Cooperative – MISE punta su progetti di frontiera e innovazione

Il Ministero dello Sviluppo economico presenta i risultati degli studi di fattibilità finanziati nel campo della cooperazione

Cooperative Sociali

Cooperative - MISE finanzia studi di fattibilita' in ambiti strategici

MISE: DM 4 dicembre 2014, incentivi per sviluppo cooperative

Alcune delle cooperative sono già pronte a formalizzare la nascita di un nuovo contratto di rete, altre devono continuare a lavorare su progetti interessanti ma non ancora pronti per il mercato. In generale, tutti gli otto studi di fattibilità finanziati dal Ministero dello Sviluppo economico sono stati completati entro i sei mesi previsti e sono stati presentati a Roma, alla presenza del viceministro Teresa Bellanova, da altrettanti discussant esperti nei rispettivi settori di attività.

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I bandi per gli studi di fattibilità

Il progetto è partito nel novembre del 2015 con il lancio di otto gare da parte di Invitalia, per conto del Ministero dello Sviluppo economico, dirette alla realizzazione di altrettanti studi di fattibilità per:

  • 'La nascita e lo sviluppo di cooperative di professionisti operanti nel settore della tutela della salute mentale e della disabilità psichica',
  • 'Modelli innovativi per l’integrazione della domanda e dell’offerta di servizi socio-sanitari in un’ottica di sostenibilità e appropriatezza anche attraverso l’impiego di nuove tecnologie',
  • 'La realizzazione di un contratto di rete a sostegno della competitività delle cooperative ed imprese sociali dedite alla produzione e vendita di prodotti agricoli e dell’agricoltura sociale',
  • 'Un’agricoltura sociale ed ecosostenibile attraverso l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati nell’ambito delle tecniche innovative in agricoltura',
  • 'Sostegno della competitività delle cooperative attive nel mercato lattiero-caseario',
  • 'Promozione e rafforzamento della presenza delle cooperative sociali di inserimento lavorativo in settori complessi e/o ad alto profilo attraverso la creazione di strumenti innovativi di filiera',
  • 'La creazione di un’ampia filiera turistica cooperativa al fine di contribuire alla promozione sostenibile dei territori e di aumentare il pubblico della cultura',
  • 'Lo sviluppo delle cooperative di comunità'.

L'idea era chiedere a realtà già attive sui territori di presentare proposte su specifici progetti imprenditoriali di interesse, anziché sollecitare idee a partire da una tematica e da una tecnologia. Un approccio che il MISE potrebbe replicare anche in altri ambiti, ha anticipato durante la presentazione il direttore generale per la Politica industriale del Ministero Stefano Firpo.

Socio-sanitario

Il primo progetto imprenditoriale in ambito socio-sanitario - curato dalla cooperativa sociale onlus GNOSIS e da OSA-Operatori sanitari associati e illustrato da Marco D'alema, direttore DSM ASL RM 6 - mira alla creazione di un contratto di rete che partendo dal know how di realtà già attive sul territorio possa proporsi come interlocutore del Servizio sanitario regionale e sul mercato dei servizi in favore delle persone con patologie psichiatriche.

Un raggruppamento temporaneo di imprese composto dalle cooperative Uscita di sicurezza, COOPSELIOS e C.A.D.I.A.I. ha promosso il secondo studio, illustrato da Mauro Soli, consulente della Regione Toscana per i progetti di inclusione sociale. Anche in questo caso l'obiettivo è costruire una rete di imprese, in modo da aggregare la domanda di servizi di welfare aziendale cui rispondere mettendo insieme il sapere di più cooperative attive sui territori e le opportunità offerte dalle nuove tecnologie.

Agricoltura sociale e sostenibile

Firmeranno il contratto di rete entro l'anno le 15 cooperative promotrici del primo studio sull'agricoltura sociale, illustrato dal direttore di Federsolidarietà-Confcooperative Vincenzo De Bernardo. In questo caso si mira alla creazione di un marchio identificativo dei prodotti di agricoltura sociale, allo sviluppo commerciale sul mercato business to business del catalogo prodotti - gestito, promosso e commercializzato direttamente dalla rete - e alla vendita al consumatore tramite punti vendita propri e affiliazione di punti vendita esterni.

La tecnica acquaponica (acquacoltura più serra in idroponica per la coltivazione dei vegetali) come nuova attività produttiva in grado di coinvolgere persone svantaggiate è invece al centro dello studio promosso dal consorzio nazionale Meuccio Ruini e illustrato da Roberto Pasca di Magliano, presidente Cooperazione internazionale-Fondazione Roma Sapienza. Il prototipo permette di avviare un'attività innovativa e sostenibile, replicabile sia in piccole unità agricole che in grandi realtà aziendali.

Il presidente di Granarolo Spa Gianpiero Calzolari ha invece illustrato lo studio proposto da Fedagri Confcooperative, Granilatte, Agrilatte e PLAC per strutturare un sistema mutualistico di gestione del rischio che dia risposte al problema della volatilità nel mercato del latte, offrendo agli aderenti degli indennizzi in caso di riduzione del margine prezzo/costo alimentare tale da compromettere la sostenibilità economica dell'azienda. Un modello replicabile anche in altri comparti agricoli e facilmente collocabile nel movimento cooperativo.

Inserimento lavorativo

Un gruppo di cooperative di inserimento lavorativo operanti nel manifatturiero e nell'artigianato artistico ha invece proposto uno studio per la creazione di una piattaforma comune di innovazione sociale, illustrato dal Program manager di Impact Hub Trentino Fabrizio Zappini. Le cooperative si sono già associate e hanno iniziato a lavorare, avviando una rete aperta anche ad artigiani locali, imprese profit, università ed enti di ricerca.

Turismo sostenibile

Una rete di soggetti del settore turistico, promossa da Coopculture, ha invece lavorato a un piano d'azione pubblico-privato per la valorizzazione turistica dei territori e il miglioramento dei livelli, quantitativi e qualitativi, di fruizione, illustrato da Stefano Landi, docente LUISS ed esperto di turismo presso il MIBACT.

Cooperative di comunità

Infine, un'Associazione temporanea di impresa (ATI) promossa Irecoop Emilia Romagna e Lama Development and Cooperation Agency ha studiato le prospettive del modello delle cooperative di comunità che si fanno carico della gestione imprenditoriale di beni comuni. Un progetto, ha spiegato il professore di diritto pubblico e direttore di LabGov Christian Iaione, particolarmente utile in aree interne e vulnerabili, altrimenti escluse dai circuità di produttività.