Cancian, con le nuove reti Ue piu' finanziamenti privati

Treno - autore: Guybrush ThreepwoodCon le nuove TEN-T, le reti strategiche di trasporto dell’Ue in discussione a Bruxelles, arriverà anche un nuovo approccio in termini di finanziamenti. Lo spiega Antonio Cancian, eurodeputato e membro della Commissione trasporti del parlamento europeo, in un’intervista a Euractiv.it. Tra gli strumenti allo studio c’è il ricorso a forme di partenariato pubblico privato e ai cosiddetti “project bonds”.

“Le nuove TEN-T – ha detto Cancian - abbandonano il concetto di progetto prioritario e propongono un approccio di corridoi multimodali che colleghino tra loro i nodi strategici del continente. L´attuale situazione, vista nell'insieme, non rappresenta una rete”.

In un clima difficile per la finanza pubblica, questo processo andrà affrontato con strumenti nuovi. “Nell'attuale periodo di programmazione la disponibilità complessiva è di 8 miliardi di euro, a fronte di interventi infrastrutturali necessari stimati per 300 miliardi, quindi non si tratta di tagliare un progetto per finanziarne altri. L'obiettivo sarà duplice: allocare risorse maggiori, ma soprattutto individuare schemi di finanziamento innovativo”.

In questo senso, il primo obiettivo è coinvolgere “il settore privato nella logica del partenariato pubblico privato”. Incrementando le possibilità di realizzare infrastrutture pubbliche attraverso la finanza di imprese ed istituti di credito. Ma non solo. “Un altro strumento che verrà sperimentato nei prossimi anni – prosegue Cancian - sono i project bonds, su cui si è appena chiusa una consultazione e che potrebbero portare nuove risorse per la realizzazione di alcuni progetti infrastrutturali”.

Quanto alle conseguenze che queste riforme avranno per l’Italia, Cancian spiega: “L´impatto che questa nuova programmazione avrà sul nostro Paese dipenderà dalla nostra capacità di individuare le risorse pubbliche e private necessarie e di creare le condizioni per realizzare le infrastrutture in tempi certi”. E, quando si parla di possibili tagli ad alcuni progetti, come la Tav piemontese, rassicura: “Le tratte italiane più in ritardo sono quelle transfrontaliere, sulle quali pesano problemi di coordinamento tra Stati, ma su cui l'UE continuerà ad investire, trattandosi delle opere con il più alto valore aggiunto europeo”.