Sostegni bis, M5S punta al ripristino della costituzione online per le startup

Startup Sostegni bis - Foto di Pavel Danilyuk da PexelsPer sbrogliare la matassa, formatasi a seguito della sentenza del Consiglio di Stato contro il decreto MISE che permetteva di costituire una startup innovativa online, il deputato 5 Stelle  Luca Carabetta ha avanzato la proposta di emendamento al decreto Sostegni bis.

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La struttura dell'emendamento al dl Sostegni bis (dl n. 73-2021), anche noto come decreto Imprese, poggia su due pilastri portanti. Il primo relativo al ripristino delle modalità dei criteri per costituire le nuove imprese innovative direttamente online, gratis e senza passare dalla firma del notaio; mentre il secondo mira a garantire la validità di quelle costituite via web dopo la sentenza del Consiglio di Stato.

Questa sentenza ha di fatto rappresentato un passo indietro per la normativa sulle startup, prevedendo che fino a nuovo intervento legislativo, le startup italiane non potranno più essere costituite gratuitamente online ma dovranno sottostare agli adempimenti burocratici previsti per le altre imprese.

Il giudizio punta il dito anche contro il ruolo del Registro delle Imprese. Secondo il Consiglio di Stato, il decreto del MISE avrebbe illegittimamente ampliato l’ambito dei controlli di tale ufficio senza un’adeguata copertura legislativa che autorizzasse tale innovazione.

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In questo contesto, quindi, la revisione richiesta dal deputato M5S Carabetta sfrutterebbe un duplice intervento:

  • la stipula di un atto pubblico notarile, anche informatico o telematico, senza la presenza fisica delle parti quando c’è collegamento con il notaio tramite piattaforma web che consenta la videconferenza e con apposizione di firma digitale;
  • la definizione di una procedura telematica che, previa identificazione elettronica del richiedente, consenta la redazione dell’atto costitutivo mediante scrittura informatica privata.

Inoltre, verrebbero assicurati i controlli di legalità e in materia di antiriciclaggio, oltre al conferimento ai conservatori del Registro Imprese dei poteri di controllo amministrativo. Sarebbe, infine, confermata la legittimità delle società innovative nate prima della decisione della magistratura amministrativa pubblicata lo scorso marzo.

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