Emilia-Romagna: accordo con l'Universita' di Bologna per la nascita di sette Tecnopoli

Logo Università di Bologna - Foto di AndreasPraefckeFirmato un accordo tra la Regione e l'Università di Bologna per dare il via ai Tecnopoli di Bologna e della Romagna della Rete alta tecnologia regionale: nell’attesa che le nuove "cittadelle del sapere" vengano edificate o ristrutturate (consegna prevista a fine 2013) sarà l’Alma Mater ad accogliere i nuovi ricercatori e ad ospitare l’attività di ricerca industriale, innovazione e trasferimento tecnologico.  L'accordo prevede, nel corso di tre anni, la disponibiltà di 45 milioni di euro e l’assunzione di quasi un quarto dei nuovi ricercatori complessivi (122 dei 520).
Nello specifico, il programma prevede la nascita nell’ambito dell’ateneo di sette Centri interdipartimentali di ricerca industriale (Ciri), ciascuno dei quali articolato su più province; svariati gli ambiti di lavoro:
  • uso dei microorganismi a fini industriali nell’agroalimentare;
  • medicina genomica,
  • tecnologie innovative per la moda alla robotica,
  • ecodesign industriale,
  • sicurezza ed efficiente energetica degli edifici.
La maggiori parte delle risorse coprirà l’attività degli studiosi (circa 22 milioni), le attrezzature scientifiche (12 milioni) e le spese dirette per materiali e forniture (8 milioni).

A questi si aggiungono circa 3 milioni destinati al consolidamento e recupero delle gallerie ex Caproni di Predappio, mentre il resto delle opere di edilizia è demandato ad accordi che regione ed enti locali stanno stipulando in questi giorni. 
 
In particolare, le risorse saranno indicativamente così ripartite:
  • 10.2 milioni e 44 ricercatori (31 neo-assunti) andranno al Ciri meccanica avanzata e materiali, la cui sede centrale sarà a Bologna, che pure accoglierà quella di scienze della vita e tecnologie della salute, con 6,5 milioni e 25 ricercatori (18 neo-assunti) e del centro edilizia e costruzioni con 7,5 milioni e 34 ricercatori (23 neo-assunti);
  • a Ravenna ma anche a Rimini le sedi principali del centro energia e ambiente che potrà contare su 4,7 milioni e 21 ricercatori (16 neo-assunti);
  • Cesena ospiterà la sede principale del centro agroalimentare che si aggiudica 4,2 milioni e 21 ricercatori (15 neo-assunti);
  • Forlì quello di aeronautica con 5,8 milioni e 9 ricercatori (7 neo-assunti), mentre in provincia di Forlì-Cesena troverà la sede principale il centro di tecnologia per l´informazione e la comunicazione (Ict) con 2,8 milioni e 17 ricercatori (12 nuovi).