Pagamenti digitali: meccanismo cashback, i rimborsi da febbraio 2021

Pagamenti digitali: in arrivo bonus pos nel decreto agostoTra poco più di un mese partirà il periodo sperimentale nell'utilizzo del meccanismo cashback, la colonna portante del piano cashless. Ecco a quanto ammontano e quando arriveranno i rimborsi.

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Con l’incognita delle ulteriori restrizioni dettate dalla nuova ondata dei contagi, gli operatori dei pagamenti digitali si preparano alla partenza del meccanismo cashback, attivo dal 1° dicembre, per concorrere ad un rimborso sugli acquisti effettuati con moneta elettronica fino ad un massimo di 150 euro.

I rimborsi di questo primo mese di sperimentazione arriveranno a febbraio 2021; mentre quelli successivi saranno erogati, per ciascun semestre, nei mesi di luglio 2021, gennaio 2022 e luglio 2022. In queste stesse finestre saranno distribuiti anche i premi del supercashback.

A proposito del budget complessivo, sono disponibili 227,9 milioni di euro per i rimborsi di questa prima fase, mentre sono poco più di 1,3 miliardi le risorse per ciascuno dei tre semestri successivi. Se le dotazioni non consentono il pagamento integrale dei rimborsi spettanti gli stessi sono proporzionalmente ridotti. I limiti, però, possono essere integrati con le eventuali maggiori entrate derivanti dall’emersione di base imponibile conseguente all’applicazione del programma.

Come funziona il meccanismo cashback

La strategia cashback consiste in un sistema di restituzione parametrato al volume di transazioni compiute con pagamenti digitali. In altre parole: più pagamenti con carte e bancomat, più rimborsi l'anno successivo. 

Il cashback sarà "un meccanismo a punti, non di sconti, che consente di cumulare il vantaggio di un certo numero di transazioni per avere indietro risorse che possono variare a secondo del numero di transazioni; potranno beneficiarne tutti i consumatori italiani e consentirà di avere questi rimborsi in tranche semestrali prima delle vacanze estive e poi dell'anno successivo", ha spiegato il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri.

I "punti" possono essere raccolti già a partire da questo dicembre, cioè nel mese delle spese natalizie. I rimborsi invece, non arriveranno prima del prossimo anno in due momenti distinti, prima dell'estate e prima di fine anno.

In base allo schema presentato dal Ministero dell’economia e delle finanze, approvato anche dal Garante per la privacy, i consumatori potranno scegliere di aderire al programma cashback tramite l’App IO o attraverso banche o società che emettono carte di pagamento. In questo modo i dati anagrafici e gli estremi delle carte di pagamento scelte per partecipare al meccanismo saranno comunicati alla PagoPA, la società incaricata dal Mef della progettazione e della gestione del Sistema informativo cashback.

Ogni volta che la carta di pagamento registrata sarà utilizzata per l’acquisto in negozio, saranno trasmessi solo i dati necessari dalla società che gestisce la transazione al sistema cashback. Al termine di ogni semestre, sarà calcolato il rimborso spettante a ciascun consumatore aderente al programma sulla base degli importi dei pagamenti effettuati. Sono inoltre previsti rimborsi speciali, sulla base di una graduatoria, per chi avrà eseguito il maggior numero di transazioni. Sarà Consap (società del MEF) ad occuparsi dell’erogazione dei rimborsi, inclusa la gestione dell’eventuale contenzioso.

Il meccanismo cashback, oltre al limite di valore fissato in almeno 1.500 euro ogni sei mesi, introduce quindi anche un limite minimo di 50 transazioni semestrali da effettuare in formato cashless.

Con questa operazione si evita che con una o poche operazioni più elevate si possa accedere comunque al rimborso del 10% delle spese effettuate. Sostanzialmente, quindi, per ottenere i 3mila euro annui previsti dalla normativa, bisognerà effettuare almeno 100 transazioni al POS.

Ulteriore limite, imposto dal decreto attuativo del MEF, comporta che per ogni singola operazione il consumatore potrà ottenere un rimborso di massimo 15 euro che moltiplicati per (almeno) dieci operazioni si tradurranno un recupero massimo di 150 euro delle spese sostenute con moneta elettronica. 

Nel corso dello sviluppo della misura, è stata prevista l'estensione a tutte le spese e le prestazioni di servizio: un'inversione di rotta rispetto alle proposte iniziali del Governo, che prevedeva il cashback solo per una limitata categoria di servizi, come ad esempio le spese per barbieri, parrucchieri o per la cura della persona, ricambi auto, ristoratori e albergatori.

La decisione, principalmente guidata dagli effetti del Covid-19 sul fatturato di molti settori, considera come spese escluse quelle effettuate online, dove l’uso della moneta elettronica è il solo metodo di pagamento.

Come nasce il piano cashless?

Il meccanismo cashback costituisce l'ossatura di base del piano cashless. Quest'ultimo è stato concepito nel contesto della Legge di Bilancio 2020 come nuova strategia del Governo per combattere l’evasione fiscale incentrata sulla tracciabilità dei pagamenti e sui maggiori controlli possibili con la fatturazione elettronica.

Lo strumento sarebbe dovuto partire quest'anno con le prime restituzioni a partire da gennaio del 2021, per questo era stato definito anche bonus Befana. Poi la crisi coronavirus ha sconvolto il meccanismo che è rimasto congelato e il fondo era stato svuotato dal decreto Rilancio.

Con il decreto Agosto, tuttavia, sono state individuate nuove risorse per lo stesso strumento: uno stanziamento di 2,2 milioni di euro per l’anno 2020 e di 1,75 miliardi di euro per il 2021 per il rimborso di una parte degli acquisti effettuati mediante transazioni elettroniche.

Piano cashless, zero commissioni per micropagamenti

Nella cornice del piano cashless, che dovrebbe partire dal prossimo 1° dicembre, l'Esecuitvo ha definito un protocollo per azzerate le commissioni sui micropagamenti fino a 5 euro. L'adesione sarà strettamente volontaria, anche per evitare di incappare in rilievi Antitrust.

Diverso l’approccio per le transazioni fino a 10 o 25 euro: per transazioni di questi importi ci sarebbe la disponibilità a ridurre o azzerare le commissioni, come già fanno alcuni operatori con specifiche offerte commerciali,  ma non dovrebbe esserci un protocollo specifico e ci si affiderà alla libera iniziativa dei gestori di carte di credito.

Super cashback, il concorso a premi

Del piano cashless farà parte anche un concorso a premi: si tratta del super cashback, un meccanismo di premialità che invoglierà il cittadino a effettuare acquisti con carte e strumenti di pagamento digitale.

Nello specifico, si tratta del riconoscimento di un premio di mille euro a favore delle prime 150mila persone che nell’arco di sei mesi, dal 1° dicembre 2020 - data in cui dovrebbe entrare in vigore la misura - fino a fine maggio 2021 avranno effettuato il maggior numero di transazioni con carte e altri sistemi di epayments.

Il piano cashless farà perno sull’App Io della Pubblica Amministrazione. L’utente, tramite il proprio codice fiscale, potrà registrarsi e avere un profilo con dati personali e le carte associate. Ogni componente di un nucleo familiare può partecipare individualmente al cashback, per cui una famiglia di tre persone potrebbe avere un ritorno di 450 euro ogni sei mesi.

Il confronto con gli stakeholder

"Il piano cahsless è un progetto a cui il governo tiene particolarmente, un progetto a cui credo molto. Favorire una digitalizzazione dei pagamenti senza penalizzare può portare al cambiamento delle abitudini di vita dei consumatori", ha sottolineato Conte.

Nella giornata del 7 settembre, il presidente del Consiglio ha incontrato i principali prestatori di servizi di pagamento in Italia. Fra i partecipanti all'incontro si annoverano i rappresentanti di: American Express payment services, Postepay, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bnl Axepta, Bancasella, Bancomatpay, Satispay Europe SA, Nexi, Paytipper, Iccrea.

Il meeting aveva lo scopo di incentivare l'adeguamento tecnologico necessario per far partire dal 1° dicembre il piano cashless. Le operazioni andranno rendicontate attraverso la piattaforma PagoPa, ma saranno coinvolte anche altre piattaforme, come quelle bancarie. Le informazioni vanno poi trasferite all’agenzia delle Entrate.

"Tutti si rendono conto dell’importanza del piano e ciò significherà incentivare l’utilizzo dei pagamenti digitali, rendere il sistema più spedito, più trasparente e tracciabile e in prospettiva significa porre le basi per recuperare l’economia sommersa", ha affermato Conte.

Secondo fonti di Palazzo Chigi, inoltre, tutti i partecipanti al vertice si sono detti pronti per partire e collaborare insieme al Governo per la piena riuscita del progetto.

Pagamenti digitali: gli epayments nella Manovra 2020

Gli interventi per incentivare gli epayments in Italia non sono una novità. Già con la Manovra 2020, e il decreto fiscale ad essa collegato, è stata introdotta una varietà di misure volte sia a contrastare l’evasione fiscale, sia a favorire l’utilizzo da parte dei consumatori di metodi di pagamento sicuri alternativi al contante.  

Tra queste spicca l'introduzione di un credito d'imposta del 30% sulle commissioni applicate dalle banche o da altri operatori finanziari, che lo Stato s’impegna a restituire ai professionisti in regime di compensazione.

Il credito, noto anche come bonus Pos, è riconosciuto per le commissioni dovute in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali dal 1° luglio 2010, a condizione che i ricavi e i compensi relativi all’anno precedente non siano di ammontare superiore a 400mila euro.

Parallelamente a questa agevolazione, c'è poi l'abbassamento della soglia limite delle transazioni in denaro contante che possono essere effettuate al di fuori del circuito degli intermediari bancari e finanziari abilitati. 

Nello specifico, è vietato il trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore in euro e in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche:

  • dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 per un valore complessivo pari o superiore a 2.000 euro;
  • a decorrere dal 1° gennaio 2022 per un valore complessivo pari o superiore a 1.000 euro.

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