Industria 4.0 – Calenda, strategia italiana entro estate

In arrivo il documento strategico sull’Industria 4.0, che punta a mobilitare investimenti per circa 40 miliardi di euro nei prossimi 5 anni

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In occasione della prima riunione del tavolo tecnico sull’Industria 4.0, il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha fatto il punto sui capitoli principali del documento strategico che sarà presentato entro l‘estate. Nelle stesse ore, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan è intervenuto in audizione alla Camera sottolineando il ruolo della PA in quella che ha definito la 'rivoluzione dei processi'.

Industria 4.0, in arrivo la strategia italiana

Il documento strategico si concentrerà su sei punti cardine:

  1. formazione del capitale umano e riqualificazione del personale;
  2. mercato del lavoro;
  3. strumenti per favorire gli investimenti;
  4. infrastrutture abilitanti (come la banda ultralarga);
  5. standardizzazione;
  6. finanza d’impresa.

L’obiettivo è mobilitare investimenti privati aggiuntivi tra i 6 e gli 8 miliardi di euro all’anno per i prossimi cinque anni, affinché la digitalizzazione dell’industria italiana sia possibile. Obiettivo cui dovrebbero contribuire anche gli incentivi che il Governo punta a introdurre in autunno nella prossima legge di Stabilità.

I ritardi dell’Europa

In concomitanza con il Tavolo tecnico, alla Camera il ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan ha tenuto un’audizione sul tema “Industria 4.0: quale modello applicare al tessuto industriale italiano - Strumenti per favorire la digitalizzazione delle filiere industriali nazionali".

La rivoluzione tecnologica è prima di tutto una rivoluzione dei processi, ha sottolineato Padoan, basata sulla convergenza tra diversi settori. L’intelligenza artificiale, Internet of things, le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, le nanotecnologie e le biotecnologie giocano attualmente un ruolo strategico nei processi produttivi, consentendo l’automazione, la personalizzazione dei prodotti, un’allocazione più efficiente delle risorse e una programmazione più flessibile del lavoro.

Tuttavia per cogliere a pieno le opportunità offerte dalle tecnologie digitali servono nuovi rapporti tra operatori economici. Su questo fronte l’Europa è fortemente in ritardo a causa del ritmo di integrazione del mercato Ue, che rimane lento soprattutto nel settore dei servizi, della frammentarietà e della rigidità dei mercati del lavoro e della dinamica insoddisfacente della produttività. I policy maker devono pertanto intervenire con urgenza, ha evidenziato il ministro.

PA 4.0 motore per crescita

L’industria manifatturiera italiana è la seconda in Europa dopo quella tedesca, con un'incidenza del 15% sul PIL nazionale e 4 milioni di lavoratori attivi in 400mila imprese del settore, ha ricordato Padoan. Per cogliere a pieno le opportunità offerte dalla rivoluzione tecnologica, l’Italia deve adeguarsi ai cambiamenti del settore, ho proseguito il ministro, descrivendo gli interventi del Governo in tre ambiti:

  • business environment,
  • burocrazia e fiscalità,
  • politica dell’innovazione.

Per quanto riguarda il business environment l’Esecutivo punta sull’iniziativa imprenditoriale, con particolare attenzione al lavoro, alla formazione e alle infrastrutture.

Sul fronte della burocrazia e della fiscalità, invece, le azioni del Governo puntano alla semplicità e allla trasparenza, grazie alla riforma della PA, alla semplificazione delle procedure di adempimento fiscale, alla riforma del Codice appalti e al Sistema pubblico di identità digitale (SPID).

Una pubblica amministrazione con processi interni veloci ed efficaci rappresenta l’interlocutore principale dell’Industria 4.0, ha spiegato Padoan. La PA 4.0, infatti, può diventare un motore di crescita per tutta l’economia, grazie all’adozione di tecnologie innovative in grado di stimolare la digitalizzazione anche del settore privato.

In questo contesto il Governo può attivarsi per definire una serie di standard comuni sull’interoperabilità, fondamentale per una comunicazione rapida ed efficace, investendo maggiormente anche sul capitale umano, per una crescita a lungo termine.

Infine, al centro della politica dell’innovazione ci sono il sostegno agli investimenti in ricerca e sviluppo, con varie misure messe in atto, tra cui il Patent box e lInvestment compact.

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Photo credit: AHTD via Foter.com / CC BY-ND