Coronavirus: decreto Cura Italia, le misure per Regioni e Enti locali   

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Toscana: Firmato l’Accordo quadro per la cassa integrazione in deroga

Dopo la firma dell’accordo quadro sulla cassa integrazione in deroga (CIGD) tra Regione Toscana e parti sociali, il 30 marzo la Regione ha pubblicato le Linee guida contenenti tutte le informazioni necessarie per presentare domanda. In particolare nel documento viene specificato che, alla domanda compilata online, dovranno essere allegati anche:

  • Il verbale di accordo - per il quale la Regione ha creato un format - per i datori di lavoro con più di 5 dipendenti. Se la consultazione sindacale non avviene entro 5 giorni dalla richiesta, la domanda può essere comunque inviata allegando la documentazione comprovante l’invio di tale richiesta;
  • La dichiarazione (anche in questo caso c’è un format utilizzabile) per i datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti o che non hanno ricevuto risposta alla richiesta di consultazione sindacale.

Quanto ai fondi per la CIGD, le imprese toscane danneggiate dall’emergenza Coronavirus avranno a disposizione 145 milioni di euro. Si tratta di risorse provenienti in parte dal decreto Cura Italia (che ha destinato 85 milioni alla Toscana) e in parte dai residui della precedente gestione degli ammortizzatori sociali (60 milioni).   

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Umbria: Dal 1 aprile via alle domande per la CIG in deroga

Grazie alla firma dell’Accordo quadro per la cassa integrazione in deroga (CIGD) tra Regione e parti sociali del 23 marzo scorso, le imprese umbre con lavoratori subordinati sospesi in tutto o in parte a causa degli effetti economici negativi del Coronavirus, possono fare domanda di CIGD dal 1° aprile.

Le domande possono essere presentate solo con modalità telematica attraverso il sistema informativo SARe. Sul piatto ci sono 20 milioni di euro messi a disposizione dal decreto Cura Italia.  

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Valle d’Aosta: Firmato l’Accordo quadro per la CIGD

Il 1° aprile Regione e parti sociali hanno firmato l’Accordo quadro per la cassa integrazione in deroga (CIGD) che permette anche alle imprese valdostane di accedere ai fondi stanziati dal decreto Cura Italia. A questo ammortizzatore sociale possono accedere i datori di lavoro del settore privato, inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, i liberi professionisti anche in forma associata, le cooperative e le società partecipate, comprese le società in house, le agenzie di stampa, i giornali on line, con unità operative site in Valle d’Aosta.

Il 25 marzo, inoltre, la Regione Valle d’Aosta ha approvato la LR 4-2020 con cui è stata prevista la possibilità, previa domanda degli interessati, di sospendere per 12 mesi il pagamento delle rate dei mutui concessi da FINAOSTA S.p.A. a partire dal 1° maggio;

Per i titolari di mutuo FINAOSTA S.p.A con rate in scadenza nel mese di aprile, la sospensione potrà essere, invece, attivata sin da subito.

La misura fa seguito al precedente annuncio della Regione che informava sull'imminente varo di un primo pacchetto di misure per sostenere il tessuto produttivo regionale e le famiglie valdostane alle prese con i danni causati dal Coronavirus. Tra gli interventi previsti ci sono:

  • L’anticipazione dell’erogazione sul trattamento di integrazione salariale per garantire continuità del reddito dei lavoratori in caso di sospensione o riduzione dell’attività produttiva, implementando così le misure del Decreto Cura Italia del Governo;
  • Il trasferimento straordinario alla Camera di Commercio per la costituzione di un fondo di garanzia da utilizzare in convenzione con enti di garanzia collettiva dei fidi territoriali, cioè i Confidi.  

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Veneto: dal 27 marzo via alle domande di cassa integrazione in deroga 

La Regione Veneto ha approvato il nuovo accordo con le parti sociali per la cassa integrazione in deroga (CIGD). Si tratta di un nuovo accordo che adegua quello sottoscritto lo scorso 10 marzo e che tiene in conto le nuove previsioni in materia dettate dal decreto Cura Italia. 

Le domande possono essere inviate online dal 27 marzo, tramite il portale ClicLavoro Veneto.

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Photocredit: Gerd Altmann da Pixabay

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