Smart specialisation strategy: l'Italia è pronta?

Smart specialisation strategy"SSS", ovvero Smart Specialisation Strategy. Un approccio nuovo per realizzare progetti di ampio respiro verso uno sviluppo intelligente, che parte da una necessità: coordinare i Fondi strutturali 2014-2020 e Horizon, il nuovo programma quadro di ricerca e innovazione. Un approccio che l'Italia sta cercando di adottare attraverso i bandi per le smart cities, analizzato al Consiglio nazionale delle ricerche nel corso del convegno dedicato alla Smart specialisation strategy. Ma c'è ancora molto da fare.

“Abbiamo bisogno di nuove prospettive”, ha dichiarato Giovanni Vetritto, capo segreteria del ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, “di un approccio olistico, che imiti quello alla base della programmazione dei fondi strutturali”.
Nei fatti, si tratta di superare frammentazione e scarsa capacità di dialogo fra istituzioni. “Barca e il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo stanno lavorando insieme sulla base di una logica di orizzontalità”. Si cerca di percorrere strade diverse, dunque, a vari livelli: “stiamo cercando di innovare un metodo, e per farlo dobbiamo partire dall'aggiornamento del livello manageriale”, ha proseguito Vetritto. Allo stesso tempo, “gli stakeholders dovrebbero far sentire la loro voce, chiedendo al governo di premiare l'innovazione. Ad esempio, facilitando l'accesso al credito per alle imprese più innovative”.

Ma l'Italia ha ancora molta strada da fare: “siamo al ventiseiesimo posto su ventisette per impiego dei fondi Ue”, ha fatto notare Fabrizio Cobis, dirigente dell'ufficio Programmi operativi comunitari del Miur. Il rischio è quello di “pagare le conseguenze di questo rallentamento al tavolo di negoziazione per le risorse disponibili dal 2014”.

“Dobbiamo ricostruire pezzo a pezzo una strategia”, fa notare anche Mario Calderini, consigliere scientifico del ministro Profumo, intervenendo al convegno. Il Miur cerca di farlo, puntando a realizzare la Smart specialisation strategy a cominciare da una serie di bandi: primi fra tutti, i due bandi per lo sviluppo delle smart cities: il primo, destinato alle regioni del Sud, già chiuso; il secondo, per le regioni del Centro-nord, non è ancora aperto e mette a disposizione 700 milioni di euro. Cui si aggiungono i bandi, di prossima apertura, per lo sviluppo di distretti tecnologici.

Sinergia e flessibilità: queste le due caratteristiche principali della Smart specialisation strategy secondo Alberto Piazzi, della Dirigenza Politica regionale della Commissione Ue: “si tratta di strategie che devono essere flessibili per adattarsi all'innovazione tecnologica”. Una strategia che punta tutto sulla territorialità ma che, ha proseguito Piazzi, “deve essere validata a livello nazionale per evitare doppioni”.

E se la Smart specialisation strategy si rivolge chiaramente alle Regioni, queste devono essere in grado di adattarsi. Cosa non facile, visti i tempi ristretti e il gran numero di soggetti che questo tipo di strategie coinvolgono.

Links

Smart specialisation strategy - Comunicazione della Commissione europea al Parlamento europeo

Smart specialisation strategy - Politica di coesione 2014-2020