Recepimento Direttiva 2009/29/CE su quote emissione CO2-ETS e sanzioni per danni a strato ozono

Inquinamento - foto di mafeSistema per lo scambio delle quote di emissione di CO2 – Ets e nuovi vincoli alle emissioni che danneggiano anche lo strato atmosferico di ozono. Sono i punti focali dei due provvedimenti adottati dal Consiglio dei ministri dei 15 febbraio, che avvicinano l'Italia alle indicazioni comunitarie in fatto di riduzione delle emissioni inquinanti. Mentre dalla Fondazione sviluppo sostenibile arrivano buone notizie: secondo il 'Dossier Kyoto 2013', il paese avrebbe più che centrato il target nazionale di riduzione delle emissioni di gas serra previsto dal protocollo di Kyoto.

Secondo le stime della Fondazione, nel 2012 le emissioni inquinanti italiane si sono attestate attorno a 465/470 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente, oltre 20 milioni in meno rispetto al 2011. La media annua del periodo di verifica 2008-2012 risulta di circa 480 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, con una riduzione di oltre il 7% rispetto al 1990. Una percentuale superiore rispetto al target posto dal protocollo, che per l’Italia stabiliva un limite di emissioni medie annue – nel periodo 2008-2012 - di 483,3 milioni di tonnellate.

Nonostante la buona notizia, il lavoro delle istituzioni non può arrestarsi. Un altro passo mosso in direzione di una riduzione delle emissioni inquinanti è stato compiuto dal Consiglio dei ministri, con due provvedimenti che recepiscono una direttiva e un regolamento Ue.

Il primo provvedimento recepisce le modifiche introdotte dalla direttiva 2009/29/CE al sistema comunitario per lo scambio delle quote di emissione di Co2 – Ets, sistema che si pone l'obiettivo di aiutare gli stati dell'Unione a rispettare gli impegni assunti per limitare o ridurre le emissioni di gas serra in maniera economicamente efficace. In particolare, il decreto definisce in maniera più puntuale il campo di applicazione per gli impianti di combustione e contemporaneamente estende il sistema a gas diversi dall'anidride carbonica.

Inoltre, il decreto disciplina il metodo di assegnazione delle quote prevedendo che vengano assegnate mediante asta: per gli impianti termoelettrici e per quelli di cattura e stoccaggio del carbonio l’assegnazione sarà a titolo oneroso, mentre per gli impianti dei settori diversi dal termoelettrico è prevista una transizione graduale verso il 'full auctioning'.

Per quanto concerne le modalità di gestione delle aste, definite sempre dal decreto in questione, avverranno a livello nazionale con regole armonizzate stabilite a livello comunitario, prevedendo che una cospicua parte dei proventi che ne deriveranno saranno destinati al ministero dell’Ambiente per politiche di mitigazione e per favorire gli adattamenti ai cambiamenti climatici.

Il secondo decreto disciplina invece le sanzioni per la violazione delle norme Ue sulle sostanze che riducono lo strato di ozono, rifacendosi al Regolamento CE n. 1005 del 2009 del Parlamento europeo e del Consiglio. L'obiettivo finale della normativa comunitaria è quello di contribuire alla riduzione delle emissioni di ozono inquinante, e stabilisce le norme in materia di produzione, importazione, esportazione, immissione sul mercato, uso, recupero, riciclo rigenerazione e distruzione delle sostanze che riducono lo stato di ozono.

Il regolamento consente agli stati membri di disciplinare le sanzioni nel rispetto dei principi di efficacia, proporzionalità e dissuasione, e appunto tali sanzioni sono al centro del decreto approvato dal Consiglio dei ministri.

Links

Dossier Kyoto 2013

Direttiva 2009/29/CE

Regolamento CE n. 1005 del 2009