Luci e ombre dello SME Instrument, che dal 2021 non esistera’ piu’

SME InstrumentIn questi anni lo SME Instrument ha sostenuto in maniera efficace le PMI e le start-up, ma ci sono alcuni aspetti da migliorare in vista dell’istituzione del Consiglio europeo per l’innovazione nel 2021. Lo sottolinea la Corte dei conti europea nella sua ultima relazione.

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Nel prossimo settennato lo SME Instrument, istituito nel 2014 nell'ambito del programma Horizon 2020, non sarà replicato nella forma che conosciamo. Tuttavia la Commissione UE continuerà a sostenere le aziende più piccole che vogliono investire in innovazione attraverso due nuovi strumenti, Pathfinder Accelerator, nel quadro dell'European Innovation Council.

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Come migliorare lo SME Instrument

Per appurare se lo Strumento per le PMI sostenga effettivamente l’innovazione da parte di queste ultime, l’audit della Corte è stato incentrato sulla concezione, sulla gestione e sulle realizzazioni dello strumento. Secondo la Corte, lo strumento offre chiaramente un sostegno utile ed efficace per le PMI e le start-up.

In aggiunta fornisce il marchio UE, che dà visibilità ai progetti e li aiuta ad attrarre investimenti aggiuntivi. Nonostante un ritardato avvio, lo SME Instrument fornisce accesso a servizi di accelerazione d’impresa, benché il ricorso a questi ultimi sia stato modesto. Inoltre, la Corte osserva che tali servizi non sono sufficientemente adattati alle esigenze dei beneficiari.

“Sostenere l’innovazione pioneristica da parte delle PMI è vitale per la competitività dell’UE e per l’occupazione, e lo Strumento per le PMI è riuscito ad attirare molte imprese innovative”, ha affermato Alex Brenninkmeijer, il membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione. “Le raccomandazioni della Corte sono volte a far sì che il Consiglio europeo per l’innovazione possa partire dal successo dell’attuale strumento, migliorando al contempo la progettazione e la selezione dei progetti, nonché creando sinergie con altri strumenti finanziari”.

La Corte ha constatato che l’ampia definizione degli obiettivi iniziali dello SME Instrument, unita a frequenti modifiche, hanno generato confusione negli attori principali e nei richiedenti. Alcuni beneficiari avrebbero probabilmente potuto trovare finanziamenti alternativi sul mercato.

La partecipazione delle PMI varia grandemente da un paese all’altro. Ciò è in parte dovuto a fattori che esulano dal controllo della Commissione UE, ma anche ai limiti delle attività di marketing e di comunicazione svolte dalla Commissione e ai vari livelli di sostegno forniti dai punti di contatto nazionali.

La Corte osserva che le procedure di valutazione utilizzate dalla Commissione per selezionare i progetti sono migliorate nel tempo. In particolare viene sottolineata come positiva l’introduzione, nel 2018, della presentazione dei progetti ad una commissione di selezione, procedura che ha consentito di individuare le proposte migliori attenuando le debolezze insite nella valutazione a distanza.  Ciononostante, il processo di valutazione deve fare i conti con la duplice sfida della limitatezza delle risorse e dell’elevato numero di ri-presentazioni di proposte non accolte.

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Sin dall’inizio, una delle finalità dello SME Instrument è stata quella di creare collegamenti con gli strumenti finanziari garantiti dall’UE fornendo varie forme di sostegno finanziario rimborsabile.

Tuttavia, osserva la Corte, la Commissione ha fatto poco per creare questi collegamenti e ha soltanto una conoscenza limitata delle reali necessità finanziarie delle PMI. Per di più, le informazioni disponibili sugli strumenti finanziari sono ancora eccessivamente frammentarie e i beneficiari non sono, per lo più, a conoscenza degli strumenti finanziari garantiti dall’UE.

Raccomandazioni

In questo contesto, la Corte formula una serie di raccomandazioni, in particolare:

  • preservare alcuni aspetti della concezione dello strumento; 
  • puntare ai beneficiari giusti, estendendo al contempo la portata geografica; 
  • migliorare la selezione dei progetti;
  • potenziare i servizi di accelerazione d’impresa;
  • creare sinergie con altri strumenti finanziari.

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