Zone Economiche Speciali – ZES: in arrivo il Piano grandi investimenti

Barbara Lezzi - Photo credit: Ministero Sud - Presidenza Consiglio MinistriLa ministra per il Sud Barbara Lezzi ha incontrato alcune grandi aziende che operano in Italia per illustrare le modalità di istituzione del nuovo Piano da 300 milioni diretto a rendere ancora più attrattive le Zone Economiche Speciali (ZES).

Zone Economiche Speciali - via libera a ZES Campania e Calabria

Le Zone Economiche Speciali sono territori anche non adiacenti, ma che presentino un nesso economico funzionale, che comprendono almeno un'area portuale con le caratteristiche stabilite dal Regolamento UE n. 1315 dell'11 dicembre 2013 collegata alla rete transeuropea dei trasporti (TEN-T).

Ad oggi le ZES istituite sono quelle di Campania e Calabria, mentre risultano in dirittura d'arrivo le ZES interregionali Adriatica (Foggia-Molise) e Ionica (Taranto-Basilicata), quest'ultima già alla firma.

Altre Zone seguiranno sulla base di quanto previsto dal Dpcm contenente il regolamento per l'istituzione delle ZES, che assegna a ciascuna Regione una superficie complessivamente massima, in particolare:

  • Abruzzo: valore massimo superficie ZES 1.702 ha;
  • Basilicata: valore massimo superficie ZES 1.061 ha;
  • Calabria: valore massimo superficie ZES 2.476 ha;
  • Campania: valore massimo superficie ZES 5.467 ha;
  • Molise: valore massimo superficie ZES 516 ha;
  • Puglia: valore massimo superficie ZES 4.408 ha;
  • Sardegna: valore massimo superficie ZES 2.770 ha;
  • Sicilia: valore massimo superficie ZES 5.580 ha.

L'obiettivo è "superare gli ostacoli e le numerose criticità che, fino ad oggi, hanno rallentato l’operatività di queste aree, nonché i mancati nuovi insediamenti o sviluppo di attività già presenti sul territorio. Inoltre è necessario sfruttare maggiormente la capacità attrattiva di nuovi investimenti attraverso la rete portuale italiana", ha spiegato Lezzi.

Decreto Mezzogiorno: il regolamento per le Zone economiche speciali - ZES

Il nuovo Piano grandi investimenti nelle ZES

In occasione dell'incontro, cui hanno partecipato aziende italiane e straniere, i presidenti delle Autorità portuali delle Regioni del Sud, i comitati di indirizzo delle due ZES istituite ed alcuni rappresentanti delle Regioni che stanno completando l’iter di richiesta di istituzione, la ministra Lezzi ha fatto il punto sulle agevolazioni fiscali e le semplificazioni previste per stimolare gli investimenti nelle aree che saranno via via individuate.

In base alla legge di conversione del decreto Mezzogiorno, che stanzia per le ZES 25 milioni di euro nel 2018, 31,25 milioni nel 2019 e 150,2 milioni nel 2020 a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione (FSC), le imprese già operative o che si insedieranno nelle Zone Economiche Speciali avranno accesso a procedure amministrative semplificate, infrastrutture e ad un credito d'imposta sugli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2020, nel limite massimo, per ciascun progetto, di 50 milioni di euro.

Il testo del Decreto Mezzogiorno – incentivi Resto al Sud ai giovani e ZES

A questo quadro, ha ricordato Lezzi, il decreto Crescita ha aggiunto la previsione di un “Piano grandi investimenti” per l'attrazione di nuove iniziative imprenditoriali e per l'ampliamento di quelle già esistenti, con una dotazione iniziale di 300 milioni di euro, di cui 50 milioni per il 2019, 150 per il 2020 e 100 per il 2021 a valere sulle risorse del Fondo sviluppo e coesione (FSC).

Non solo super ammortamento: gli incentivi nel decreto crescita

In base al decreto, il Piano potrà essere utilizzato per investimenti, in forma di debito o di capitale di rischio, o per sottoscrivere quote di fondi di investimento o fondi di fondi o di altri veicoli previsti dalla normativa europea che abbiano quale oggetto di investimento in forma di debito o di capitale di rischio.

Gli obiettivi, le linee di attività, l'ammontare degli investimenti e le modalità di individuazione del soggetto gestore del Piano dovranno essere approvate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o dell'autorità politica competente in materia di Coesione.

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