Europa Creativa: sotto-programma Cultura, finanziamenti a cooperazione Italia-Belgio-Romania

The EU Flag and Castor and PolluxCome realizzare un progetto europeo di cooperazione culturale? Laura Benassi del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali spiega le procedure seguite per la realizzazione del progetto Digital Art and Storytelling for Heritage Audience Development (DARTS) nell’ambito del sotto-programma Cultura di Europa Creativa.

Fondato agli inizi degli anni Ottanta dal Consiglio d’Europa, il Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali contribuisce alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale europeo, attraverso azioni di cooperazione internazionale.

Tra le iniziative coordinate dal Centro vi è il progetto di cooperazione su piccola scala (smaller scale cooperation projects) Digital Art and Storytelling for Heritage Audience Development, selezionato dall’Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura (EACEA) nell’ambito del bando europeo EAC/S16/2013 - progetti di cooperazione di Europa Creativa, sotto-programma Cultura.

Il bando finanzia sia progetti di cooperazione su piccola scala che di grandi dimensioni (larger scale cooperation projects): per i primi il contributo massimo è pari a 200mila euro, per i secondi è pari a 2 milioni di euro.

Il progetto DARTS coinvolge, oltre al Centro, altri tre partner europei: l'università telematica Pegaso di Napoli, il Muzeul Municipal Campulung in Romania e il Landcommanderij Alden Biesen in Belgio. Il contributo Ue assegnato al progetto ammonta a 183.595 euro (60% del costo totale).

Come siete venuti a conoscenza del bando?

Siamo un’organizzazione culturale no profit che lavora da anni nel settore della cooperazione internazionale grazie ai finanziamenti europei. Ci teniamo sempre aggiornati sui bandi, specialmente quelli che riguardano i settori culturale ed educativo. Consultiamo periodicamente soprattutto i siti di Europa Creativa ed Erasmus Plus.

Quali procedure avete dovuto seguire per accedere al bando?

Il centro è già iscritto al Participant Portal e ha il suo codice identificativo (Participant Identification Code – PIC). Di conseguenza abbiamo avuto subito accesso al portale, compilando il form scaricato dal sito web dell’EACEA e caricando un allegato in cui abbiamo spiegato nel dettaglio la proposta.

Quali difficoltà avete incontrato?

Non abbiamo incontrato particolari difficoltà nella stesura del progetto. Il programma Cultura ha un form abbastanza semplice da compilare, sia per la parte scientifica che per il budget. Inoltre sul sito web dell’EACEA sono disponibili le linee guida relative al programma e a ciascun bando.

La difficoltà più grande è consistita piuttosto nel trovare il cofinanziamento richiesto e nel modulare le numerose attività entro un budget ristretto.

In cosa consiste il progetto da voi presentato?

Il nostro progetto parte dalla storia degli edifici in cui hanno sede i partner. Si tratta di ville e castelli con una lunga storia alle spalle, popolata da personaggi interessanti e ricca di eventi da raccontare. Sono la villa Rufolo a Ravello, legata alle figure di Boccaccio e Wagner; il castello di Alden Biesen in Belgio, sede dei cavalieri teutonici e il castello di Corvino in Romania, che sembra abbia ispirato Bram Stoker nella descrizione del castello di Dracula.

Per valorizzare questi edifici e far conoscere le loro storie al pubblico, soprattutto ai giovani, abbiamo ideato due concorsi internazionali: uno di arte digitale e l’altro di scrittura creativa. In entrambi i casi si chiede di trarre ispirazione dalla storia e dai personaggi degli edifici storici per inventare storie nuove e opere d’arte. I partecipanti saranno giudicati da due giurie: una di esperti e l’altra popolare (utenti internet). I social media avranno un ruolo fondamentale per raccontare il backstage dei concorsi e per dare visibilità agli artisti e agli scrittori.

I vincitori saranno premiati e invitati a partecipare ad alcuni eventi internazionali: il festival di Ravello, che si tiene ogni anno a villa Rufolo nella costiera amalfitana, e il festival di storytelling, che si svolge ogni aprile ad Alden Biesen in Belgio.

A quali benefici, economici e non, avete avuto accesso partecipando al bando?

Partecipare a questo tipo di bandi non è particolarmente invitante da un punto di vista economico. Nel settore culturale i finanziamenti sono abbastanza scarni, anche in questo caso il limite massimo di richiesta per i programmi di piccola cooperazione era di 200mila euro e richiedeva un cofinanziamento del 40% da parte dei partecipanti.

Il progetto DARTS ha quattro partners e una durata di due anni. Non parlerei dunque di benefici economici, quanto piuttosto di benefici in termini di valorizzazione del patrimonio culturale e di visibilità internazionale. I due concorsi costituiscono un’occasione straordinaria per far conoscere il patrimonio culturale europeo in modo nuovo, creativo e social.

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