Farm to Fork: la strategia UE per agroalimentare sostenibile

Green deal UE: Commissione UE approva strategia 'Farm to Fork'Insieme all'approvazione del piano per la biodiversità, la Commissione europea dà il via libera alla strategia Farm to fork: un tassello fondamentale per le politiche dell'Unione in materia di alimentazione fino al 2030, nonché fattore chiave del Green Deal europeo.

> Cosa prevede la strategia UE per la biodiversita'

La strategia 'Farm to Fork', o 'dal produttore al consumatore', consentirà la transizione verso un sistema alimentare europeo caratterizzato dalla sostenibilità, che salvaguardi la sicurezza alimentare e assicuri l'accesso a regimi alimentari sani, riducendone l'impronta ambientale e climatica, proteggendo la salute dei cittadini e garantendo il sostentamento degli operatori economici.  

Questo piano non solo rientra fra gli obiettivi dell’ambizioso Green Deal europeo, ma si inserisce nel contesto dell'attuale emergenza epidemiologica quale elemento determinante per la ripresa. 

La crisi Covid-19 ha dimostrato l'importanza di un sistema alimentare solido e resiliente che funzioni in qualsiasi circostanza e sia in grado di assicurare ai cittadini un approvvigionamento sufficiente di alimenti a prezzi accessibili. Questo stravolgimento, inoltre, ha accresciuto la consapevolezze delle interrelazioni tra la nostra salute, gli ecosistemi, le catene di approvvigionamento, i modelli di consumo e i limiti del pianeta. A tal proposito, la Commissione avanza una proposta sia per rafforzare la resilienza a future pandemie sia per offrire opportunità commerciali e di investimento immediate che rilancino l'economia dell'UE. 

Cosa prevede la strategia 'Farm to Fork' 

La strategia 'Farm to Fork' si compone di una serie di obiettivi. I principali tra questi sono: 

  • ridurre del 50% l'uso dei pesticidi chimici entro il 2030;
  • ridurre le perdite di nutrienti di almeno il 50%, garantendo nel contempo che non si verifichi un deterioramento della fertilità del suolo; in tal modo l'uso dei fertilizzanti sarà ridotto di almeno il 20% entro il 2030;
  • ridurre del 50% le vendite di antimicrobici per gli animali da allevamento e per l'acquacoltura entro il 2030;
  • destinare almeno il 25% della superficie agricola all'agricoltura biologica entro il 2030.

La strategia si prefigge anche l'obiettivo di consentire l'accesso a Internet veloce a banda larga in tutte le zone rurali entro il 2025, per rendere possibile l'innovazione digitale.

Un capitolo molto discusso nel piano 'Farm to Fork' è quello sull'etichettatura

Per incoraggiare l'industria alimentare a offrire prodotti alimentari sani e sostenibili, la Commissione proporrà un'etichettatura nutrizionale obbligatoria sulla parte anteriore dell'imballaggio e avvierà iniziative per stimolare la riformulazione dei prodotti, anche definendo dei profili nutrizionali per limitare la promozione di alimenti ricchi di grassi, zuccheri e sale. Sarà valutata, inoltre, la possibilità di proporre l'estensione a determinati prodotti dell'obbligo delle indicazioni di origine o di provenienza, tenendo pienamente conto degli impatti sul mercato unico.

Bruxelles è a lavoro anche sull'armonizzazione delle dichiarazioni ambientali volontarie, insieme all'elaborazione di un quadro per l'etichettatura di sostenibilità dei prodotti alimentari che integri aspetti nutrizionali, climatici, ambientali e sociali.

> Consulta Q&A della Commissione UE 

Sostegno economico per la strategia UE

Gli strumenti economici principali a sostegno del passaggio verso sistemi alimentari sostenibili, garantendo condizioni di vita dignitose per gli agricoltori, i pescatori e le loro famiglie sono la politica agricola comune (PAC) e la politica comune della pesca (PCP).

Ci sono anche altri motori che garantiscono una spinta fondamentale per una transizione più rapida verso sistemi alimentari sostenibili, sani e inclusivi. Nell'ambito di Horizon Europe, la Commissione propone di investire 10 miliardi di euro nella ricerca e sviluppo su alimenti, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura, pesca, acquacoltura e ambiente, nonché sull'uso delle tecnologie digitali e delle soluzioni basate sulla natura nel settore agroalimentare.

Il Fondo InvestEU promuoverà gli investimenti nel settore agroalimentare, agevolando l'accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese (PMI) e le imprese a media capitalizzazione.

Inoltre, il quadro dell'UE per agevolare gli investimenti sostenibili, ovvero la tassonomia europea, e la strategia rinnovata in materia di finanza sostenibile incoraggeranno il settore finanziario ad assumere un ruolo di punta nella transizione e a investire in maniera più sostenibile, anche nei settori agricolo e della produzione alimentare. 

F2F: le opinioni sulla strategia UE

Le reazioni provenienti dal mondo agricolo italiano sono discordanti.

Per il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, "l'estensione dell'obbligo di etichette con l'indicazione dell'origine degli alimenti è una vittoria per 1,1 milioni di cittadini europei che hanno firmato l'iniziativa dei cittadini europei promossa dalla Coldiretti ed altre organizzazioni europee, da Solidarnosc a Fnsea", ma non mancano le criticità nella strategia che "presenta preoccupanti zone d'ombra nei fuorvianti bollini nutriscore e nei pregiudizi sui consumi di carne e sugli allevamenti".

Insoddisfazione per il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti: "Le proposte della Commissione penalizzano il potenziale produttivo dell'agricoltura e del sistema agroalimentare europeo. È una prospettiva che non condividiamo, anche perché aumenterebbero le importazioni da Paesi terzi che applicano regole diverse e meno rigorose".

Della stessa opinione il presidente di Copagri, Franco Verrascina: "Gli ambiziosi obiettivi contenuti nelle comunicazioni non devono penalizzare i produttori agricoli, messi già a durissima prova dalla pandemia".

Il presidente dell'Alleanza delle cooperative agroalimentari, Giorgio Mercuri, ha sottolineato come la strategia europea non debba minare la sicurezza degli approvvigionamenti: "Prima di ogni intervento legislativo europeo occorrerà fare una valutazione attenta sulle ricadute che un piano così importante potrà avere su agricoltori e cooperative, che hanno bisogno di alternative per essere messi in grado di raggiungere obiettivi così ambiziosi senza compromettere la loro stessa sussistenza".

Arriva, infine, l'avvertimento di Paolo De Castro dall'Europarlamento: "Siamo pronti a raccogliere la sfida ambiziosa che ci lancia oggi la Commissione ma non a qualunque prezzo. Siamo molto preoccupati che gli obiettivi di riduzione dell'utilizzo di input produttivi, possano pregiudicare la capacità produttiva dei nostri agricoltori: ogni vincolo dovrà essere accompagnato dalla messa a disposizione di strumenti alternativi, e in questo senso l'aperura della Commissione alle nuove biotecnologie sostenibili per l'evoluzione assistita delle piante ci fa ben sperare". 

Cosa prevede il Green Deal europeo

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