Editoria – Camera approva Riforma contributi pubblici e Fondo pluralismo e innovazione

L'Aula della Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge delega per la riforma del sostegno pubblico all'editoria

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Editoria – Senato, ok riforma contributi e Fondo pluralismo e innovazione

Fondo straordinario editoria - risorse 2015 per incentivi imprese

Dopo il voto del Senato, che ha modificato la versione approvata a marzo dalla Camera, l'Aula di Montecitorio ha approvato in via definitiva il disegno di legge in materia di editoria che istituisce il nuovo Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione e prevede deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico al settore, dei profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti.

Fondo straordinario editoria - contributi per iniziative online

Il Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all'editoria

Per capire la genesi del provvedimento bisogna fare un passo indietro, tornando al decreto-legge n. 201 del 2011 che ha determinato la cessazione del sistema di erogazione dei contributi diretti all'editoria. Sistema poi non aggiornato, dopo l'abbandono del successivo disegno di legge di iniziativa governativa che avrebbe dovuto definire nuove forme di sostegno al settore.

In attesa di un intervento organico, la legge di Stabilità 2014 era intervenuta con un Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all'editoria, in particolare per gli investimenti orientati all'innovazione tecnologica e digitale, l'ingresso di giovani professionisti qualificati nel campo dei nuovi media, le ristrutturazioni aziendali e gli ammortizzatori sociali.

La dotazione del Fondo, prevista in 50 milioni di euro per il 2014, 40 milioni per il 2015 e 30 milioni per il 2016, era stata però in seguito fortemente ridimensionata dai provvedimenti attuativi, soprattutto per l'esigenza di rifinanziare l'accesso alla pensione di vecchiaia anticipata per i giornalisti.

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Il Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione

L'articolo 1 del disegno di legge è quindi dedicato all'istituzione di un nuovo strumento, il Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione, peraltro già previsto dalla legge di Stabilità 2016.

Tale Fondo, le cui risorse saranno ripartite con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato di concerto con i Ministeri dello Sviluppo economico e dell'Economia, è alimentato:

  • dalle risorse statali già destinate al sostegno all'editoria quotidiana e periodica, anche digitale, e da quelle per l'emittenza radiofonica e televisiva in ambito locale,
  • dalle eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone Tv fino a un massimo di 100 milioni di euro all'anno per il periodo 2016-2018,
  • dalle somme derivanti dal gettito annuale di un contributo di solidarietà pari allo 0,1 per cento del reddito complessivo di:
    - concessionari della raccolta pubblicitaria sulla stampa quotidiana e periodica e sui mezzi di comunicazione radiotelevisivi e digitali;
    - società operanti nel settore dell'informazione e della comunicazione che svolgano raccolta pubblicitaria diretta, con riferimento allo specifico ammontare dei ricavi derivanti da tale attività;
    - altri soggetti che esercitino l'attività di intermediazione nel mercato della pubblicità attraverso la ricerca e l'acquisto, per conto di terzi, di spazi sui mezzi di informazione e di comunicazione, con riferimento a tutti i tipi di piattaforme trasmissive, compresa la rete Internet.

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Sostegno pubblico all'editoria

L'articolo 2 entra nel vivo dell'azione di riforma oggetto del ddl e delega al Governo l'adozione di uno o più decreti legislativi per:

  • la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell'editoria,
  • la ridefinizione della disciplina pensionistica dei giornalisti,
  • la composizione e le competenze del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti.

Contributi all'editoria

I commi 1-3 dell'articolo 2 contengono quindi la delega, con scadenza a sei mesi dall'entrata in vigore del disegno di legge, alla ridefinizione della disciplina relativa a:

  • contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici;
  • misure per il sostegno agli investimenti delle imprese editrici;
  • innovazione del sistema distributivo;
  • finanziamento di progetti innovativi nel campo dell'editoria da parte di imprese di nuova costituzione;
  • misure per il sostegno a processi di ristrutturazione e riorganizzazione delle imprese editrici già esistenti.

I beneficiari dei contributi, a cui si richiede l'esercizio esclusivo di un'attività informativa autonoma e indipendente, possono essere:

  • imprese editrici costituite come cooperative giornalistiche,
  • enti senza fini di lucro, ovvero da imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia da esse interamente detenuto,
  • imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia detenuto in misura maggioritaria da cooperative, fondazioni o enti morali non aventi fini di lucro, limitatamente ad un periodo di cinque anni.

Il ddl prevede inoltre il mantenimento dei contributi, ma con la possibilità di definire criteri specifici inerenti sia ai requisiti di accesso, sia ai meccanismi di calcolo degli importi, per:

  • le imprese editrici di quotidiani e periodici espressione delle minoranze linguistiche;
  • le imprese e gli enti che editano periodici per non vedenti e per ipovedenti, prodotti con caratteri tipografici normali o braille, su nastro magnetico o su supporti informatici, in misura proporzionale alla diffusione e al numero delle uscite delle relative testate;
  • le associazioni dei consumatori, a condizione che risultino iscritte nell'elenco istituito dall'articolo 137 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206;
  • le imprese editrici di quotidiani e di periodici italiani in lingua italiana editi e diffusi all'estero o editi in Italia e diffusi prevalentemente all'estero.

Un emendamento approvato dall'Aula ha previsto una riduzione anche per le imprese che superano, nei confronti del proprio personale, dei propri collaboratori e amministratori, il limite massimo retributivo di cui all'articolo 13, comma 1, del decreto-leggen. 66 del 2014, cioè 240mila euro.

Sono esplicitamente esclusi dalla platea dei beneficiari:

  • gli organi di informazione di partiti o movimenti politici e sindacali;
  • i periodici specialistici;
  • le imprese editrici di quotidiani e periodici facenti capo a gruppi editoriali quotati o partecipati da società quotate in borsa.

Il testo definisce poi i requisiti oggettivi per accedere alla contribuzione e i criteri per il calcolo e l'erogazione dei contributi, prima di passare ai temi del sostegno all'innovazione e alle startup.

Il testo prevede infatti l'introduzione di incentivi agli investimenti in innovazione digitale dinamica e multimediale, compresi quelli in piattaforme digitali avanzate comuni a più imprese editoriali, e finanziamenti, da assegnare mediante bandi annuali, per progetti innovativi presentati da imprese editoriali di nuova costituzione.

La delega riguarda anche la progressiva liberalizzazione della vendita di prodotti editoriali e il sostegno all'e-commerce nel settore, per concludere con l'incentivazione fiscale degli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici, prevedendo di riconoscere un particolare beneficio agli inserzionisti di micro, piccola o media dimensione e alle startup innovative.

Come accedere ai contributi per l'editoria

Sulle nuove disposizioni per i contributi all'editoria, interviene poi l'articolo 3 del ddl, che con contiene disposizioni di delega, ma immediatamente precettive.

Il disegno di legge va a modificare il decreto-legge n. 63 del 2012, stabilendo che “il contributo non può comunque superare il 50 per cento dell'ammontare complessivo dei proventi dell'impresa editrice, riferiti alla testata per cui è chiesto il contributo, al netto del contributo medesimo”.

L'erogazione avviene in due rate: la prima entro il 30 maggio, con un anticipo del 50% del contributo erogato all'impresa nell'anno precedente a quello per il quale è richiesto l'aiuto; la seconda, a saldo, entro il termine di conclusione del procedimento.

Le nuove regole si applicheranno a decorrere dai contributi relativi al 2016.

Le domande per l'ammissione al sostegno pubblico dovranno essere presentate, per via telematica, dal 1º al 31 gennaio dell'anno successivo a quello di riferimento, secondo le modalità pubblicate nel sito Internet istituzionale del Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Prepensionamenti e Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti

Anche la delega sui prepensionamenti dei giornalisti e sul Consiglio nazionale dell'Ordine deve essere esercitata entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge.

Nel primo caso l'obiettivo è allineare la disciplina per i giornalisti a quella generale del sistema pensionistico, incrementando i requisiti di anzianità anagrafica e contributiva per l'accesso ai trattamenti anticipati e prevedendo il divieto di mantenere un rapporto lavorativo con il giornalista che abbia ottenuto il trattamento pensionistico. Tra gli obiettivi della delega rientra inoltre la revisione della procedura per il riconoscimento degli stati di crisi delle imprese editrici per l'accesso agli ammortizzatori sociali e ai prepensionamenti.

Il riordino delle norme sul Consiglio nazionale dell'ordine dei giornalisti e sulla sua composizione si accompagna invece a interventi sulle competenze in tema di formazione e sui procedimenti relativi ai ricorsi in materia di iscrizione o cancellazione nell'albo, in materia disciplinare ed elettorale.

Disegno di legge Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti

Photo credit: Roberto Ferrari