Sicurezza energetica: alla conferenza di Monaco la proposta di una strategia basata sull’elettrificazione pulita
Tra i temi affrontati alla conferenza sulla sicurezza di Monaco, che si è tenuta dal 14 al 16 febbraio, anche il rafforzamento della sicurezza energetica. Durante l’incontro bavarese, infatti, è stato presentato un nuovo report secondo cui la chiave per la sicurezza dell’approvvigionamento in un mondo sempre più decarbonizzato è l’elettrificazione pulita.
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La proposta arriva dal report “Energy Security in the age of electricity” realizzato da Compass Lexecon per conto di Eurelectric, associazione che rappresenta gli interessi dell’industria elettrica europea. Alla luce della crisi energetica e dei cambiamenti in atto nel modello energetico tradizionale, sottolineano gli analisti, è necessario sviluppare un nuovo approccio alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico (SoS - Security of Supply 2.0) in Europa.
I fattori esogeni che guidano i cambiamenti del sistema energetico analizzati nel rapporto sono principalmente tre: gli eventi geopolitici e i rischi per la resilienza; l’evoluzione del contesto macroeconomico (in particolare l’aumento dei prezzi dell’energia e l’inflazione); le nuove “minacce ibride” (ad esempio gli attacchi informatici).
Tenuto conto del contesto, gli autori dello studio, forniscono alcune raccomandazioni politiche per colmare le lacune e assicurare la sicurezza dell’approvvigionamento in un mondo a zero emissioni nette.
L’elettrificazione green come soluzione per la sicurezza energetica dell’UE
La strategia attuale di sicurezza energetica dell’UE è stata adottata nel 2014, quando gli Stati membri dipendevano ancora fortemente dalle importazioni di gas russo e le rinnovabili rappresentavano solo una piccola parte del mix energetico complessivo.
Oggi, sottolineano gli esperti di Compass Lexecon, questo scenario è cambiato radicalmente: ad esempio, i trasporti e il riscaldamento sono stati elettrificati sempre di più e si prevede che rispetto all’approvvigionamento totale di energia dell’UE, le importazioni diminuiranno dal 60% del 2022 al 13% del 2050. D’altra parte, con ogni probabilità le energie rinnovabili genereranno il 69% dell’elettricità totale entro il 2030 e il petrolio e il gas russi saranno gradualmente eliminati.
Alla luce di tutto ciò, secondo gli autori del report presentato alla conferenza di Monaco, oggi è necessaria una nuova strategia europea per la sicurezza energetica, basata su una definizione integrata di sicurezza energetica e con una crescente attenzione all'elettrificazione interna come vettore energetico predominante.
In questo quadro, l’elettrificazione pulita giocherebbe infatti un ruolo fondamentale per assicurare l'indipendenza energetica europea, ma - consentendo un’importante riduzione della dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili - avrebbe anche impatti positivi sugli obiettivi di decarbonizzazione (secondo le previsioni della Commissione le energie pulite e rinnovabili sono destinate a coprire il 60% del consumo finale di energia entro il 2050).
Inoltre, secondo i relatori, una sicurezza energetica basata sull’elettrificazione pulita consentirebbe di limitare l’esposizione agli shock dei prezzi delle materie prime e di rafforzare la resilienza del sistema energetico alle crisi (sia climatica che geopolitica), permettendo così una maggiore accessibilità economica dell’energia, una questione critica per tutti i consumatori e per le industrie europee, la cui competitività è a rischio nel processo di transizione.
Se l’elettrificazione pulita è quindi la chiave per assicurare la sicurezza energetica nel futuro prossimo, come garantire la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico in Europa? Ecco alcune raccomandazioni emerse dal report.
Le raccomandazioni politiche per migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento
Per tutelare la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico in Europa, migliorando anche l’efficienza e la resilienza, lo studio suggerisce alcune raccomandazioni chiave volte a rafforzare tre pilastri fondamentali.
Anzitutto, occorre migliorare la pianificazione, mettendo insieme tutti i tasselli del puzzle per avere una visione completa. I nuovi piani sulla sicurezza energetica dovranno coprire l’intera value chain, includendo tutti i vettori energetici e le infrastrutture. Dovranno anche estendersi su orizzonti temporali più lunghi e considerare tutte le possibili minacce esterne per identificare meglio le esigenze del sistema.
In secondo luogo, per integrare le rinnovabili dalla produzione variabile, è fondamentale una capacità flessibile significativa nel sistema. Entro il 2030, 175 GW dovranno provenire da nuove tecnologie di stoccaggio dell’elettricità e dalla gestione della domanda. Per incentivare gli investimenti, capacity mechanisms (misure di supporto temporanee che i paesi dell'UE possono introdurre per remunerare le centrali elettriche al fine di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico a medio e lungo termine) e regimi di sostegno alla flessibili saranno essenziali.
Infine, bisogna garantire mercati efficienti. I segnali provenienti dai prezzi dell’energia devono riflettere le esigenze del sistema e consentire ai consumatori di contribuire alla sicurezza dell’approvvigionamento adattando il loro consumo di energia.