Italia Startup Visa – visti per lavoro autonomo in timido aumento

Italia Startup Visa - Photo credit: Foter.com / CC0Aggiornato il 15 aprile 2019 Salgono a quota 434 le candidature inviate per accedere al programma Italia Startup Visa. Ma il numero di nuove domande di visto è in netto calo rispetto alla media degli anni precedenti.

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Sono 434 le candidature inviate al 31 marzo 2019 per il programma Italia Startup Visa

Italia Startup Visa: cos'è

Lanciato il 24 giugno 2014, il programma ha rivoluzionato l’iter standard per la concessione dei visti di ingresso per lavoro autonomo.

Il visto “speciale” è destinato a cittadini stranieri extra-Ue che intendono avviare sul territorio italiano una startup innovativa e che dispongono di risorse non inferiori a 50mila euro, provenienti da fondi di venture capital o da altri investitori, da portali per la raccolta di capitali (crowdfunding), da finanziamenti rilasciati da enti governativi o non-governativi italiani o stranieri o da una combinazione delle diverse fonti.

Italia Startup Visa - primi visti a imprenditori stranieri

Un comitato tecnico istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico valuta la validità delle iniziative di startup, tenendo conto anche di eventuali servizi di accoglienza offerti dagli incubatori certificati, e concede il nulla osta che il richiedente deve presentare alla rappresentanza diplomatico-consolare per l'ottenimento del visto di lavoro autonomo startup della durata di un anno.

La procedura e i requisiti del programma sono stati aggiornati con la pubblicazione, il 20 marzo 2018, di una nuova versione delle Linee guida Italia Startup Visa.

Redatte in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con il Ministero dell’Interno, le Linee guida richiamano la nuova procedura accelerata per il rilascio del permesso di soggiorno per lavoro autonomo introdotta dal decreto interministeriale del 30 giugno 2017.

I numeri di Italia Startup Visa

Al 31 marzo 2019 risultano inviate complessivamente 434 domande di candidatura. Di queste, 230 (il 53%) hanno avuto esito positivo, risultando nel rilascio di nulla osta per la concessione del visto startup. 165 (il 38%) hanno avuto esito negativo, mentre in altri 32 casi la procedura è decaduta senza giungere alla fase di valutazione; altri 7 casi sono in corso di valutazione, in attesa che il candidato trasmetta ulteriore documentazione (3 casi) o che il Comitato tecnico Italia Startup Visa&Hub giunga a una valutazione definitiva (4 casi).

Tutti i finanziamenti per avviare una start-up: venture capital, banche, incubatori

Nel primo trimestre 2019 sono state ricevute 15 candidature, un dato piuttosto basse se messo a confronto con i trimestri precedenti: nel 2018 sono state ricevute in media 25 candidature a trimestre. 

Il profilo dei candidati

L’età media è di 36,8 anni: il più giovane aveva 18 anni al momento della candidatura, il più anziano 65. 276 candidati sono di sesso maschile (69%), mentre le donne sono 124 (31%).

Tra i settori professionali indicati spiccano ingegneria, informatica, telecomunicazioni, marketing, management e consulenza; alcuni, inoltre, sono fondatori seriali di startup.

150 candidati hanno, come titolo di studio più elevato, una laurea triennale o equivalente; altri 134 sono in possesso di un titolo equipollente alla laurea magistrale italiana. Inoltre, 60 candidati hanno conseguito almeno un titolo post-universitario: 16 sono dottori di ricerca e 44 hanno terminato master post-universitari di altro genere, tra cui 31 master in Business Administration (MBA). 

I detentori di titolo universitario sono quindi 334, l’86% del totale dei candidati. Nei restanti casi il richiedente visto è generalmente in possesso di un titolo di scuola superiore o di istruzione professionale.

Limitando l’analisi ai soli candidati che hanno avuto successo, risulta che il 55,2% di essi hanno un titolo di studio pari o superiore alla laurea magistrale italiana o a un master post-universitario.

La Russia torna a dominare la classifica

Come nello scorso trimestre, il primo paese per numero di candidati al visto startup è la Russia, che a fine 2018 tocca quota 90 (il 22,5% del totale). Segue la Cina, in testa per gran parte dell’ultimo anno, che resta ferma a quota 85 (21,2%). Rispettivamente, il 78,9% delle candidature di cittadini russi e il 51,8% di quelle di cittadini cinesi hanno ottenuto il nulla osta del Comitato.

Seguono in classifica il Pakistan, con 35 candidature, di cui però solo 5 approvate, e gli Stati Uniti, con 34 candidature inviate e 24 nulla osta rilasciati.

Gli altri Paesi che superano le dieci candidature sono Iran (28), Ucraina (23), India (21).

Bussola puntata su Milano

La meta preferita da detentori di visto startup è la Lombardia: degli 87 che vi si sono stabiliti, ben 64 hanno scelto Milano

Altre regioni con una significativa concentrazione di detentori del visto startup sono Veneto (31), Lazio (26) e Piemonte (15).

> Italia Startup Visa: primo rapporto trimestrale 2019

Photo credit: Foter.com / CC0

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