Coronavirus: da REACT-EU 55 miliardi per la Politica di Coesione

Recovery Fund - Copyright European Union 2020 - Photographer: Claudio CentonzeDa qui al 2022 la Politica di Coesione potrà contare su 55 miliardi aggiuntivi per affrontare la crisi sanitaria ed economica provocata dal Coronavirus. Il veicolo sarà l'iniziativa REACT-EU, proposta dalla Commissione europea nel quadro del suo Recovery fund, denominato Next Generation EU.

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Acronimo di Recovery Assistance for Cohesion and the Territories of Europe, l'iniziativa REACT-EU intende dare seguito alle prime misure europee contro la crisi generata dal Covid adottate tramite la Coronavirus Response Investment Initiative Plus. A disposizione ci sono 55 miliardi di euro, corrispondenti a 58,2 miliardi a prezzi correnti.

L'obiettivo di REACT-EU è facilitare l'uscita dall'emergenza, ma anche rendere le economie degli Stati membri più resilienti e sostenibili, colmando il gap tra la risposta immediata alla pandemia e il piano di ripresa di più lungo termine con risorse da mobilitare da qui al 2022.

REACT-EU, fondi aggiuntivi per la Politica di Coesione

Nello specifico l'iniziativa REACT-EU fornirà 55 miliardi aggiuntivi alla Politica di Coesione, in particolare al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), al Fondo sociale europeo (FSE) e al Fondo europeo per gli aiuti agli indigenti (FEAD), di cui 50 miliardi dal nuovo strumento Next Generation EU nel 2021 e nel 2022, e 5 miliardi già nel 2020 attraverso la revisione dell'attuale Quadro finanziario pluriennale.

I 55 miliardi di euro - risorse fresche e non sottratte ad altre politiche dell'Unione - verranno aggiunti ai programmi in corso della Politica di Coesione 2014-2020 e sono ulteriori rispetto agli stanziamenti proposti per il periodo 2021-2027.

Eccezionalmente i fondi non saranno ripartiti per regione o settore. Per assicurare che il sostegno vada alle aree che ne hanno più necessità, gli stanziamenti saranno distribuiti tra i paesi dell'UE in base al loro grado di prosperità e agli effetti socioeconomici della crisi, compreso il livello di disoccupazione giovanile.

Gli Stati membri saranno liberi di decidere in che modo utilizzare le risorse assegnate, se per finanziare misure anticrisi attraverso il FESR e il FSE o sostenere le fasce più vulnerabili della popolazione attraverso il FEAD.

Un nuovo obiettivo tematico dedicato alla ripresa dal Covid

Per rendere più semplice e veloce la programmazione delle risorse, la proposta di regolamento della Commissione introduce un nuovo obiettivo tematico trasversale: "Promuovere il superamento degli effetti della crisi nel contesto dell'epidemia di Covid-19 e preparare una ripresa verde, digitale e resiliente dell'economia".

Al nuovo obiettivo tematico potranno fare riferimento solo gli interventi finanziati con le risorse aggiuntive, che non saranno cumulabili con altri obiettivi tematici. Allo stesso modo, non sarà possibile trasferire risorse provenienti da altri obiettivi al nuovo OT.

Prefinanziamento iniziale al 50%

Bruxelles propone inoltre di portare il livello del prefinanziamento al 50%, così da rendere disponibile liquidità sufficiente per erogare rapidamente gli aiuti all'economia reale. Il cofinanziamento iniziale del 50% verrebbe infatti riconosciuto agli Stati membri immediatamente dopo l'approvazione delle modifiche ai Programmi operativi e le risorse dovrebbero essere utilizzate per anticipare i pagamenti ai beneficiari.

Inoltre, la proposta della Commissione autorizza l'allocazione di importi aggiuntivi finanziati al 100% dal bilancio dell'UE, per garantire che un'eventuale mancanza di risorse per far fronte al cofinanziamento nazionale non costituisca un ostacolo al ricorso al sostegno dell'UE. Questa opzione sarebbe disponibile solo in caso di programmazione delle risorse su uno o più nuovi Assi prioritari o, se opportuno, nell'ambito di un Programma operativo dedicato.

Prevista, infine, maggiore flessibilità, attraverso procedure semplificate e la possibilità di trasferire risorse tra fondi e tra categorie di regioni.

REACT EU - Copyright: European Union

Via libera ai fondi FESR per Toscana ed Emilia-Romagna

Intanto, nella logica di una maggiore flessibilità nell'uso dei fondi UE, arriva l'ok della Commissione europea alla riprogrammazione di 30 milioni di euro del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per permettere a Toscana ed Emilia-Romagna di affrontare l'emergenza Covid-19.

La rimodulazione delle risorse si colloca nell'ambito della Coronavirus Response Investment Initivative, che autorizza gli Stati membri a destinare i fondi strutturali europei alla copertura di spese collegate al Coronavirus, dal potenziamento dei sistemi sanitari al sostegno delle PMI.

Ancora una volta la Politica di Coesione sta dimostrando di sapersi adattare alle circostanze e ai bisogni delle regioni europee, ha commentato la commissaria per la Coesione e le Riforme, Elisa Ferreira, annunciando la decisione.

Nel caso dell'Emilia-Romagna l'ok di Bruxelles permetterà di allocare 8,3 milioni di euro – contro i 5 milioni inizialmente previsti - per finanziare un bando per la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale di progetti, soluzioni e servizi innovativi e rapidamente realizzabili che possano facilitare la gestione dell'emergenza e accompagnare l'uscita dal lockdown. L'avviso è aperto a aperto a imprese di tutte le dimensioni e centri e laboratori di ricerca e prevede la concessione di contributi pari all’80% del valore dell’investimento approvato per un massimo di 120mila euro.

Per approfondire: Coronavirus: i contributi delle Regioni per famiglie e imprese

In Toscana, invece, la modifica del POR FESR permetterà di introdurre un nuovo fondo di controgaranzia per facilitare l'accesso alla liquidità delle piccole e medie imprese. Lo strumento potrà contare su 20 milioni di euro a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale, cui si aggiungono 2 milioni di euro per supportare la partecipazione al capitale di rischio delle startup innovative.

Per approfondire: Leggi la proposta di regolamento per REACT-EU

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