Decreto Crescita – al via riforma agevolazioni per aree crisi industriale

Aree crisi industriale - Photo credit: Foto di Michael Gaida da Pixabay Il Ministero dello Sviluppo economico ha avviato i lavori sul progetto di riforma della legge 181 del 1989 per le aree di crisi industriale previsto dalla legge di conversione del decreto Crescita.

Non solo super ammortamento: gli incentivi nella legge di conversione del decreto crescita

Priorità agli investimenti ad alto contenuto tecnologico e maggiore partecipazione delle PMI sono i principi ispiratori della riforma, che è stata illustrata al MISE dal segretario generale Salvatore Barca e dal capo della Segreteria tecnica Daniel De Vito nel corso di un tavolo di confronto con Confindustria, Cna, Confartigianato, Confapi, Confcommercio e Confesercenti.

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Le agevolazioni per le aree di crisi industriale

La legge n. 181 del 15 maggio 1989 sostiene programmi di investimento per lo sviluppo imprenditoriale e la salvaguardia dei livelli occupazionali nelle aree colpite da crisi industriali e di settore.

Attualmente le agevolazioni sono destinate a imprese, società cooperative e società consortili che propongano programmi di investimento produttivo e/o programmi di investimento per la tutela ambientale, eventualmente completati da progetti per l’innovazione dell’organizzazione, con spese ammissibili non inferiori a 1,5 milioni di euro e che comportino un incremento degli addetti dell’unità produttiva oggetto dell'investimento.

Gli incentivi sono gestiti da Invitalia e sono concessi nella forma del finanziamento agevolato, fino al 50% delle spese ammissibili, e del contributo in conto impianti e dell’eventuale contributo diretto alla spesa, complessivamente per un importo non inferiore al 3% della spesa ammissibile.

La riforma della legge 181-89 nel decreto Crescita

La legge n. 58-2019, conversione del decreto Crescita, ha affidato al MISE il compito di rivedere il regime di aiuto per le aree di crisi per favorire l'innovazione tecnologica e per rendere lo strumento più attrattivo per le PMI.

In linea generale, si legge nel provvedimento, la revisione deve mirare alla "semplificazione e accelerazione delle procedure di accesso, concessione e erogazione delle agevolazioni, anche attraverso l’aggiornamento delle modalità di valutazione delle iniziative e di rendicontazione delle spese sostenute dai beneficiari, nonché all’incremento dell’efficacia degli interventi".

Più in dettaglio, la riforma dovrebbe riconoscere priorità agli investimenti ad alto contenuto tecnologico e ridurre la soglia minima di investimento di 1,5 milioni per facilitare la partecipazione da parte delle PMI. Inoltre, il MISE intende ammettere alle agevolazioni i progetti unitari di riconversione e riqualificazione dei territori in crisi presentati dalle piccole e medie imprese in forma aggregata.

L'obiettivo del Ministero è approvare entro la fine dell'estate il provvedimento di riforma della legge 181-89. I primi bandi, in questo modo, dovrebbero essere pubblicati già nel mese di settembre.

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Photo credit: Foto di Michael Gaida da Pixabay 

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