Internazionalizzazione: Cabina regia, agevolazioni per imprese 2021

I contributi e le agevolazioni per l'internazionalizzazione nel 2021E-commerce, digital export manager, contrasto all’Italian Sounding e attrazione degli investimenti esteri. Ma anche sostegno alle fiere e formazione. Sono queste le principali traiettorie su cui viaggerà l’internazionalizzazione delle imprese nel 2021, decise ieri dalla IX Cabina di Regia per l’Italia Internazionale.

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Proseguiranno anche nel 2021 le principali iniziative promosse quest’anno dal Sistema Paese per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane. La conferma arriva dalla IX Cabina di Regia per l’Italia Internazionale che si è svolta il 15 dicembre in formato virtuale, a cui hanno preso parte diversi ministri e i principali attori istituzionali: SACE, SIMEST, ICE, Confindustria, Unioncamere.

Un incontro importante per quel pezzo di tessuto produttivo che opera sui mercati internazionali e che oggi più che mai, con la crisi causata dalla pandemia, ha bisogno di contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e iniziative promozionali di sistema per poter continuare a operare e crescere all’estero.

In linea generale si può dire che le attività continueranno lungo le direttrici già usate quest’anno: e-commerce e digitale, promozione integrata del Made in Italy, fiere, contributi e finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione, formazione. Ecco dunque quali bandi per l’internazionalizzazione e quali iniziative per la proiezione internazionale delle nostre imprese dobbiamo aspettarci nel 2021.

Bandi, contributi e finanziamenti per i digital e gli export manager

All’inizio del prossimo anno sarà pubblicato un bando per la corresponsione di uno speciale “bonus per l’export digitale”, a parziale copertura di spese di intermediazione digitale. La misura - che sarà operativa grazie ad una convenzione tra la Farnesina e Invitalia - dovrebbe rivolgersi a micro e piccole imprese.

Sempre grazie ad una convenzione tra il MAECI e Invitalia, sarà pubblicato anche un bando per la selezione di un primo gruppo di 2.500 Digital Temporary Export Manager (D/TEM) che assisteranno per un anno le PMI nei processi di internazionalizzazione, attraverso l’utilizzo di strumenti digitali.

Infine dovrebbero ripartire anche i finanziamenti agevolati di SIMEST per l’inserimento in azienda di Temporary export manager. Si tratta di una delle otto linee di finanziamenti del Fondo 394-81 che, una volta rifinanziato, dovrebbe tornare ad erogare finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto alle imprese.

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E-commerce

Oltre ai D/TEM, l’altra faccia del digital export su cui si continuerà a lavorare anche nel 2021 è chiaramente l’e-commerce

Ad oggi le imprese italiane possono già contare su 26 accordi firmati dall’ICE con i principali operatori internazionali (14 marketplace e di 12 e-tailer) che prevedono un accesso agevolato a questi portali. In genere si tratta di un pacchetto “chiavi in mano” valido 1 anno che prevede costi più bassi, campagne pubblicitarie mirate, oltre a servizi integrati di logistica e pagamenti. Un ottimo modo, insomma, per affacciarsi a questa nuova frontiera dell’export, destinata a crescere in modo esponenziale.

Finora gli accordi hanno riguardato marketplace per le vendite B2C, cioè quelle indirizzate direttamente al consumatore finale. A novembre però l’ICE ha firmato con Alibaba il primo accordo per l’e-commerce B2B, diretto cioè ad altre imprese estere. Un passo importante per l'incremento delle esportazioni italiane tramite l'e commerce, perchè permetterà non solo di raggiungere un set più ampio di acquirenti, ma anche di ampliare la platea di imprese italiane che possono usare l'e commerce (si pensi ad esempio ai settori della subfornitura, della chimica-farmaceutica o dell'automotive).

Nel 2021, quindi, l’ICE continuerà a lavorare sull’e-commerce, potenziando gli accordi già in vigore e stipulando di nuovi, con un focus crescente sui marketplace B2B a più alto valore aggiunto e con maggiori potenzialità multisettoriali. 

Per poter partecipare, le imprese dovranno continuare probabilmente ad aderire alle “call” dell’ICE che selezionano le aziende a cui destinare i “pacchetti chiavi in mano” negoziati con i marketplace.

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Internazionalizzazione dell'agroalimentare e contrasto all’Italian Sounding

Un focus particolare sarà riservato poi a una delle tre “F” del Made in Italy, famoso in tutto il mondo: il Food. Considerando il giro d’affari generato ogni anno dal comparto agroalimentare e le minacce di contraffazione a cui è sottoposto, nel 2021 si prevedono diverse azioni, a cominciare dall’aumento della promozione integrata, con il prosieguo delle campagne di comunicazione per sensibilizzare i consumatori esteri sulla qualità delle produzioni italiane.

Fondamentali saranno poi le iniziative a difesa della qualità e dell'italianità dei prodotti. Su questo fronte si giocherà con vari strumenti come:

  • L’incentivazione alle imprese di usare sempre più le tecnologie blockchain;
  • L’inserimento di esperti del settore agroalimentare in varie ambasciate italiane, con il compito di facilitare l’accesso dei prodotti agroalimentari italiani, nonché di coadiuvare l’azione promozionale della rete diplomatico-consolare.

Attrazione investimenti esteri in Italia

Come è noto, l’internazionalizzazione del settore produttivo non è solo in uscita, ma anche in entrata. Parliamo della famosa attrazione di investimenti esteri su cui l’Italia ha un ritardo cronico rispetto alla maggior parte degli altri Paesi e che spesso non viene presa adeguatamente in considerazione dalle imprese nostrane come mezzo per aumentare il volume di affari o rafforzarsi. Avere in Italia sempre più imprese estere, infatti, significa aumentare non soltanto i posti di lavoro, ma anche la fornitura ad esempio di beni, servizi, know-how, tecnologie da parte dei provider italiani. Un mezzo, insomma, per entrare più agevolmente nelle catene globali del valore (CGV), puntando soprattutto sugli anelli più nobili delle CGV come appunto ricerca e sviluppo.

In questi anni si è cercato di recuperare terreno, dando ad esempio all’ICE anche la mission di favorire l’arrivo di Foreign direct investments (FDI). Ma molto va ancora fatto. Per questo nel 2021 si lavorerà sui seguenti filoni:

  • Definizione di una “value proposition” con i territori, ICE e Invitalia per intercettare nuovi flussi di capitali e favorire crescita e occupazione in Italia, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno e nelle aree di crisi;
  • Rafforzamento degli strumenti a sostegno dei progetti di investimenti stranieri in Italia ad elevato impatto economico, anche attraverso l’elaborazione di proposte di semplificazione normativa e regolamentare per il miglioramento del business environment italiano.

Appalti internazionali, fiere e formazione

Infine nel 2021 si incrementano o avvieranno tutta una serie di azioni per potenziare la proiezione internazionale del nostro tessuto produttivo.

Saranno aumentate ad esempio le attività di informazione e assistenza alle imprese per partecipare alle gare internazionali bandite dall’UE, dalle organizzazioni internazionali come l’ONU e dalle Banche multilaterali di sviluppo, attraverso:

  • Il potenziamento del portale ExTender;
  • Azioni formative con le aziende tramite il programma “InGaraConNoi – TenderLab” dell’ICE;
  • La collaborazione con il Sistema camerale per assistere le PMI nella predisposizione dei documenti di gara.

Per il settore fieristico si prevede invece un sostegno alla riapertura delle fiere in presenza o con modalità ibride, favorendo l'incoming dall’estero e promuovendole attraverso il coinvolgimento di testimonial ed adeguate campagne di comunicazione sui social.

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Infine si proseguirà con convinzione sul versante della formazione e informazione delle imprese, soprattutto le più piccole, per dare loro gli strumenti per operare all’estero. Molte le iniziative, tra cui un programma di formazione su export e digitale, promosso dal MAECI, l’ICE e cinque università italiane, che mira a raggiungere 20.000 PMI italiane, attraverso cinque moduli formativi online messi a disposizione a titolo gratuito. Ma anche la diffusione delle opportunità offerte dagli accordi commerciali di nuova generazione fra l’UE ed altri Paesi.