Manovra 2021 proroga cassa integrazione. Esonero contributivo per chi rinuncia alla CIG

Lavoro - Photo credit: Foto di StartupStockPhotos da Pixabay La legge di Bilancio 2021 mette in campo una serie di misure a sostegno dell'occupazione: oltre alla proroga di 12 settimane per la cassa integrazione e l'esonero contributivo alternativo alla CIG, previsti un Fondo politiche attive da 500 milioni per potenziare la Naspi e l'assegno di ricollocazione e sgravi per le assunzioni di donne e giovani.

Decreto Ristori: il Governo proroga la Cassa integrazione Covid-19

A fronte dell'estensione del blocco ai licenziamenti fino a marzo 2021, il Governo inserisce in legge di Bilancio la proroga della cassa integrazione per altri tre mesi e la possibilità, per le aziende che rinunciano a richiedere i trattamenti di integrazione salariale, di usufruire di un esonero dal versamento dei contributi previdenziali per otto settimane.

Tra le misure per il lavoro anche la proroga al 2029 della decontribuzione Sud e gli sgravi contributivi al 100% per le assunzioni di donne e giovani, oltre ad alcuni interventi che anticipano in parte l'annunciato progetto di riforma del sistema degli ammortizzatori sociali.

Il testo prevede infatti un Fondo da 500 milioni per le politiche attive, destinato a finanziare l'allargamento della platea dei beneficiari dell'assegno di ricollocazione e il potenziamento della Naspi, e ulteriori 800 milioni per il Fondo sociale per occupazione e formazione, che contribuiranno alla copertura dei Piani di recupero occupazionale nelle aree di crisi e della formazione durale. In manovra anche la stabilizzazione della detrazione spettante ai percettori di reddito di lavoro dipendente e di talune fattispecie di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, cioè il taglio del cuneo fiscale in busta paga, a decorrere dal 1° luglio 2020 e per gli anni successivi.

Rinviata invece al Recovery Plan, cioè il Piano nazionale di ripresa e resilienza, la detassazione dei rinnovi dei contratti collettivi nazionali, cui dovrebbe collegarsi il salario minimo orario, modulato dalla contrattazione collettiva, allo studio della ministra Nunzia Catalfo.

Nuova proroga per la cassa integrazione

Dopo le 18 settimane previste dal dl Agosto e le sei settimane del decreto Ristori, la manovra prevede la concessione dei trattamenti di cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga per altre 12 settimane, a valere su risorse per 5,3 miliardi di euro. A differenza di quanto previsto dai precedenti provvedimenti, però, la cassa integrazione è gratuita, i datori di lavoro, cioè, non sono tenuti a versare un contributo addizionale in caso di riduzione del fatturato inferiore al 20% rispetto al 2019 o in assenza di contrazione.

Le 12 settimane di cassa integrazione devono essere fruite tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2021 per la CIGO ed entro il 30 giugno 2021 nel caso dell'assegno e della CIG in deroga. Eventuali periodi di integrazione precedentemente richiesti che siano collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 1° gennaio 2021 sono imputati, laddove autorizzati, alle 12 settimane.

Le domande devono essere inoltrate all’INPS entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. In fase di prima applicazione, il termine di decadenza è fissato entro la fine del mese successivo a quello di entrata in vigore della manovra.

Esonero contributivo alternativo alla CIG

In continuità con i decreti Agosto e Ristori, la legge di bilancio riconosce ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, che non richiedono i nuovi trattamenti di integrazione salariale l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico per un ulteriore periodo massimo di otto settimane, fruibili entro il 31 marzo 2021. La decontribuzione è concessa nei limiti delle ore di integrazione salariale già fruite nei mesi di maggio e giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'INAIL, riparametrata e applicata su base mensile.

I datori di lavoro privati che abbiano richiesto l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali ai sensi del decreto Ristori possono rinunciare per la frazione di esonero richiesto e non goduto e contestualmente presentare domanda per accedere ai trattamenti di integrazione salariale.

Cassa integrazione straordinaria per cessata attività e imprese di rilevanza strategica

Sempre in tema di cassa integrazione, la manovra proroga inoltre per gli anni 2021-2022 la possibilità, per le imprese che cessano l’attività, di accedere, qualora ricorrano le condizioni previste dal decreto-legge n. 109-2018, ad un intervento di CIGS finalizzato alla gestione degli esuberi di personale, per un massimo di 12 mesi. L'onere è stimato in 200 milioni di euro per l’anno 2021 e di 50 milioni di euro per l’anno 2022, a valere sul Fondo sociale per occupazione e formazione.

Prorogata per gli anni 2021 e 2022, nel limite, rispettivamente di 130 milioni e 100 milioni di euro, anche la possibilità di accesso alla cassa integrazione straordinaria per le imprese con rilevanza economica strategica, anche a livello regionale, che abbiano esaurito la disponibilità di utilizzo della CIGS prevista dalla normativa vigente, in presenza di complessità dei processi di riorganizzazione o di risanamento aziendale o anche di gestione degli esuberi occupazionali. La proroga può avere una durata di 12 mesi in caso di riorganizzazione aziendale o di contratto di solidarietà oppure di 6 mesi in caso di crisi aziendale.

Ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori

Le misure della manovra anticipano un più ampio progetto di riforma, che comprende diversi capitoli diretti ad affrontare altrettante debolezze del sistema di protezione sociale, ma guarda anche alla necessità di gestire la fine del blocco dei licenziamenti, attualmente in vigore fino al 21 marzo, e delle deroghe alle norme in materia di rinnovo dei contratti a termine, che la manovra permette di prorogare, fino al 31 marzo 2021, per un periodo massimo di 12 mesi.

All'eterogeneità dei contratti corrisponde infatti una grande frammentazione degli ammortizzatori sociali, divenuta ancora più evidente nel contesto della crisi collegata all'emergenza sanitaria, quando pur estendendo la cassa integrazione alle imprese di tutti i settori e di tutte le dimensioni il Governo si è visto costretto a istituire una pletora di indennità specifiche per coprire milioni di lavoratori esclusi dalla CIG. Il primo obiettivo della ministra è quindi progettare una riforma universalistica, pur nel rispetto delle specificità legate alla dimensione delle aziende e ai diversi settori produttivi.

Questo progetto dovrebbe essere caratterizzato anche da uno sforzo di semplificazione, ad esempio sulla fronte della trasmissione dei dati alla Pubblica amministrazione, contribuendo anche a ridurre i tempi di erogazione dei sostegni al reddito.

Dovrebbe invece rientrare nel Recovery Plan la detassazione dell'incremento salariale derivante dal rinnovo dei contratti, con l'obiettivo di portare gradualmente i minimi retributivi attualmente definiti dai contratti di primo livello al livello del salario minimo orario che la ministra Catalfo ha più volte anticipato di voler introdurre. 

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Fondo politiche attive da 500 milioni per potenziare assegno di ricollocazione e Naspi

Per sostenere il percorso di riforma degli ammortizzatori sociali e favorire la transizione occupazionale mediante il potenziamento delle politiche attive del lavoro, la legge di Bilancio istituisce presso il Ministero del Lavoro un Fondo per le politiche attive da 500 milioni di euro per il 2021, che dovrebbe essere destinato anzitutto a finanziare il ripristino dell'assegno di ricollocazione non solo per i percettori del Reddito di cittadinanza, ma per tutti i disoccupati che si trovano in Naspi da almeno un mese.

Al Fondo - che sarà disciplinato da un apposito provvedimento - si dovrebbe attingere anche per il potenziamento dell'indennità di disoccupazione, eliminando il cosiddetto decalage, la riduzione progressiva dell'importo della Naspi a decorrere dal quarto mese di godimento, almeno per quanto riguarda i lavoratori over 55 meno ricollocabili sul mercato del lavoro.

La denominazione estesa dello strumento, "Fondo per l’attuazione di misure relative alle politiche attive rientranti tra quelle ammissibili dalla Commissione europea nell’ambito del programma React EU", indica la volontà del Governo di collocare gli interventi nell'ambito delle misure finanziate dai fondi europei della Politica di Coesione.

Ulteriori risorse per Piani di recupero occupazionale e formazione duale

L'istituzione del nuovo Fondo per le politiche attive si accompagna al rifinanziamento, con ulteriori 600 milioni di euro il 2021 e 200 milioni di euro per il 2022, del Fondo sociale per occupazione e formazione, che dovrà contribuire alle azioni per il recupero, la riqualificazione e la formazione professionale dei lavoratori.

Al Fondo si attinge infatti, per un importo di 180 milioni di euro, per il completamento dei Piani di recupero occupazionale nelle aree di crisi industriale complessa a favore dei lavoratori destinatari dei trattamenti di CIGS e di mobilità in deroga nell’anno 2021. Risorse che saranno ripartite tra le regioni con decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle finanze.

Sempre a valere sul Fondo sociale per occupazione e formazione sono incrementate di 50 milioni per ciascuno degli anni 2021 e 2022 le risorse per il sistema duale, destinate cioè all’integrazione della quota prevista per i percorsi formativi rivolti all'apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e dei percorsi formativi rivolti all'alternanza scuola lavoro.

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