Venture Capital per le PMI: finalmente l'avvio ufficiale con 160 milioni di euro

Palazzo Vidoni - Foto di JensensPresentato ieri ufficialmente  dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, l'avvio dell'operatività del Fondo per il capitale di rischio per le PMI del Mezzogiorno,  Abruzzo e Molise compresi. Le risorse ammontano a 160 milioni di euro, di cui la metà di finanziamento pubblico.  La gestione dei fondi è stata assegnate a 4 società con una procedura avviata nel 2007.
Il capitale di rischio sarà investito nellle PMI che realizzeranno programmi d'investimento per innovazioni di processo o di prodotto con l'uso di tecnologie digitali.
 
Sono ammesse esclusivamente le partecipazioni per interventi di early stage financing ed expansion capital. L’ammontare massimo degli investimenti di expansion capital in una stessa impresa non può superare i 2,5 milioni di euro, ripartiti in un massimo di tre interventi, a distanza di almeno sei mesi ciascuno e per importi unitari non superiori a 1 milione di euro.
 
Inoltre l’ammontare massimo degli investimenti di expansion capital non può superare il 40% dell’attivo del singolo fondo. E’ escluso l’acquisto di partecipazioni in PMI in difficoltà. 
 
Il Dipartimento Innovazione e Tecnologie (DIT) sottoscrive quote di partecipazione in fondi mobiliari chiusi gestiti da Società di Gestione del Risparmio, selezionate attraverso una procedura competitiva che si è conclusa con la pubblicazione del decreto di aggiudicazione il 15 dicembre 2008.
 
Il DIT ha quindi completato la sottoscrizione delle quote dei fondi di propria competenza, con la stipula di appositi contratti con le quattro Società di gestione del risparmio selezionate:
  • Vertis SGR Spa: per un importo di 12.500.000 euro;
  • Quantica SGR Spa: per un importo di 31.550.000 euro;
  • San Paolo IMI Fondi Chiusi SGR Spa: per un importo di 12.500.000 euro;
  • Vegagest SGR Spa: per un importo di 20.000.000 euro.
Il Dipartimento partecipa in ogni singolo fondo mobiliare chiuso per un importo pari al massimo al 50% del totale del patrimonio complessivo del fondo stesso e per una durata non superiore a 10 anni; a fronte dell'investimento pubblico c'è  un pari impegno di risorse che provengono da investitori privati. Saranno le società sopra indicate a stabilire in quali PMI investire, secondo le regole e le tipologie di investimento stabilite nei contratti e nei regolamenti di gestione dei fondi.