Brexit – le misure previste dall'UE in caso di no deal

Brexit - photo credit: Marco Verch Professional PhotographerIn vista del Consiglio europeo di giugno la Commissione europea fa il punto sulle misure di preparazione e di emergenza predisposte dall'Unione per gestire l'eventualità di una Brexit senza accordo.

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Quella presentata dalla Commissione europea è la quinta comunicazione sui preparativi per la Brexit, alla luce della decisione adottata dal Consiglio europeo l'11 aprile scorso di prorogare al 31 ottobre 2019 il termine di cui all'articolo 50 del trattato sull'Unione europea.

Data l'incertezza che nel Regno Unito continua a circondare la ratifica dell'accordo di recesso concordato con il governo del paese a novembre 2018 e la situazione politica generale in cui versa il paese, secondo l'Esecutivo comunitario l'ipotesi di uscita senza accordo il 1º novembre 2019 resta indubbiamente un esito possibile, seppur non auspicabile.

I preparativi della Commissione UE al no deal sono partiti nel dicembre 2017 e hanno condotto a 19 proposte legislative, di cui 18 già adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio e una, quella sul regolamento di emergenza sul bilancio dell'Unione per il 2019, dovrebbe essere approvata nel corso di questo mese. In più, l'Esecutivo UE ha adottato 63 atti non legislativi e pubblicato 93 avvisi sui preparativi alla Brexit.

Tre le questioni principali da affrontare laddove il Regno Unito diventi un paese terzo senza che intervenga un regime transitorio: la tutela dei diritti dei cittadini che hanno esercitato il diritto alla libera circolazione prima della Brexit; il rispetto degli obblighi finanziari assunti dal Regno Unito in qualità di Stato membro; il mantenimento dell'accordo del Venerdì santo e la pace nell'isola d'Irlanda, nonché l'integrità del mercato interno.

I preparativi per un'uscita senza accordo

Per quanto riguarda i diritti dei cittadini in materia di soggiorno e di sicurezza sociale, gli Stati membri avevano preparato o adottato misure nazionali di emergenza prima del 12 aprile 2019 affinché i cittadini del Regno Unito e relativi familiari cittadini di paesi terzi potessero continuare a soggiornare legalmente nel periodo immediatamente successivo all'eventuale recesso senza accordo. Per maggiore chiarezza la Commissione ha tracciato una panoramica dei diritti di soggiorno negli Stati membri dell'UE a 27 e ha previsto aggiornamenti costanti al riguardo.

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Relativamente a medicinali, dispositivi medici e sostanze chimiche, l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) è prossima al completamento del processo di conformità normativa dei prodotti autorizzati a livello centrale. Quanto ai prodotti autorizzati a livello nazionale, resta ancora da fare per mettere a norma i medicinali restanti entro il 31 ottobre 2019.

Intanto prosegue il trasferimento dagli organismi notificati del Regno Unito a quelli dell'UE a 27 dei certificati relativi ai dispositivi medici e l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha aperto una "linea Brexit" in REACH-IT che spiega come fare per trasferire le registrazioni REACH prima della data del recesso.

Nel settore delle dogane e dell'imposizione indiretta la Commissione ha organizzato svariate riunioni tecniche e pubblicato prima della precedente data del recesso note di orientamento su dogane, imposta sul valore aggiunto (IVA) e accise. Le amministrazioni nazionali hanno ampiamente investito nelle infrastrutture e in risorse umane, soprattutto negli Stati membri che costituiscono i punti di ingresso o di uscita principali per il commercio dell'UE con il Regno Unito, e stanno formando gli operatori economici e i portatori di interessi in generale.

Nel settore dei controlli sanitari e fitosanitari gli Stati membri dell'UE a 27 hanno istituito nuovi posti d'ispezione frontalieri (PIF) o ampliato posti esistenti ai punti di ingresso delle importazioni dal Regno Unito nell'UE.

Sul fronte dei trasporti il regolamento di emergenza sul trasporto aereo contempla uno specifico meccanismo per il rispetto, a carico dei vettori aerei dell'Unione, delle prescrizioni UE in materia di proprietà maggioritaria e di controllo. Il processo è in corso e la Commissione ha contatti regolari con le autorità nazionali. Gli operatori dei trasporti ferroviari che non hanno ancora provveduto agli adempimenti richiesti per ottenere documenti validi nell'UE a 27, invece, dovranno fare il necessario.

Trasporti - cosa propone l’UE in caso di Brexit senza accordo

Nel settore della pesca la Commissione ha agito rapidamente per attuare i regolamenti UE di emergenza. Insieme con gli Stati membri ha raccolto informazioni nel formato appropriato affinché le domande di autorizzazione dei pescherecci dell'Unione ad accedere nelle acque del Regno Unito possano essere trattate non appena diventi applicabile il regolamento di emergenza sulle autorizzazioni di pesca. La Commissione ha collaborato strettamente con gli Stati membri anche per adattarne i Programmi operativi di modo che in caso di arresto temporaneo siano utilizzabili le risorse del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), se necessario e opportuno.

In vista del 12 aprile 2019 le imprese si erano portate notevolmente avanti con la pianificazione di emergenza anche nel settore dei servizi finanziari, dove però alcune questioni restano irrisolte. Le imprese di assicurazione, i prestatori di servizi di pagamento e gli altri operatori di servizi finanziari che sono ancora impreparati su alcuni aspetti delle loro attività (ad es. gestione dei contratti e accesso alle infrastrutture) sono quindi invitati a ultimare i preparativi entro il 31 ottobre 2019.

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Photo credit: Marco Verch Professional Photographer and Speaker

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