Agevolazioni efficienza energetica: troppo lunghi i tempi di rimborso degli investimenti

Infissi - foto Diego Ciarloni La Corte dei conti europea tira le somme sull'efficacia dei contributi comunitari concessi in tre paesi Ue, tra cui l'Italia, per la promozione dell'efficienza energetica. Circa 5 miliardi di euro stanziati dal 2000 ad oggi, nell'ambito della Politica di Coesione, senza raggiungere precisi obiettivi di risparmio e con tempi di rimborso degli investimenti fino a 150 anni.

Al centro dell'indagine, dal titolo 'Efficacia in termini di costi/benefici degli investimenti della politica di coesione nel campo dell'efficienza energetica', 24 progetti di investimento realizzati in Repubblica ceca, Italia e Lituania, i paesi destinatari dei contributi più consistenti da parte del Fondo di Coesione e del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) per il periodo 2007-2013.

Il primo problema riscontrato dalla Corte riguarda la natura dei progetti selezionati: nella maggior parte dei casi, le iniziative sono state individuate dalle autorità degli Stati membri non sulla base di obiettivi ragionevoli, in termini di rapporto tra costi sostenuti e risparmio stimato o di fabbisogno dei diversi settori, ma perchè considerati 'pronti' a ricevere i contributi o per necessità di rinnovare determinati edifici pubblici. Il risparmio energetico era, si legge nel rapporto, “nel migliore dei casi una finalità secondaria”.
E, tra l'altro, in 18 progetti su 24, non è stato possibile verificare il risparmio effettivo, perchè non misurato in maniera attendibile.

La seconda criticità riguarda il periodo di rimborso degli investimenti: la media è di 50 anni e in alcuni casi si arriva a 150. Per la Corte dei Conti Ue, davvero troppo, considerato che in molti casi il tempo di rimborso supera la vita utile delle componenti rinnovate e degli stessi edifici.

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Cost-effectiveness of Cohesion Policy Investments in Energy Efficiency