Dm 593-00 art. 10: dopo un anno ancora incerta la commissione per assegnare i contributi alla ricerca

research - autore: Tatpong Tulyanon E’ passato un anno ed è ancora tutto fermo. A dodici mesi esatti dalla scadenza del termine per le domande di agevolazione, secondo quanto risulta a Fasi.biz, è ancora al palo la procedura relativa all’articolo 10 del Dm 593/00, in carico al ministero della Pubblica istruzione. Le attività di ricerca industriale, che già quest’estate avrebbero dovuto ricevere una risposta, sono così bloccate in attesa della nomina di una Commissione interministeriale, composta proprio dal Miur e dal Ministero del Lavoro.

Ma partiamo da quello che sarebbe dovuto succedere subito dopo la chiusura dei termini. La lettera del decreto fissava (in teoria) dei paletti molto stretti, che sono stati regolarmente disattesi. Il termine per fare domanda scadeva esattamente il 28 febbraio del 2011. Entro i 60 giorni dalla data di presentazione della domanda una Commissione mista, composta dal ministero dell’Università e della ricerca e dal ministero del Lavoro, avrebbe dovuto esprimersi sull’ammissibilità dei progetti presentati. A partire dai 60 giorni successivi, sempre come previsto dalla normativa, per i progetti giudicati ammissibili sarebbe dovuto scattare il meccanismo di rimborso dei costi. Nulla di tutto questo, però, è accaduto e gli ingranaggi della macchina dei finanziamenti ancora non si sono messi in moto.

Se i termini di legge, secondo quanto detto prima, prevedevano che per giugno 2011 tutta la procedura fosse chiusa e le imprese potessero fare affidamento sul loro denaro, ad oggi è ancora tutto fermo, a quasi un anno dalla chiusura dei termini. E non si tratta di una mera questione procedimentale: oltre alle procedure, infatti, sono fermi anche 25 milioni di euro annui legati proprio a quell’articolo 10. In pratica, le aziende che hanno aderito a quel bando stanno sostenendo, da parecchi mesi a questa parte, costi e investimenti per i quali non hanno la certezza di ricevere rimborsi. Questo nella migliore delle ipotesi, perché nella peggiore gli investimenti sono rimasti completamente fermi. Una situazione che grida vendetta, soprattutto se pensiamo che il bando era nato per finanziare progetti di ricerca che consentissero alle imprese di recuperare competitività, quantomai vitale in questo periodo.

Per competere, a quanto pare, queste aziende dovranno fare affidamento solo sulle loro forze. Almeno per ora. Il motivo è semplice e lascia quasi senza parole. A spiegarlo sono fonti interne al Miur: la Commissione interministeriale, quella che doveva provvedere a valutare le domande relative al 2011, “deve ancora essere nominata”. Il vaglio delle domande, cioé, non è ancora nemmeno partito perché mancano le persone deputate ad effettuarlo. Ma lascia ancora più attoniti l’indeterminatezza nella quale è impelagata la procedura. Al momento, infatti, non ci sono nemmeno indicazioni su una prossima nomina: a ritardo, quindi, si sommerà ancora altro ritardo in futuro.

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